Roma è una continua sorpresa, sempre piena di tesori nascosti da scoprire anche per chi c’è nato e vissuto come me. Gli Horti Sallustiani erano un l’enorme complesso di giardini e edifici di proprietà del ricco Sallustio: anche se hanno dato il nome ad un intero rione, i loro resti sono però sconosciuti ai più, nascosti come sono alla vista e solitamente chiusi alle visite, dato che sono di proprietà privata. Ho avuto il piacere di conoscerli grazie ad una apertura al pubblico organizzata dal FAI e vi porto a scoprirli!

Gli horti di Roma
Ma cosa erano gli horti? Nonostante quello che il nome suggerirebbe, non erano orti nel senso moderno del termine, ma delle ville suburbane circondate da grandi giardini che sorsero a partire dalla fine dell’epoca repubblicana, destinate soprattutto al riposo e allo svago dei ricchi proprietari che potevano permettersele. I primi horti celebri di Roma furono quelli di Lucullo, sul Pincio, seguiti da quelli voluti da Cesare passati poi a Sallustio.

Sallustio
Gaio Sallustio Crispo è stato uno storico e un uomo politico romano del periodo repubblicano. Proveniva da una famiglia non ricca della Sabina: iniziata la carriera politica, si legò a Giulio Cesare, allora capo del partito popolare. Raggiunse la carica di senatore, ma venne cacciato dal Senato per indegnità morale (probabilmente per adulterio). Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo nel 49 a.C. rimase al fianco di Cesare, che lo ricompensò riammettendolo in Senato e nominandolo proconsole dell’Africa nova, ovvero la florida provincia della Numidia dove si arricchì d’immense fortune. Accusato di concussione, Cesare lo protesse ancora una volta, consigliandogli probabilmente di ritirarsi a vita privata. Dopo la morte del suo protettore, negli ultimi anni di vita Sallustio si dedicò alla storiografia scrivendo opere celebri come La guerra di Catilina e La guerra giugurtina.
Gli Horti Sallustiani
Gli Horti Sallustiani si estendevano su una vastissima area compresa tra le odierne via XX Settembre, via Piave, via Veneto e le Mura Aureliane. In origine questa zona, posta al di fuori delle Mura Serviane, aveva principalmente una vocazione agricola e ospitava orti e vigne. Nel I° secolo a.C. l’area venne occupata da ricchi personaggi che ci costruirono le proprie ville extra urbane. Sallustio non fu il primo proprietario di questi horti, anche se successivamente presero il nome da lui: fu Giulio Cesare a farli costruire, insieme a quelli che possedeva a Trastevere (l’odierna Villa Bonelli) dove venne ospitata la regina Cleopatra.

La scelta della zona fu sicuramente strategica perché qui vicino c’era Porta Collina, uno degli accessi delle Mura Serviane (posta dove ora c’è il Ministero delle Finanze) da dove passavano via Nomentana e via Salaria e si era anche vicini al Tempio della Fortuna primigenia, utile per veicolare il messaggio politico di Cesare, ovvero che Roma fosse destinata ad essere Caput Mundi. Grazie alle ricchezze accumulate in Numidia, Sallustio acquistò da Cesare gli horti, che fece ampliare inglobando anche il Tempio di Venere Ericina: la loro posizione tra il Pincio e il Quirinale era tra le più belle e panoramiche della città e Sallustio fece abbellire il suo possedimento con padiglioni, fontane e portici.

Dopo Sallustio, gli horti passarono in eredità al nipote, anche lui chiamato Sallustio: in seguito divennero di proprietà dell’imperatore Tiberio entrando a far parte del demanio imperiale. Gli imperatori successivi risiedevano volentieri qui, vista la vicinanza ai Castra Pretoria, l’accampamento della guardia imperiale. Vespasiano decise di restaurare i danni causati dalle guerre per la successione, Nerva vi morì e Aureliano li amò tanto che decise di rispettare i confini degli horti per la costruzione delle mura, invece di tagliare in due il complesso, come fece con la villa dei Vari. Aureliano fece anche costruire una porticus miliarensis, probabilmente un complesso di portico e maneggio, dove amava cavalcare. Quindi con lui gli horti furono inglobati all’interno di Roma.
Con il sacco di Roma del 410 d.C la villa subì danni gravissimi e venne lasciata in stato di abbandono. Nel Rinascimento l’area venne parcellizzata in orti e l’arrivo dell’Acqua Felice a fine ‘500 diede nuova vita alla zona con la costruzione di splendide residenze gentilizie come Villa Ludovisi. La febbre edilizia che investì Roma dopo che, nel 1871, era divenuta capitale del Regno d’Italia portò alla completa lottizzazione della villa con la creazione del quartiere Ludovisi: l’unico edificio che si salvò dalla speculazione è stato il celebre Casino dell’Aurora contenente affreschi di Guercino e Caravaggio.

Il nucleo principale di quello che resta degli Horti Sallustiani, solo una minima parte della residenza originaria, è visibile al centro di Piazza Sallustio. Oggigiorno appare molto interrato, visto che la costruzione si trova 15 metri al di sotto dell’odierno livello stradale, mentre in epoca romana avremmo dovuto salire le scale per raggiungere il padiglione addossato ad una collina. Si tratta di una grande sala rotonda con cupola dal diametro di 11,20 metri per 13,30 metri di altezza coperta da cupola a spicchi concavi e piani, come quella del Serapeo a villa Adriana.

Ph. courtesy C. Cusin
Sulle pareti, che erano rivestite da uno zoccolo di marmo e erano decorate con stucchi, si aprivano nicchie probabilmente decorate da statue. A questa grande sala era collegato un locale rettangolare con volta a botte che poteva essere chiuso e separato dall’aula.

Questo padiglione principale risale all’epoca di Adriano ed è stato interpretato come coenatio estiva vista la presenza di ninfei ai suoi lati. Ai suoi lati si aprivano vari ambienti disposti in maniera simmetrica: in uno di essi una scala portava al piano superiore.
Accanto alla grande aula circolare è ben visibile poi un’alta insula, un caseggiato a più piani destinato probabilmente ad ospitare il personale della villa e le maestranze che qui dovevano risiedere stabilmente

Ph. courtesy C. Cusin
Altri resti del complesso sono stati inglobati in costruzioni posteriori, come il criptoportico situato nel garage dell’ambasciata Americana di via Veneto e una cisterna di epoca adrianea ritrovata sotto il Collegio Germanico di via Bissolati. Numerosi pezzi d’arte provenienti dagli horti sono emersi durante la costruzione di Villa Ludovisi: tra questi ci sono il celebre Trono Ludovisi, ora conservato al Museo Nazionale Romano, il Galata morente e quello suicida dei Musei Capitolini e l’Obelisco Sallustiano collocato a Trinità dei Monti.




Molto affascinanti! Da appassionata di archeologia li visiterei più che volentieri: un peccato però che questi luoghi siano aperti solo grazie al “Santo Fai” e che non siano invece accessibili normalmente al pubblico!
Soprattutto assurdo che un luogo del genere sia in mano ai privati e usato per eventi.
WOW che figo! Hai avuto una straordinaria possibilità di vederli! Che strutture monumentali meravigliose! Eh sì, dagli Horti Sallustiani provengono diverse opere che hanno segnato la storia dell’arte greca e romana!
Immagino che un’archeologa come te potrebbe apprezzare ancora di più queste strutture! Ti avviserò se ci saranno altre aperture.