Mentre fervono i lavori per rinnovare il sito, mi fa piacere condividere un articolo che ho scritto sul colle del Gianicolo per un giovane portale di turismo in Italia. Pubblico qui alcune notizie su cosa vedere sul Gianicolo che non avevo inserito per non rendere troppo lungo e noioso il pezzo, quindi se vi va, una volta finito di leggerlo, tornate qui! Per completezza mi piace anche mostrare le foto delle due statue di cui si parlo nell’articolo.

Statua di Ciceruacchio

La latrina di via Garibaldi

Pochi sanno che il crollo di una parte del muro di sostegno del piazzale antistante la chiesa di S. Pietro in Montorio, avvenuto nel 1963 ha portato alla luce i resti di un’antica latrina romana!

Qui c’è la casa di Michelangelo

L’artista in realtà non visse mai sul colle, ma la facciata della sua casa è stata ricomposta ed inserita nella costruzione che nasconde un serbatoio idraulico, proprio di fronte alla statua di Ciceruacchio. In origine la casa sorgeva in una delle strade scomparse per la realizzazione del Vittoriano ed era spostata ai piedi del Campidoglio.

Le palle (di cannone) portafortuna

Sul muro a destra dell’entrata di Villa Pamphilj a San Pancrazio sono incastrate due palle di cannone, testimonianze dei bombardamenti subiti dal quartiere: pare che toccarle esprimendo un desiderio, lo faccia avverare!

Chi la fa l’aspetti

Vi ricordate la storia del soldato francese, tale Jean Maccuse, che profanò la tomba della povera Beatrice Cenci?? Per uno scherzo del destino, alla fine la sua testa andò ad ornare la teca di un sultano in Africa!

Statua di Righetto sul Gianicolo
Statua di Righetto

Il cannone del Gianicolo

A proposito dello sparo del cannone (un obice della prima guerra mondiale che spara ovviamente a salve) mi sembra simpatico riportare una poesia in dialetto del celebre attore romano Checco Durante : “St’usanza che pareva bella e morta / è tornata de moda ‘n’artra vorta. / Mo’ mezzogiorno a tutte le perzone / j’ariviè segnalato dar cannone. / Quanno lo sento penzo co’ la mente / na prejera che viene su dar core / e mormoro: Signore! / Fa ch’er cannone serva solamente / pe’ dì all’umanità / che sta arrivanno l’ora de magnà“, ovvero: “Questa usanza che sembrava bella e morta / è tornata di moda un’altra volta. / Adesso mezzogiorno a tutte le persone / riviene segnalato dal cannone. / Quando lo sento penso con la mente / una preghiera che viene su dal cuore / e mormoro: Signore! / Fai che il cannone serva solamente / per dire all’umanità / che sta arrivando l’ora di “mangià“.