Un sitting ad Arles mi ha fornito l’occasione di soggiornare nella città dove Vincent Van Gogh visse per oltre un anno, dipingendo circa 300 quadri. In città è possibile ripercorrere le sue tracce, grazie anche ad un itinerario creato dall’ufficio del turismo.

Van Gogh ad Arles

Van Gogh arrivò ad Arles da Parigi il 20 febbraio 1888 e trovò il paese coperto dalla neve. Inizialmente si sistemò poco lontano dalla stazione, presso l’hotel ristorante “Chez Carrel” in rue de la Cavalerie. Fisicamente e mentalmente non stava bene, come scriverà mesi dopo al fratello Theo.

Il ristorante Carrel – Olio su tela – 54 x 64,5 – Collezione Sammlung Murray S. Danforth Jr., Providence (R.I.)

Man mano che il clima migliorava, iniziò a scoprire la Provenza: frutteti in fiore, ponti levatoi come quelli della sua terra, l’Olanda e soprattutto il sole e i colori intensi che presto entreranno nelle sue tele.

Da Carrel iniziarono però le discussioni perché volevano che pagasse di più: gli venivano serviti cibo e vino di cattiva qualità, che contribuirono a peggiorare il suo stato di salute. Vincent mangiava poco e spendeva tutti i soldi che gli mandava Theo per la pittura: il pensiero andava sempre al suo progetto di una vita comune con altri artisti, “lo studio del Mezzogiorno” come lo definisce. Le difficoltà con la pensione gli fecero decidere di affittare una casa, nell’ala destra di un edificio a Place Lamartine, che descrisse in una lettera come pitturata di giallo all’esterno e imbiancata a calce all’interno. Nell’attesa di comprare i mobili per viverci, prese una camera in un caffè di notte e mangiava presso il Café de la Gare, un locale ubicato presso la place Lamartine gestito dai coniugi Ginoux. Ne dipinse l’interno in 3 notti dormendo di giorno definendolo, in una lettera al fratello Theo, “Uno dei (quadri) più brutti che abbia fatto“. È il suo primo notturno, al quale seguirà il celebre esterno di Piazza Forum.

Cafe de la gare – 72.4 x 92.1 cm – Yale University Art Gallery

Non avendo soldi per pagare le modelle, in questi mesi realizzò ritratti delle persone che frequentava: Madame Ginoux, il postino Ruolin, lo zuavo Millet.

Olio su tela – 81.3 x 65.4 cm – Boston Museum of fine art

Nella sua nuova casa sognava di creare la comunità di pittori che tanto desiderava: venuto a sapere da Theo le difficoltà che Paul Gauguin viveva a Pont-Aven, propose al pittore di andare a vivere con lui. Questo avrebbe anche permesso a Theo, che aiuta finanziariamente entrambi, di risparmiare. Ma Gauguin temporeggiava, cercando di ottenere da Theo condizioni più vantaggiose per trasferirsi ad Arles

Finalmente Vincent a fine agosto ottenne da Theo i soldi per arredare la casa: in basso c’era uno studio da abbellire con litografie di Daumier e Delacroix e oggetti giapponesi, e un altro studio da adibire anche a cucina, al primo piano le due camere da letto, la sua arredata con letto, tavolo e sedia in legno bianco e l’altra decorata da tele con i girasoli.

Della sua stanza da letto, Van Gogh realizzò tre quadri molto simili. Il primo, al museo Van Gogh di Amsterdam, venne danneggiato a seguito di un’inondazione. Dopo circa un anno, l’artista dipinse due copie dello stesso soggetto: uno conservata presso l’Art Institute di Chicago; l’altro, al museo d’Orsay, in un formato più piccolo, destinato alla famiglia in Olanda.

Olio su tela – 57,3 x 73 cm – Museo d’Orsay

Il 18 settembre finalmente vi si trasferì e ad ottobre Gauguin annunciò il suo arrivo, contando sull’aiuto di Theo per saldare i suoi debiti in Bretagna e pagare il viaggio. I due pittori organizzarono la vita in comune: in una scatola tenevano i soldi per le passeggiate notturne, un’altra era per il tabacco, un’altra per le spese impreviste e l’alloggio. Accanto carta e matita per scrivere quello che ognuno prelevava. Una scatola per i soldi che servivano per comprare il cibo – Gauguin cucinava, Van Gogh andava a fare la spesa.

Paul Gauguin – Vincent Van Gogh dipinge i girasoli – olio su juta – 73 x 91 cm – Museo Van Gogh

Lavorando accanto a Gauguin, Vincent modificò la sua tecnica: in alcuni quadri come l’Arena di Arles dipinse le linee di contorno tipiche dei cloisonnisti di Port-Aven mentre nell’Arlesienne utilizzò grandi campiture di colore uniforme nello stile di Gauguin.

L’Arlesiana (M.me Ginoux) – Olio su tela -91.4 x 73.7 cm Metropolitan Museum New York

In due tele dello stesso soggetto, Van Gogh ci mostra la diversità negli stili dei due pittori. La Sedia di Gauguin è raffinata, caratterizzata da tonalità scure così come l’elegante tappeto di colore rosso e giallo a rappresentare una pittura notturna, poiché Gauguin lavorava a memoria, dipingendo in atelier il soggetto osservato ore prima. La sedia scelta per rappresentare se stesso è l’esatto contrario: è semplice, scomoda e povera, gialla e azzurra, i suoi colori preferiti durante la permanenza ad Arles.

Ma le cose ben presto iniziarono ad andare male tra i due, fino al tragico episodio quando, alla vigilia di Natale, Van Gogh, dopo aver aggredito l’amico, tornò a casa e si tagliò un orecchio. Dopo l’aggressione, Gauguin si fermò a dormire in un albergo e solo la mattina successiva scoprì cosa era successo, dopo di che scomparve mentre Vincent venne ricoverato due settimane in ospedale. La diagnosi fu “crisi nervosa di origine epilettoide con allucinazioni e delirio”. Il suo medico Rey e Roulin, il postino, gli furono sempre vicini, mentre in città una petizione mandata al sindaco chiese di far internare il pittore folle, richiesta che venne accolta.

In una lettera al pastore Salles Vincent scrisse: “Se la polizia avesse protetto la mia libertà impedendo ai bambini e agli adulti di raggrupparsi intorno casa mia e di scalare le finestre… (come fossi una bestia rara), sarei più calmo; in ogni caso non ho fatto male a nessuno“. Gli amici gli restarono vicini: a fine marzo il pittore Paul Signac andò a fargli visita e Vincent ottenne l’autorizzazione ad uscire per mostrargli i suoi quadri, rimasti nella casa gialla chiusa dalla polizia.

Nell’aprile 1889, il fratello Theo si sposò ad Amsterdam mentre Vincent abbandonò le casa gialla e tutti i sogni che vi aveva riposto per prendere in affitto due stanze offerte dal dottor Rey dove sistemare i mobili e i suoi quadri. Ormai la decisione di farsi internare nella casa di cura (o manicomio?) di Saint-Paul di Mausole a Saint-Rémy-de-Provence è stata presa. A maggio mandò due casse di tele a Theo al quale scrive queste struggenti parole:”Ora io come pittore non significherò mai niente d’importante, lo sento in modo assoluto…“.

Accompagnato dal pastore Salles, Van Gogh entrò nella casa di cura l’8 maggio 1889: poco più di un anno dopo, il 27 luglio 1890, si tolse la vita nel villaggio di Auvers-sur-Oise. Mi piace pensare che, morendo, sia finalmente riuscito a raggiungere le stelle che tanto amava.

Corsia dell’ospedale di Arles – Olio su tela – 74 x 92 cm – Collezione Reinhart, Winterthur

I luoghi di Van Gogh ad Arles

L’Arena romana

Questo dipinto, insieme alla serie dei Les Alyscamps, è l’unico in cui il pittore raffigura una delle tante rovine romane presenti ad Arles, affollata di pubblico in occasione delle corride che vi si tenevano.

Olio su tela – 73×92 cm – Museo dell’Ermitage

Piazza Forum  – Caffè di notte

Olio su tela – 80,7 × 65,3 cm – Rijksmuseum Kröller-Müller, Otterlo

Ancora oggi esiste il caffè del quadro, fotografatissimo dai turisti.

Place Lamartine

La celebre casa gialla di piazza Lamartine è andata distrutta durante un bombardamento nella Seconda Guerra mondiale.

Olio su tela – 72 x 91.5 cm – Van Gogh Museum

Oggi, sul marciapiede, si nota questa particolare opera, sulle cui facciate sono riportate alcune lettere scritte da e per il pittore e un’apertura per imbucarle: per chi volesse mandare una missiva l’indirizzo è Place Lamartine 2!

Ponte Trinquetaille

Olio su tela – 73 x 92 cm – Kunsthaus, Zürich

Olio su tela – 65 x 81 cm – collezione privata

Il ponte che collega il centro di Arles al quartiere di Trinquetaille esiste ancora, solo in forme più moderne.

Jardin d’eté

Olio su tela – 72.3 x 90.8 cm – Phillips Collection, Washington

Espace Van Gogh – Hotel- Dieu

Il vecchio ospedale dove il pittore fu ricoverato ospita ora l’Espace che prende il suo nome, uno spazio culturale che ospita mostre ed eventi artistici.

Olio su tela – 73 x 92 cm – Sammlung Oskar Reinhart, Winterthur

La notte stellata sul Rodano

Olio su tela – 73 x 92 cm – Museo d’Orsay, Parigi

Questo quadro sembra un’anticipazione della famosissima Notte stellata del Metropolitan Museum of Modern Art di New York, dipinta l’anno successivo. In una lettera a Theo, Vincent scrisse:

La vista delle stelle mi fa sempre sognare. Perchè, mi dico, “i punti luminosi del firmamento” ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare … a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella.

Alyscamps

Di questa suggestiva necropoli romana, Van Gogh realizzò 3 versioni.

Olio su tela – 73×92 cm – Rijksmuseum Kröller-Müller, Otterlo

Olio su tela -73 x 91 cm – collezione Stavros Niarchos

Olio su tela – 91.7 x 73.5 cm – Rijksmuseum Kröller-Müller, Otterlo

Vie Mirelle – vecchio mulino

Il mulino esiste ancora, anche se piuttosto modificato: io non ho avuto il tempo di vederlo purtroppo.

Ponte Langlors

Il ponte odierno è una copia di quella raffigurato da Van Gogh in una serie di 4 quadri.

Olio su tela – 49,5 × 64 cm, – Wallraf-Richartz-Museum, Colonia.

Olio su tela – 54×65 cm – Rijksmuseum Kröller-Müller, Otterlo

Ad Arles è presente anche la Fondation Vincent Van Gogh, dedicata al lavoro e all’eredità di questo grande artista.

Migliaia sono le opere e gli scritti dedicati a Vincent Van Gogh: vi lascio il link a un breve brano di una puntata di Doctor Who che sono sicura vi commuoverà!

Autoritratto dedicato a Gauguin – Olio su tela – 61,5 x 50,3 cm – Fogg Art Museum, Harvard Un. (USA)