I media tour dedicati a chi lavora nel settore della comunicazione turistica sono occasioni perfette per conoscere nuovi territori grazie alla guida di chi ci vive e ci lavora. Recentemente ho avuto la fortuna di partecipare a un blog tour dedicato alla Basilicata, più precisamente al Parco del Pollino, che mi ha fatto scoprire questa meravigliosa area e i suoi ospitali abitanti. Vi racconto il mio Basilicata Slow blog tour a San Severino Lucano a base di esperienze rurali lente e responsabili.

Il Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino, situato tra Basilicata e Calabria, con un’estensione di quasi 200.000 ettari, è la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia con un  territorio che comprende 56 Comuni.

Nel 2015 il Parco è entrato a fare parte della Rete dei Geoparchi riconosciuta dall’UNESCO. I geoparchi sono aree di importanza geologica internazionale e sono gestiti in un’ottica di protezione della geodiversità, di educazione e di sviluppo sostenibile insieme alle comunità locali. L’area comprende diversi massicci di grande interesse geologico: il Massiccio del Pollino, i Monti di Orsomarso e il Monte Alpi. La cima più elevata, la Serra Dolcedorme, è il punto più alto dell’Appennino Meridionale e l’unico da cui è possibile ottenere uno scorcio di tre mari: lo Ionio, il Tirreno e l’Adriatico. I 75 geositi del Parco hanno un valore paesaggistico e ambientale inestimabile e permettono l’eccezionale biodiversità e  ricchezza di questa zona e sono stati organizzati in 9 sistemi territoriali omogenei, dal punto di vista geologico e geografico.

L’UNESCO inoltre ha inserito la Faggeta Vetusta di Cozzo Ferriero nel 2017 e la Faggeta Vetusta del Pollinello nel 2021 tra le “Antiche Faggete Primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”, proclamandole Patrimonio Mondiale. Queste foreste si sono sviluppate dopo la fine dell’ultima era glaciale, a partire da alcune aree isolate nelle Alpi, Carpazi e Pirenei, in un periodo di poche centinaia di anni: la grande adattabilità del faggio alle diverse condizioni climatiche e fisiche gli permette infatti  di crescere un pò dovunque.

La faggeta di Cozzo Ferriero, che si estende per circa 70 ettari a circa 1700 metri di altezza, al confine tra Basilicata e Calabria, è il sito più meridionale d’Europa: qui esemplari di età stimata di circa 600 anni hanno saputo adattarsi al clima caldo-arido locale e la loro conservazione è di massima importanza per studiarne l’adattamento in un’epoca di cambiamento climatico come la nostra.

Il Basilicata Slow blog tour

Arrivata alla stazione di Napoli, mi aspetta la navetta che mi porterà in circa 3 ore nella zona dove alloggerò ed è qui che incontro gran parte dei colleghi che partecipano con me al tour. La nostra prima tappa è la visita al Palafrido, un centro museale multimediale che ospita il Museo della ceramica e il Museo-Laboratorio della Fauna minore.

Qui abbiamo occasione di assistere al lavoro di alcuni artigiani che portano avanti attività antiche, come la preparazione dei cesti di vimini e l’intaglio sul legno.

La giornata si conclude nell’agriturismo Bosco Principe, dove alloggeremo in questi giorni, con la prima delle abbondantissime ed ottime cene con le quali ci delizieranno. A proposito di cibo, durante questo tour ho sempre mangiato strepitosamente bene ed in modo esagerato!!

La seconda giornata la trascorriamo presso l’Agriturismo Crescente: qui, oltre a godere dei bellissimi scenari naturali che ci circondano e della presenza di alcuni cagnoloni affettuosi, possiamo assistere dal vivo alla preparazione di formaggi e ricotta,  ovviamente avendo anche modo di assaggiarli. Dopo pranzo, è il momento di mettere le mani in pasta, nel vero senso della parola! Infatti ci divertiamo ad imparare come si preparano alcuni dei formati di pasta fresca tipici della zona.

Il terzo giorno finalmente iniziamo la conoscenza del Parco del Pollino con un facile trekking nel Bosco Magnano, in compagnia di una delle guide del parco. Questa suggestiva area è percorsa dalle acque del fiume Peschiera e dei suoi affluenti ed ospita maestosi esemplari di cerri, faggi e aceri  e animali come la lontra, lo Scoiattolo Nero e la salamandrina dagli occhiali.

Dopo questa bella camminata, l’ottimo pranzo offerto dal Rist’oro Pollino è proprio quello che ci vuole. Il pomeriggio è dedicato alla scoperta del pittoresco borgo di San Severino Lucano, sorto a fine ‘400, guidati dalle rappresentanti della Pro Loco che ci raccontano con orgoglio e amore la storia del loro paese. Il territorio appartenne al feudo dei Sanseverino da cui prese il nome. Dopo l’Unità d’Italia, il brigantaggio qui, come in tutto il Pollino, fu molto attivo, favorito dalla natura impervia del territorio. La chiesa principale, dedicata a Maria Santissima degli Angeli, dall’impianto settecentesco, custodisce la statua lignea della Madonna del Pollino: a lei sono dedicati vari murales che abbelliscono il borgo. Notevoli, nel centro storico, sono alcuni portali lapidei della seconda metà dell’800.

L’aria cristallina del territorio permette un’ottima osservazione del cielo notturno al punto tale che San Severino Lucano è stato definito dagli astrofili “il paese delle stelle”.

La giornata si chiude al tramonto alla Giostra RB Ride. Posizionata sul belvedere di Timpa della Guardia, RB Ride è un’opera d’arte realizzata dall’artista tedesco Carsten Höller ed è definita “la giostra più lenta del mondo” visto che un suo giro dura circa 15 minuti. Lo scopo di Höller è quello di far rallentare i frenetici ritmi della vita moderna invitando ad ammirare con calma il meraviglioso panorama che circonda l’installazione.

L’ultima giornata del tour è dedicata ad un trekking abbastanza impegnativo fino alla cresta di Serra di Crispo, definita “il Giardino degli Dei” per lo spettacolare panorama che si ammira da lì. Confesso che io mi sono fermata un pò prima, perchè ero stanca e  ho aspettato il ritorno del gruppo gustandomi in perfetta solitudine la bellezza e la pace del luogo.

Torniamo al rifugio Pino Loricato, da dove eravamo partiti, mentre il tempo cambia velocemente: al sole splendido che ci accompagnato tutta la mattina, si sostituiscono grossi nuvoloni grigi che non promettono nulla di buono. E infatti la pioggia ci prende quando, dopo aver pranzato al rifugio, stiamo visitando il Santuario della Madonna del Pollino situato a 1537 metri di altezza sul versante settentrionale del massiccio del Pollino. Questa Madonna è molto venerata: ogni primo fine settimana di giugno, la sua statua da  San Severino Lucano viene portata in processione al santuario, lontano circa 18 chilometri: lì rimane fino a settembre quando rientra in paese. Nel 2009 nel santuario è stata innalzata una statua della Madonna che solleva il Bambino in direzione della valle del Frido, della scultrice olandese Daphné Du Barry, alta circa 2,2 metri.

Un sentito ringraziamento va agli organizzatori di questo tour, I Viaggi del Milione e Marmo Melandro Viaggi e a tutti i simpatici compagni di viaggio che hanno reso questa esperienza ancora più divertente.