Durante il mio dogsitting nei dintorni di Grasse, oltre a godermi la splendida piscina della villa dove alloggiavo, ho esplorato (purtroppo non abbastanza) la meravigliosa Provenza e ovviamente non potevo non visitare una delle perle di questa regione, il delizioso borgo di Saint-Paul-de-Vence!

La storia di Saint-Paul-de-Vence
Dopo la conquista romana, portata a compimento nel 14 a.C., l’imperatore Augusto organizzò le Alpi in province e il territorio dell’attuale Saint-Paul-de-Vence, rientrò nella provincia delle Alpi Marittime. Nel corso del Medioevo, l’antico Castrum Sancti Pauli fece parte della bassa Borgogna e poi del Regno d’Arles. Attorno al X secolo divenne parte della Contea di Provenza, per poi passare ai re di Francia. I conti di Provenza amministrarono la regione e concessero numerosi privilegi a Saint-Paul-de-Vence che divenne nel Cinquecento il capoluogo di un’importante baliato.
Nel 1388, la Contea di Nizza si staccò dalla Provenza per unirsi alla Contea di Savoia: questo cambiò il confine orientale della Provenza segnato adesso dal fiume Var. Per la sua posizione strategica, per secoli Saint-Paul-de-Vence fu una roccaforte di confine fra la Francia e l’Italia e la sua importanza strategica venne confermata alla fine del XV secolo dallo status di città regia.
Durante la seconda metà del Trecento vennero erette delle mura ed è ancora possibile vedere due delle torri di quell’epoca: la Porta di Vence, che ha tuttora i suoi piombatoi e la Torre dell’Esperon, l’antica prigione.
Il 31 maggio 1538 il re Francesco I visitò la città e volle edificarvi fortificazioni del tipo bastionato per difendersi da possibili attacchi da Nizza, città del Duca di Savoia, alleato di Carlo V, il grande nemico della Francia. Le mura vennero costruite tra il 1544 e il 1547 e sono rimaste praticamente intatte dalla loro costruzione.

Nel Seicento e nel Settecento, la città conobbe un nuovo slancio, grazie al vescovo di Vence Antoine Godeau, uno dei membri fondatori dell’Académie Française nel 1634. Ammessa al titolo di collegiata nel 1666, la chiesa cittadina fu abbellita da pale d’altare e da arredi pregiati.
All’inizio degli anni ’20, Saint-Paul de Vence venne scoperta dagli artisti. I primi ad arrivare furono pittori come Paul Signac, Raoul Dufy e Chaïm Soutine che trovarono in questo tranquillo villaggio i colori caldi e brillanti e la meravigliosa luce della Provenza. Il loro arrivo fu agevolato dalla creazione nel 1911 di una linea di tram che collegava Cagnes a Vence e passava per Saint-Paul de Vence. Ai pittori piaceva incontrarsi da Paul Roux, cittadino di Saint-Paul de Vence, egli stesso pittore, collezionista e proprietario del “Robinson” (divenuto poi l’osteria de La Colombe d’Or), le cui pareti sono ancora oggi ornate dei loro quadri.
Un celebre abitante del borgo fu Jacques Prévert, che si stabilì a Saint-Paul all’inizio dell’occupazione tedesca della Francia e vi rimase fino alla metà degli anni ’50 nella casa chiamata La Miette.

Durante la guerra, Prévert scrisse per Marcel Carné la sceneggiatura e i dialoghi di due capolavori del cinema francese: L’amore e il diavolo (1942) e Amanti perduti (1945). Incontrava gli amici Pablo Picasso e Paul Roux alla Colombe d’Or e alla Résidence e giocava a bocce con Yves Montand o Lino Ventura. La sua residenza è divenuta ora un elegante b&b.

La visita di Saint-Paul-de-Vence
Proprio il campo di bocce è il punto di partenza per la visita del borgo. Con i suoi alberi centenari, Place De Gaulle o Place du Jeu de Boules è sempre stato il luogo di ritrovo degli abitanti di Saint-Paul de Vence. Su questa mitica piazza, personaggi celebri giocarono delle partite di pétanque memorabili. La piazza è circondata dal Café de la Place e dalla famosa Colombe d’Or che ha accolto grandi artisti come Matisse, Chagall, Picasso, Braque, Léger, Folon.
Seguendo le mura si sale verso il villaggio passando per la Porte de Vence. Questa grande porta fortificata testimonia che Saint-Paul de Vence fu un’importante roccaforte.

La cinta dei bastioni non è cambiata molto da quando il re Francesco I la fece costruire nel 1538 e oggi è un posto eccellente per ammirare il villaggio e tutta la campagna che circonda Saint-Paul de Vence, piena di vigneti e di ulivi con una vista che arriva fino al Mediterraneo.
Seguendo le mura verso sud fino alla Porta di Nizza si arriva al Cimitero: qui è sepolto il pittore Marc Chagall che passò gli ultimi anni della sua vita, dal 1966 al 1985, in questo borgo. Egli riposa a fianco di sua moglie Vava e al cognato Michel.

Seguendo la rue Grande si arriva a Piazza della fontana, il cuore del villaggio: qui un tempo si teneva il mercato e le donne andavano a pulire i panni nel lavatoio.

Salendo per Montée de la Castre, al n°2 si trova la casa che Simone Signoret occupava con Yves Montand all’inizio del loro amore (per la cronaca, la coppia si sposò proprio a Saint-Paul).
Arrivando alla Piazza della Chiesa, situata nella parte più elevata del villaggio troviamo il Municipio di Saint-Paul, ospitato nell’antico torrione del castello e la Chiesa della Conversion de Saint-Paul, costruita tra il XIV e il XVIII secolo che presenta un mix di stili. Alla originaria chiesa romanica risalgono i quattro pilastri, gli archi doppi della navata e tutto il coro mentre le navate laterali furono aggiunte successivamente per ampliare lo spazio ormai insufficiente. Il XVII secolo coincide con il momento d’oro della chiesa, quando nel 1666, Antoine Godeau la eleva al rango di collegiata.

Io sono rimasta affascinata dalle bellissime tavole della Via Crucis, di cui purtroppo non sono riuscita a conoscere l’autore.

Accanto alla Collegiata, sorge la Cappella Folon. L’antica sede della Confraternita dei Pénitents Blancs, risalente al XVII secolo è stata completamente decorata dall’artista belga Jean-Michel Folon che ha creato un ambiente di una tale bellezza, semplicità e serenità che da solo vale il viaggio.

Nel biglietto d’ingresso della Cappella è inclusa anche la visita del museo locale che definirei un pò naif!

Diciamo che visitare il borgo in agosto non è il momento migliore, in quanto ovviamente affollato di turisti: trovare un parcheggio non a pagamento è stata un’impresa ardua! L’impresa vale però la pena, in quanto superata la Porta di Vence, si entra davvero in luogo incantevole. Dalle mura si godono panorami stupendi sulla campagna circostante mentre per le stradine del paese è un susseguirsi di botteghe, ateliers d’artisti, gallerie d’arte e locali dove fermarsi a mangiare.

Anche se il borgo è molto piccolo, si può passare molto tempo curiosando nei negozi e negli studi guardando artisti ed artigiani al lavoro.

Nell’estate 2022, quando lo visitai, per le vie di Saint-Paul erano esposte enormi statue di orsi, opere di Michel Bassompierre, create per sensibilizzare sul tema della protezione del delicato equilibrio ambientale.

A poca distanza da Saint-Paul-de-Vence, merita una visita la Fondazione Maeght, che ospita una delle maggiori collezioni di opere d’arte del 20mo secolo. Aimé e Marguerite Maeght furono una coppia di editori e commercianti d’arte, che ebbe come clienti ed amici personalità come Braque, Miró, Giacometti e Chagall.





Saint-Paul-de-Vence è davvero un gioiellino. Io che vivo a Nizza ci vado spesso e lo considero il posto ideale da mostrare agli amici che vengono a trovarmi per la prima volta.
Esatto, anche se affollata di turisti, mi è piaciuta tantissimo
Sicuramente qualsiasi posto ad agosto è troppo affollato ma merita comunque di essere visitato. Chissà come dev’essere affascinante la Provenza fuori stagione…
Immagino debba essere bellissima, ma anche con la folla il borgo mantiene il suo fascino.
Questi posti così romantici, che ti fanno venire voglia di abbandonare tutto e trasferirti!
Non potendolo fare però me lo segno per quando mi capiterà di passare di lì, è davvero grazioso!
Mi piange il cuore a sapere che la casa abitata da Prevert sia oggi un airBnB anziché una casa museo. Però il borgo sembra davvero la pena visitarlo, mi piacerebbe molto fare un on the road in Provenza e aggiungerei anche Grasse.
Grasse è altrettanto bella!
La Provenza è nella mia lista di prossime destinazioni e avevo già deciso di includere Saint-Paul-de-Vence nell’itinerario perché avevo visto delle foto del borgo e sembrava un posto a dir poco delizioso. Dalle tue descrizioni ho la conferma che valga effettivamente la pena farci un salto, visto che non è effettivamente molto grande pensi possa bastare una giornata piena dormendo anche lì o conviene stare di più?
Mezza giornata basta ed avanza!! Il borgo è davvero piccolo
Saint-Paul-de-Vence è una tappa fissa per noi, la conosciamo bene, ma ci piace farci anche solo una piccola sosta per una passeggiata e uno spuntino. L’atmosfera che si respira per i vicoletti è magica in ogni periodo dell’anno mentre la vista dalle mura è estremamente rilassante. Visitandola si capisce benissimo perchè sia diventata la dimora di grandi artisti.
Immagino che meno affollata di turisti sia davvero un incanto
Per me Saint-Paul-de-Vence significa Pasqua e Pasquetta da bambina, passeggiate e scorci incredibili, sorpresa e relax. Ci tornerei molto volentieri, un paese incantevole in una regione splendida.
Che bei ricordi devi avere!
Sono stata in Provenza ma non ho fatto tappa in questa graziosa cittadina. Questo territorio non fa che sorprendere, nasconde autentici gioiellini.
La Provenza è proprio bella!
Un altro borgo provenzale di una bellezza fuori dal comune: non lo conoscevo ma vorrei davvero tanto, tantissimo tornare in Provenza e visitare tutti i suoi borghetti. Ci sono stata nel 2017 a giugno e chissà, magari il prossimo anno riesco a tornarci!
Anche a me piacerebbe tantissimo tornarci, organizziamo un fam trip!
Noi amiamo la Provenza che abbiamo visitato in inverno senza turisti con i paesini mezzi vuoti. Nonostante tutto ci ha ammaliato e sicuramente ci torneremo presto!
In estate la Provenza è un pò caotica, mi piacerebbe tornarci in primavera, organizziamo : )?