Personalmente amo i musei etnografici open-air, dove si può passare anche tutta una giornata all’aria aperta in splendidi ambienti naturali divertendosi a scoprire come si viveva nel passato. Dopo aver visitato lo scorso anno l’Ulster Folk Museum nell’Irlanda del Nord, il Regno Unito mi regala un’altra bella occasione grazie al St. Fagans National Museum of History, che si trova a pochi km da Cardiff ed è il sito più visitato del Galles.

La casa del mercante di epoca Tudor

La storia del St. Fagans Museum

Come l’Ulster Folk Museum, St. Fagans è definito un “people’s museum” perché attraverso l’architettura si racconta la storia, la cultura e il modo di vita di un popolo. Il museo fu creato nel 1946 grazie alla donazione del castello di epoca elisabettiana di St. Fagans e dei suoi terreni da parte del Conte di Plymouth prendendo a modello Skansen, il museo open air di Stoccolma.  Inizialmente il suo nome era il Welsh Folk Museum, cambiato nel tempo nella versione inglese in quello attuale (mentre è rimasto invariato nella traduzione gaelica).

La Chiesa Unitariana Pen Rhiw

Consiste in oltre 40 edifici proveniente da località diverse del Galles: oltre ad antiche case e fattorie, sono presenti botteghe come l’officina di un fabbro, un negozio di ceramiche, un calzolaio, due mulini ad acqua, una scuola e anche un piccolo allevamento di bestiame di razza nativa gallese. Impossibile non rimanere ammirati dall’accuratezza con la quale tutti gli ambienti sono stati ricostruiti, quasi sempre con oggetti originali dell’epoca: ovviamente questo non è stato possibile per gli edifici più antichi, come le capanne preistoriche o la residenza normanna, ricreati comunque seguendo attentamente le indicazioni di archeologi e storici.

La visita del St. Fagans Museum

La mia visita al museo non era iniziata nel migliori dei modi: il tempo può essere mutevole in Galles e benché appena uscita di casa (per fortuna portandomi un ombrello!) splendesse un pallido sole, in pratica per metà mattinata quel giorno ha diluviato. Un autobus porta direttamente a St. Fagans dal centro di Cardiff in circa una mezz’oretta, e ferma proprio all’ingresso, ma complice i vetri appannati del bus che facevano vedere poco o niente, io sono scesa alla fermata precedente, davanti ad un’entrata di servizio (almeno credo) di fronte all’ingresso del castello. Per fortuna, suonando al cancello, mi hanno aperto e ho potuto ripararmi per un pò dalla pioggia all’interno dell’antica dimora dei conti (purtroppo al momento alcune sale non sono accessibili).

La fattoria Abernodwydd Ph. Llywelyn2000 via Wikimedia Commons

Dopo la rapida visita delle sale principali, molto di malavoglia ho dovuto affrontare di nuovo la pioggia battente per attraversare gli stupendi giardini del castello e raggiungere il centro visite per cercare di capire cosa fare e dove andare, invidiando gli allegri gruppi di bambini in gita scolastica che camminavano allegramente sotto l’acqua senza ombrello!

Per fortuna piano piano la pioggia ha cominciato a diminuire e grazie alle numerose cartine e ai cartelli che indicano la direzione per raggiungere i vari edifici ho potuto iniziare la visita vera e propria. Ovviamente non c’è un percorso di visita da seguire, ma si passeggia tranquillamente lungo i vari sentieri aperti nel verde e nei boschi.

Io comunque ho cercato di seguire un percorso vagamente di ordine cronologico, dirigendomi subito alle capanne celtiche, ricostruite sulla base delle rimanenze di siti archeologici gallesi e a Llys Llywelyn, la corte del Principe di Gwynedd usata nel 13° secolo, ricreata basandosi sui resti di  Llys Rhosyr a Anglesey.

La Corte Normanna

Un altro notevole edificio antico è la Chiesa di S. Teilo che si pensa costruita nel 12° o 13° secolo e che è stata regolarmente utilizzata fino al 1850. È stata ricostruita e ridecorata come doveva apparire a metà ‘500.

Tra gli edifici che più mi sono piaciuti ci sono la casa del mercante di epoca Tudor, la suggestiva fattoria Abernodwydd risalente al 1678, dai tipici muri a graticcio, la semplice, ma colorata Chiesa Unitariana Pen Rhiw e il negozio Gwalia. Questo era un negozio a gestione familiare risalente al 1880: agli inizi del ‘900 vendeva un pò di tutto: pane e biscotti, ferramenta, medicine e cibo per animali. Chiuse nel 1973.

Il Gwalia store

Molto interessante è anche la fattoria Kennixton del 1610 circa facilmente riconoscibile dal colore rosso dei muri (pare per tenere lontane le streghe) e bellissimi, quando finalmente nel pomeriggio è uscito il sole, sono i giardini del castello.

La fattoria Kennixton

Uno degli edifici più famosi di St. Fagans è l’Hotel Vulcan, uno storico pub e albergo situato nei sobborghi di Cardiff, salvato dalla demolizione nel 2009, dove ancora ci si può fermare per bersi una birra! Anche in alcune delle botteghe è possibile vedere gli artigiani al lavoro.

L’Hotel Vulcan

In quasi tutti gli edifici si trova personale del museo pronto a dare informazioni sulla struttura che si sta visitando. Devo confessare che mi sono presa uno bello spavento quando, entrando nella capanna celtica, posta in un luogo molto isolato e dove in quel momento non c’erano altri visitatori, dall’ombra mi è venuto incontro un ragazzo che, poverino, stava lì a prendersi un bel pò di umidità, nonostante il fuoco acceso.

Il Museo di St. Fagans è il luogo perfetto per passare una giornata in famiglia, ospita anche un campo avventura per i bambini, ed è possibile portare con sé il proprio cane: l’ingresso è gratuito mentre il parcheggio è a pagamento. Per chi lo raggiunge in autobus, attenzione all’orario dell’ultima corsa: non so se è sempre così, ma il giorno in cui sono andata io, anche se il museo chiudeva alle 17.00, il bus 32, che ferma proprio davanti all’entrata, è passato per l’ultima volta alle 15.30, e ho dovuto fare una lunghissima camminata (tra l’altro lungo una strada senza marciapiedi) per raggiungere un altro mezzo che mi riportasse a Cardiff!

La fattoria Abernodwydd

Per tutte le info => museum.wales/stfagans