Ho avuto la grandissima fortuna di essere scelta per partecipare come tester al progetto FOOTPRINTS, ideato dalla città di Ravenna, potendo così provare tante attività  e sentendomi per qualche giorno una cittadina temporanea di questa splendida città. Vi racconto com’è stata la mia esperienza!

Cos’è il progetto FOOTPRINTS?

FOOTPRINTS è un progetto finanziato grazie all’European Urban Initiative – Innovative Actions, un’iniziativa europea per testare progetti pilota di sviluppo sostenibile nei contesti urbani. Grazie al lavoro condiviso di istituzioni, imprese e operatori che lavorano sul territorio la sfida è quella di trasformare Ravenna in un modello di turismo sostenibile, accessibile e responsabile, sviluppando un’offerta di esperienze, alloggi e luoghi di ristorazione autentici e sostenibili. Al fine di testare questo progetto, che durerà fino al 2028, quest’anno sono stati selezionati 50 “esploratori” che avranno modo di provare molteplici esperienze e scoprire il patrimonio artistico, culturale, naturale e gastronomico della città.

La mia esperienza col progetto FOOTPRINTS

Sembra quasi uno di quei luoghi comuni dire “È stato un caso”, ma è andata veramente così. L’estate scorsa mi è apparso, neanche ricordo su quale social, l’annuncio della call per diventare cittadini temporanei di Ravenna, opportunità non riservata a bloggers e creatori digitali, ma aperta a tutti. Inutile dire che, all’apertura delle candidature a settembre, ero lì prontissima a inviare la mia e qualche mese dopo mi è giunta la bella notizia che ero stata selezionata!

Nel corso di questa primavera, mi sono state inviate man mano le mail con tutte le indicazioni sul da farsi: la cosa fighissima è stata che, a differenza dei blog tours ai quali ho partecipato, che seguono un programma ben definito, qui sono stata io a selezionare tutte le attività che mi interessava fare e persino i ristoranti dove andare a mangiare durante i 5 giorni in cui sarei stata ospite della città. A dire la verità non è stato semplice organizzare il mio programma personale perché il calendario delle cosiddette “missioni” ossia le varie attività da fare, era fitto di cose interessanti e c’è voluto un pò di studio per riuscire ad incastrare il maggior numero di esperienze possibile. L’unica cosa scelta dagli organizzatori è stato l’albergo e in questo caso credo di essere stata fortunatissima visto che ho alloggiato nella deliziosa suite dello splendido b&b Chez papa in pieno centro città!

Lunedì’

Dopo tanti preparativi, finalmente è arrivato, verso fine maggio, il giorno della partenza per Ravenna. Appena il tempo di lasciare la valigia al b&b che c’è stato un aperitivo di benvenuto nell’elegante ristorante Valentino: qui ho occasione di conoscere i miei compagni d’avventura (16 in tutto tra italiani e stranieri) e i vari rappresentanti di Ravenna Incoming e Visit Ravenna  che ci seguiranno in queste giornate. Noi siamo stati il primo gruppo di “esploratori”, quindi c’era molta eccitazione ed entusiasmo da parte di tutti per la partenza di questo importante progetto.

Martedì

Prima di iniziare la prima attività della giornata – la creazione di una calamita a mosaico presso il laboratorio Dimensione Mosaico – ho avuto il tempo di fare una breve passeggiata in centro: ero molto curiosa di visitare la Chiesa di San Francesco per vedere la cripta dove nuotano i pesci! Non tutti sanno che Ravenna è stata soggetta al fenomeno della subsidenza, ossia il progressivo sprofondamento del terreno causato dall’estrazione di gas e acqua dal sottosuolo. Oggigiorno, grazie a un sistema di pompe, tutti i suoi monumenti non sono invasi dalle acque, ma in questa chiesa si è deciso di non intervenire lasciando la cripta allagata ed introducendo i pesci al fine di tenere l’ acqua pulita da elementi che potrebbero rovinarne i mosaici.

E parliamo di mosaici, per i quali Ravenna è famosa del mondo. Per chi pensasse che sia facile farli, beh no, non lo è! Per creare il nostro magnete, prima ne abbiamo fatto la bozza che poi si deve trasferire nella formina dove è stata stesa la colla  (questo è il metodo semplice, per i mosaici parietali le cose sono ben più complesse): per più di un’ora abbiamo lavorato d’impegno con risultati abbastanza indecenti, ma comunque la soddisfazione è stata tanta. Se solo penso a come può essere stato laborioso eseguire gli splendidi mosaici che abbelliscono molte delle chiese cittadine che sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO!

Dopo pranzo, ci ritroviamo tutti nel bellissimo spazio del Mercato Coperto per una lezione di piadina. La piadina non solo l’abbiamo fatta, ma ce la siamo anche mangiata.

Giusto il tempo di riposare un pò e verso sera mi aggrego a Michela e Daniele, che hanno la macchina, per andare a Sant’Alberto e fare un giro in bicicletta lungo la riva delle valli meridionali di Comacchio. Vedere lo spettacolo di decine di fenicotteri nel loro habitat naturale è stato qualcosa di emozionante! Benedetto chi ha inventato la bicicletta con la pedalata assistita che mi ha permesso di godermi questa esperienza! Con noi c’erano anche due ospiti del mio b&b ai quali abbiamo dato un passaggio in macchina per rientrare. Dopo una giornata così intensa, mi trascino a fatica al ristorante Passatelli, dove incontro l’irlandese Martin e ceno insieme a lui ordinando un semplice petto di pollo alla griglia, visto che sono strapiena di tutto quello che ho mangiato. Quella del mangiare bene e tanto sarà una costante di tutto il soggiorno, in Romagna non si scherza sul cibo! Passatelli, cappelletti, piadina, spoja lorda, cozze e zuppa inglese sono alcune delle specialità che si possono gustare a Ravenna, direi che non serve dire altro.

Mercoledì

Questa mattina si torna in laguna (grazia ancora a Michela e Daniele per il passaggio in macchina) per un trekking nella penisola di Boscoforte, che s’insinua nelle Valli di Comacchio, dove oltre ai fenicotteri, possiamo vedere  anche i cavalli Camargue-Delta che qui vivono allo stato brado.

Oggi fa davvero caldissimo e dopo  l’abbondante pranzo all’Osteria della Zabariona torno al mio b&b per riposare un pò. Alle 3 è già tempo di uscire di nuovo: c’è la visita guidata ai monumenti patrimonio UNESCO, rinomati in tutto il mondo per i loro mosaici: S. Apollinare nuovo, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero degli Ariani, San Vitale, la Cappella di Sant’Andrea nel Palazzo dell’Arcivescovado. Quanta bellezza!

I mosaici ravennati, di epoca bizantina, si differenziano dai tipici mosaici di epoca romana soprattutto per due motivi: l’uso di tessere in pasta vitrea invece che di pietra e marmo e la decorazione di pareti e volte, ma non di pavimenti. La pasta vitrea, che si ottiene aggiungendo ossidi colorati alla pasta di vetro, ha il potere di dare grande luminosità ai mosaici e di proteggerne i colori che infatti sono giunti inalterati fino a noi. Non parliamo poi dello splendore delle tessere dorate, nelle quali una sottilissima lamina di metallo prezioso è inserita tra due strati di vetro. Questi capolavori influenzarono anche lo stie di un grande artista come Gustav Klimt che visitò due volte la città.

Prima di rientrare nel mio alloggio, alle 18.00 mi reco alla Tomba di Dante: qui ogni giorno si può ascoltare la lettura di un canto della Divina Commedia. Chiunque può candidarsi per declamare i suoi versi preferiti, grazie al progetto L’ora che volge il disìo e la lettura viene anche trasmessa in diretta sui canali social. (tutte le info Viva Dante). A causa del gran caldo, oggi la lettura è stata trasferita nei vicini Chiostri francescani ed è stata molto suggestiva.

Per cena mi ritrovo con Martin e la scozzese Larchan nello splendido cortile della Taverna Byron, ristorante che purtroppo ha chiuso dopo poche settimane. Se vi state chiedendo perché un locale di Ravenna sia stato intitolato al celebre poeta inglese, ve lo spiego subito! Byron visse in città per circa tre anni una storia d’amore con una nobildonna che custodì gelosamente ogni cimelio del suo amato (anche la pelle spellata dal sole), cimeli che ora sono esposti nel Museo Byron.

Giovedì

Grazie al trekking urbano di 4 ore sulle tracce del grande re Teodorico, possiamo conoscere meglio questo importante personaggio storico che fece di Ravenna la capitale del regno ostrogoto: il suo celebre Mausoleo è uno dei simboli della città.

Prima di pranzo, il mio orgoglio di romana mi porta a visitare la Domus dei tappeti di pietra. Si tratta di una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni in Italia: i mosaici pavimentali di due case di epoca romana ritrovati durante gli scavi per realizzare un parcheggio, in seguito unite per realizzare un’unica domus.

Dopo tanto camminare, mangio nell’elegante ristorante Al 45, che affaccia sulla deliziosa piazzetta degli Ariani, dove come dessert mi portano una mezza chilata di zuppa inglese: va bene che è uno dei miei dolci preferiti e qui ne sto approfittando per mangiarne a volontà, ma la porzione è troppa anche per me!

Il pomeriggio ci ritroviamo tutti alla Marina di Ravenna per una delle esperienze più toccanti di queste giornate: visitiamo il CESTHA – Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat – che si occupa del recupero e della cura delle tartarughe ferite (ma anche di seppie e cavallucci marini). Grazie al racconto dei biologi che lavorano nel centro, conosciamo le storie di alcuni degli esemplari di cui si stanno occupando – un paio di loro sono state ridotte molto male dalle eliche delle barche – e che man mano verranno liberate in mare. Sicuramente la storia della tartaruga cieca ha fatto commuovere proprio tutti! Per chi non lo sapesse, si può adottare una tartaruga contribuendo alle spese per curarla!

Ph. Cestha.it

Per cena torno al ristorante Passatelli, che scopro essere stato in passato un cinema e dove, su un enorme schermo, passano le immagini della Ciociara. Anche oggi rinuncio alle prelibatezze in menù per un semplice petto di pollo grigliato, sto davvero mangiando troppo!

Venerdì

Siamo arrivati alla fine di questa meravigliosa settimana da esploratori e ho voluto provare a sentirmi veramente una cittadina di Ravenna scegliendo di andare in bicicletta fino alla basilica di S. Apollinare in Classe. Accanto alla stazione c’è l’hub dove è possibile affittare le bici e da lì è facile raggiungere la ciclabile che arriva fino al mare: a dir la verità ad un certo punto ho perso le indicazioni per la pista, ma l’ho ritrovata facilmente e mi sono davvero divertita molto a pedalare fino al luogo dell’appuntamento.

In S. Apollinare in Classe è possibile fare un’attività davvero curiosa: se nei giorni passati avevamo fatto birdwatching in laguna, qui con i binocoli è possibile vedere le varie specie di uccelli e piante presenti nel mosaico absidale.

Appena il tempo di rientrare in città che ci aspetta l’ultimo appuntamento al Mercato Centrale: una riunione di debriefing per raccontare le nostre impressioni su questa esperienza e i nostri commenti sui possibili miglioramenti, il tutto davanti ad una tavola come al solito ben imbandita.

Dal giorno prima un grosso problema mi preoccupava: infatti era stato indetto uno sciopero dei treni e quelli prenotati per il ritorno a Roma non rientravano nella fascia protetta. Se per il treno AV da Bologna non erano previste cancellazioni, non sapevo proprio come raggiungere il capoluogo emiliano, visto che anche i bus non circolavano e un taxi mi sarebbe costato una fortuna. Molto gentilmente Alberto e Valerio, colleghi blogger di Gli esploracose, mi hanno accompagnato fino alla stazione di Bologna, dove ho potuto prendere anche il treno precedente al mio e arrivare felicemente a Roma con un’ora di anticipo, grazie davvero ragazzi!

In conclusione

Ravenna mi ha accolta con calore, abbracciandomi con lo splendore dei suoi monumenti, l’affabilità dei suoi abitanti, la bontà della sua cucina, portandomi a rallentare il ritmo per godermi una città a misura d’uomo. Sei giorni non sono abbastanza per scoprirla e spero davvero di tornaci presto per conoscerla ancora meglio e sentirmi una sua cittadina “onoraria”!

Foto di gruppo prima della partenza