La Normandia è una delle regioni più amate in Europa per le bellezze naturali e storiche che vi si possono ammirare: era da anni che sognavo di visitarla e così non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di partecipare ad un tour fotografico del mio amico e bravissimo fotografo Lorenzo Nadalini, con il quale avevo già girato e fotografato l’Islanda e i fari della Bretagna, sicura che con lui avrei visto paesaggi stupendi e luoghi non troppo battuti dai tantissimi turisti che ogni anno visitano la splendida Normandia. Questo è l’itinerario che abbiamo seguito e i posti che abbiamo fotografato, spero vi piacciano albe e tramonti perché ne vedrete molti!

Il mio tour fotografico in Normandia

1° giorno

Dopo essermi alzata alle 3 di notte per prendere il volo che partiva alle 6.00, mi ritrovo con Lorenzo e gli altri partecipanti al tour (Rosalba, Barbara, Nicolò e Paolo) all’aeroporto Charles de Gaulle. Ritirato il van con cui viaggeremo in questi giorni, ci dirigiamo subito verso Cherbourg, dove alloggeremo per le prime due notti. Giusto il tempo di sistemarci in camera e mangiare qualcosa che siamo pronti per fotografare il tramonto sulle falesie di Nez de Jobourg, nella baia di Ecalgrain.Queste falesie sono tra le più alte dell’Europa continentale e sono il luogo più visitato del dipartimento della Manica dopo  Mont Saint Michel. Qui passa il Sentiero dei doganieri che si estende lungo tutte le coste della Normandia e della Bretagna.

2° giorno

La sveglia suona presto: alle 4.30 siamo tutti in piedi pronti a raggiungere il pittoresco Port Racine e fotografarlo all’alba. Non siamo gli unici ad essersi svegliati presto perché troviamo un paio di pescatori che tirano in acqua le loro barche per andare a pesca.

Più tardi ci fermiamo sulle dune della bellissima spiaggia di Biville, dove vediamo i primi dei tanti bunker situati lungo tutta la costa a formare il Vallo Atlantico, ovvero l’imponente sistema di fortificazioni costiere costruite dai Nazisti. Su questo hanno dipinto una bella immagine perfetta per noi fotografi!

Per pranzo, dopo qualche problema per trovare un posto che andasse bene a tutti, ci fermiamo al bistrot l’Annex di La Hague un posto davvero carino, con servizio molto premuroso e buon cibo, consigliassimo. Per finire questa giornata andiamo a Auderville per fotografare il faro di Goury al tramonto.

In questi giorni, girando nella zona di La Hague, passiamo più volte accanto al grandissimo impianto di La Manche, un deposito di stoccaggio superficiale per rifiuti radioattivi, ormai pieno e posto sotto controllo a lungo termine. Si trova a poca distanza dall’impianto di La Hague che tratta combustibile nucleare usato per estrarne materiali utili. Mi fa molta impressione vedere queste enormi strutture industriali situate in una zona paesaggisticamente così bella e mi chiedo se proprio non avessero un altro luogo dove costruirle.

Terzo giorno

Quest’oggi niente sveglia all’alba, dopo un’abbondante colazione in hotel ci spostiamo a Gatteville per fotografare la spiaggia e il faro.

Per pranzo ci fermiamo nella deliziosa Barfleur per mangiare alla crêperie La Bohème: io adoro le crêpes, ma di fronte ad una pentola colma di succulente cozze non c’è stata storia!

Nel pomeriggio facciamo sosta a Utah Beach: non abbiamo tempo di visitare il museo, ma anche solo poter vedere questa bellissima spiaggia, ora frequentata da tranquilli bagnanti, ricordando i tragici avvenimenti di 80 anni fa per me è stato un momento davvero commovente. Proprio pochi giorni prima, le spiagge dello sbarco erano diventate patrimonio UNESCO e mi riprometto di tornare per visitarle con calma.

Ci sistemiamo in hotel e mangiamo nel ristorante dell’albergo prima di affrontare una delle mete più attese del viaggio, Mont Saint Michel. Il tempo non prometteva un gran tramonto, ma siamo comunque andati. Per arrivare al Monte, si lascia la macchina nel grandissimo parcheggio e poi si può raggiungere l’abbazia a piedi o con la comoda navetta: noi abbiamo scelto questa seconda opzione. Siamo arrivati mentre l’alta marea raggiungeva il picco e quindi abbiamo aspettato sulla spiaggia che l’acqua si ritirasse per poterci muovere nella posizione più favorevole per fotografare. Bisogna stare molto attenti perché il terreno rimane molto fangoso. Alla fine l’attesa è stata premiata con un tramonto spettacolare!

Quarto giorno

E dopo il tramonto, mica potevamo perderci l’alba a Mont Saint Michel! Quindi sveglia alle 4.30 per inoltrarci nei campi e trovare un’angolazione diversa per fotografarlo.

Pranziamo nella pittoresca cittadina di Villedieu-les-Poêles, alla crêperie la Flambé des cuiures: posto affollatissimo e servizio un pò lento, ma crêpe davvero fantastica.

Come promesso da Lorenzo, visto che l’avevo posta come condizione imprenscindibile per la mia partecipazione al tour, sulla strada per Le Havre, dove passeremo le ultime due notti del tour, ci fermiamo ad ammirare (solo da fuori purtroppo) il castello di Falesie. Perché sono voluta andare a vederlo? Perché è il luogo dove nacque Guglielmo il Conquistatore (quello della battaglia di Hastings)! Capisco che la cosa non elettrizzerà i più, ma mi sto preparando al 2027 che sarà l’Anno europeo dei Normanni.

Grazie all’AI eccomi magicamente trasformata in Matilde di Fiandre, la moglie di William : )!

Stasera andiamo a goderci il tramonto ad Étretat, le cui falesie hanno ispirato celebri artisti come Manet. Certo che fine luglio non è il momento migliore per visitarla, ma, a dir la verità, non mi è sembrata neanche troppo affollata: la cosa che ho trovato veramente fastidiosa è la musica dance sparata a tutto volume da un locale sul lungomare che arriva fin sù alle scogliere. Che dire delle famose falesie? Per arrivarci bisogna salire un pò di scale, che dopo una giornata lunga e faticosa come questa, non è il massimo, ma la fatica viene ripagata dalla incredibile bellezza dei panorami!

Penso che a livello paesaggistico, Étretat sia il luogo più bello non solo della Normandia, ma di tutti quelli che ho visitato in Francia!

Anche se presi dalla smania di ottenere scatti favolosi, bisogna far sempre attenzione a dove si mettono i piedi: abbiamo visto persone fare cose abbastanza pericolose perché non ci sono protezioni sulle scogliere. Il selfie perfetto non vale la vita!

Quinto giorno

Questa mattina siamo tutti troppo stanchi per svegliarci presto e fotografare l’alba.  Dopo un bel sonno ristoratore e un pranzo in uno dei ristoranti della catena Buffalo Grill, si va a visitare Le Havre e la sua incredibile Chiesa di San Giuseppe.

La chiesa, sormontata da un’altissima torre che simboleggia un faro, è dedicata alle persone che persero la vita nei bombardamenti che distrussero la città durante la Seconda Guerra mondiale. La sua ruvida architettura brutalista in cemento è alleggerita dalle vetrate multicolori che creano bellissimi riflessi all’interno e mi ha fatto pensare ad una sorta di stile medieval-futuristico.

La sera saliamo a piedi fino a Cap Fagnent, dove sono presenti delle vecchie postazioni militari di difesa, per poi scendere a piedi al porticciolo di Fecamp.

L’accesso a uno dei moli è chiuso da una sbarra prima e da una transenna poi, ma visto che ci sono parecchi pescatori che hanno bellamente ignorato i divieti, lo faccio anche io e arrivo fino a uno dei due fari che segnalano l’entrata del canale giusto in tempo per vedere il tramonto.

Sesto giorno

È già tempo di lasciare la Normandia, questa bellissima regione che ci ha regalato tanti panorami indimenticabili, ottimi scatti e anche molte risate grazie ai miei simpatici compagni d’avventura. Non si può però partire senza aver visto Rouen e la sua splendida cattedrale. Purtroppo arriviamo di mattina presto quando la chiesa è ancora chiusa, così possiamo ammirarla solo dall’esterno ed è comunque una grande emozione. Una passeggiata in città e via di corsa a Parigi per tornare a casa. Ma questo è solo un arrivederci Normandia, ritornerò presto!

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