Una sosta non prevista nel programma iniziale del mio road tour in Georgia si è rivelata una delle tappe più belle di tutto il viaggio: mi ha dato infatti la possibilità di visitare l’affascinante città rupestre di Uplistsikhe.

Uplistsikhe, la più antica città nella roccia della Georgia
In Georgia tre sono le antiche città scavate nella roccia: Uplistsikhe, Vardzia e il Monastero di David Gareja, ma Uplistsikhe è considerata la più antica delle tre, dato che le prime tracce di presenza umana risalgono al II° millennio a.C. e viene menzionata nelle cronache come centro spirituale partire dal 4° secolo d.C.: era già presente, a quanto sembra, quando Alessandro Magno attraversò le montagne del Caucaso. È situata a circa 10 km da Gori, su un massiccio di arenaria sulla riva sinistra del fiume Mtkvari. Dal punto di vista strategico, la posizione era stata scelta con cura: verso ovest c’era la protezione di un dirupo alto 50 metri e quella del fiume a sud mentre il lato est era protetto da un burrone, inoltre venne anche costruito un muro di cinta come maggior protezione. Il suo nome deriva dalla parola Upali (sovrano) e significa “Fortezza del sovrano”.

Secondo Erodoto, il territorio tra Mar Rosso e Mar Nero era abitato anche dai Saspiri, un gruppo di tribù georgiane provenienti dall’antica Spera (oggi la turca Ispir): si ipotizza che Uplistsikhe fosse il centro di questo popolo.
Durante l’invasione araba, Uplistsikhe conservò la sua posizione di centro politico e culturale, che iniziò a perdere quando re David il costruttore, che regnò dal 1089 al 1125, liberò la Georgia dagli Arabi e dichiarò Tbilisi capitale del paese, ma fu solo con l’invasione dei Mongoli nel 14° secolo che iniziò il declino della città, seguito dall’abbandono definitivo a partire dal 15° secolo.
Diverse parti dell’area furono completamente distrutte da un terremoto nel 1920 e la stabilità del monumento rimane ancora oggi a rischio tanto che il Fondo per il Patrimonio Culturale della Georgia ha lanciato un programma di conservazione nel 2000. Le cave sono inoltre in lista per essere incluse nell’ UNESCO World Heritage Program dal 2007.
La visita di Upliatsikhe
La visita della città non è adatta a chi ha problemi di mobilità in quanto ci sono molte scale da salire tra i vari livelli di roccia. Consiglio di noleggiare le audio guide o chiedere una guida, come abbiamo fatto noi, per riuscire a comprendere bene la funzione dei vari ambienti, visto che non si sono pannelli esplicativi. Consiglio anche di evitare di visitare la città alle 3 di un pomeriggio estivo, come abbiamo fatto noi!!
Facilmente riconoscibile per la sua facciata triangolare è il cosiddetto teatro: la parte centrale è chiamata Sala Caisson, dal motivo di cassettoni esagonali scolpiti sul soffitto ad arco, molto diverso dalla decorazione delle altre sale, che si pensa possa derivare dall’architettura romana.

Di fronte all’entrata ci sono due file di posti scavati nella roccia, il che lascia supporre che l‘insieme fosse usato come teatro, databile al II° e III° secolo d.C..

La Sala della regina Tamara è chiamata così per la somiglianza con un ambiente che la regina, considerata una tra i più grandi monarchi georgiani, usò a Vardzia. Ha due colonne scolpite nella parete e un antico trono in pietra: il soffitto è stato lavorato in modo da creare l’effetto di travi di legno.

La Basilica Cristiana a tre navate, era un tempio pagano del VI secolo probabilmente dedicato a una divinità solare. Al di sopra spicca, con il suo tetto di tegole rosse, la Chiesa del Principe, risalente al X secolo.

Gli antichi abitanti di Upliatsikhe onoravano un gran numero di divinità: c’era un dio per il sole, per il fuoco e per il tempo, per la fertilità del suolo e così via. Il tempio principale di Upliatsikhe era dedicato a Nana, la dea del Sole. Nel 337 quando la Georgia divenne cristiana, si iniziò a demolire gli antichi templi pagani o a trasformarli in chiese cristiane.

La Sala delle 4 colonne, una basilica a tre navate, è il più bel complesso di Uplistsikhe. La stranezza è che ci sono dei forni per cuocere il pane: probabilmente quando venne costruita la nuova basilica, si utilizzò questo luogo come panetteria, infatti c’è anche una stanza per immagazzinare il grano.
Scavando un burrone che era stato completamente riempito di terra, a 6 metri di profondità, è stata scoperta un’officina reale di epoca ellenistica, Makvliali, distrutta dal fuoco. Oltre agli oggetti in oro, è stata ritrovata una statua in terracotta di una donna seduta su un trono.

Sul lato sud della città parte un tunnel che scende fino ai piedi del dirupo, lungo 40 metri, utilizzato come via di fuga, ma anche per il trasporto dell’acqua.

Tra il fiume e il massiccio montuoso dove sorse Uplistsikhe si sviluppò il villaggio, costruito su antiche tombe, che fu abbandonato negli anni ’60. In questa zona sono state scoperte 11 presse per il vino, di cui la Georgia rivendica di essere il luogo di nascita, presse tutte scavate nella roccia.

Al termine della visita della città, si può passare a vedere il piccolo museo situato dietro la biglietteria, per avere una panoramica completa della sua storia.
Per tutte le info => georgia.travel/uplistsikhe-cave-town




Affascinante…
Meno male che Vardzia era praticamente irraggiungibile in tempi umani in auto perché la visita a Uplistsikhe è stata davvero incredibile e inizialmente non l’avevamo neanche considerata!
Direi che è stata una sosta non prevista ma meravigliosa! A parte il caldo, il luogo è incredibile, fortunata ad averlo trovato per caso e averlo potuto visitare!
Saretta Bontempi
Che fantastica meta! Mi ricorda un po’ la Cappadocia e paesaggi simili che ho visto in Turchia. La sala della regina è stupefacente! Se mai andrò in Georgia, voglio assolutamente visitare questo posto!
Non avevo mai letto o sentito nulla prima d’ora riguardo questo straordinario agglomerato urbano così antico. Guardare le foto mi ha emozionato moltissimo e il tuo racconto mi ha catapultato in un’atmosfera d’altri tempi, quando nonostante i pochi mezzi atti alla costruzione, Si riuscivano a ricavare sale di straordinaria bellezza e importanza, scavate nelle rocce.
E pensare che noi neanche lo avevamo messo in programma!
Davvero molto interessante questa antica città scavata nella pietra. Io ho una vera passione per questo tipo di resti archeologici, mi piace provare a immaginare a cosa servivano i vari ambienti e che tipo di vita si svolgesse. La sala del trono con quel soffitto a finti cassettoni è un vero capolavoro
Il luogo è davvero suggestivo!