Durante il mio viaggio on the road nell’Irlanda del Nord lungo la Coastal Causeway Route ho avuto la grande occasione di visitare un luogo molto remoto e davvero interessante, l’OM Dark Sky Park & Observatory. Anche se può sembrare strano, un filo unisce questo osservatorio con dei circoli di pietre e la scultura di un grande troll. Curiosi di saperne di più? Cominciamo per gradi!

Il meraviglioso paesaggio naturale che circonda l’osservatorio

 Cosa sono i Dark Sky Places

Il programma International Dark Sky Places (IDSP) certifica quelle aree e comunità in tutto il mondo che proteggono i luoghi dove l’inquinamento luminoso è minimo o nullo ed è possibile ammirare il cielo notturno in tutta la sua bellezza. Da quando Flagstaff in Arizona fu dichiarata la prima Dark Sky City nel 2001, oltre 200 luoghi sono stati certificati, arrivando a coprire più di 160.000 km quadrati di aree protette in 22 nazioni (non in Italia purtroppo), ma la lista è in continua crescita.

Image darksky.org

Cinque sono le tipologie di Dark Sky Places:

International Dark Sky Sanctuaries – Un santuario è un terreno pubblico o privato che ha un’eccezionale qualità di visibilità del cielo di notte, di solito situato in luoghi molto remoti con quasi nessuna minaccia alla qualità dell’ambiente naturale,  grazie alla difficoltà di essere raggiunto dal pubblico.

International Dark Sky Reserves – Una riserva consiste in un’area centrale, che è il nucleo principale e da un zona perimetrale che aiuta a mantenere intatta quella centrale. Le riserve sono gestite in partnership da vari manager per mantenere il valore della zona con una pianificazione a lungo termine.

International Dark Sky Parks – In queste zone, che possono essere pubbliche o private, è consentito l’accesso al pubblico in aree specifiche del parco.

International Dark Sky Communities – Le Dark Sky Communities sono città o comunità che dimostrano un eccezionale impegno nel preservare la bellezza dei cieli notturni tramite un’opportuna illuminazione pubblica e l’educazione di chi ci vive.

Urban Night Sky Places – Si tratta di parchi e spazi aperti vicini a centri abitati, progettati per promuovere un’ottima visibilità notturna del cielo minimizzando al tempo stesso i potenziali pericoli dell’ambiente naturale di notte.

Per saperne di più=> darksky.org

Ph. Antonis Farmakopoulos – darksky.org

L’OM Dark Sky Park & Observatory

Nell’ottobre 2018 è nata Dark Sky Ireland allo scopo di aumentare la consapevolezza circa l’inquinamento luminoso in Irlanda e promuovere l’uso responsabile dell’illuminazione e lo sviluppo di una politica nazionale in questo settore.

Ph. presa dal sito northernbuilder.co.uk

Il primo International Dark Sky Place certificato in Irlanda del Nord e 78mo (e al momento ultimo parco accreditato) nel mondo è stato l’OM Dark Sky Park & Observatory, un’area protetta di 1500 ettari sulle colline nelle Sperrin Mountains, zona classificata “area di eccezionale bellezza naturalistica”. Circondato da una magnifica foresta percorsa da sentieri pedonali e ciclabili, l’osservatorio è stato aperto nel 2020 ed è dotato di un telescopio Meade utilizzato durante gli eventi in programma tutto l’anno e un telescopio solare usato in estate.

Durante tutto l’anno vengono programmate visite guidate, osservazioni notturne, conferenze e passeggiate nella Davagh Forest e in autunno e inverno, su richiesta, la Stars and Stones Experience che permette di trascorrere una serata e una notte tra archeologia e astronomia. Fuori dagli orari di apertura, una piattaforma esterna è accessibile a chi volesse osservare le stelle di notte.

Vicino all’entrata, la statua di un troll gigante, chiamato “The Gazer” accoglie i visitatori: è una delle opere fatte con materiale di recupero dall’artista danese Thomas Dambo. Curiosamente il Mid Ulster (la regione dove si trova l’osservatorio) è stato identificato dagli scienziati che studiano il gene difettoso che causa un’altezza fuori dalla norma come uno “hotspot”: 1 abitante su 150 di questa zona infatti è portatore del gene AIP e i genetisti hanno scoperto che hanno un comune antenato che visse 2500 anni fa. Mi piace pensare che un troll gigante abbia davvero vissuto in questi luoghi!

I Beaghmore Stone Circles

Con una passeggiata di circa 20 minuti, dall’osservatorio si raggiunge il sito dove si trovano 7 circoli di pietre, 10 allineamenti e 12 tumuli. Beaghmore (Bheitheach Mhór), significa “il grande posto delle betulle” dato che era un’area boschiva prima che fosse disboscata dagli agricoltori dell’epoca neolitica.

Le 1289 pietre furono scoperte da George Barnett a fine anni ’30, parzialmente scavate tra il ’45 e il ’49 quando vennero prese sotto tutela dallo stato e di nuovo indagate nel 1965. Dai resti di focolari e dai depositi di selce è stato possibile datare l’occupazione della zona dal Neolitico fino all’Età del Bronzo.

Guardando attentamente alcune pietre, si scoprono delle incisioni che ricordano la più antica scrittura celtica conosciuta, Ogham, un alfabeto segreto di simboli usati per la magia risalente al IV° secolo d.C. che ha in parte inspirato il nome dell’osservatorio, in quanto OM, oltre ad essere l’abbreviazione di Ogham, viene a volte riferito al suono dell’universo. La O inoltre richiama la forma dei cerchi di pietra e quella dei pianeti mentre la M ricorda le ondulazioni delle colline e delle foreste degli Sperrins.

Nessuno sa ancora perchè questo insieme di pietre fu creato: alcuni archeologi pensano sia collegato al sorgere del sole, dato che tre file puntano in quella direzione il giorno del solstizio estivo o alla registrazione dei movimenti solari e lunari: quello che è sicuro è che  chi li creò conosceva l’astronomia.

Ci sono 7 cerchi di varie dimensioni, 6 dei quali appaiati, 12 tumuli e 10 file di pietre: i circoli hanno un diametro che varia da 10 a 20 metri e sono associati con precedenti tumuli funerari. Le file di pietre si irradiano dai circoli con una direzione nord-est, quelle più corte sono formate da pietre più alte e le file più lunghe sono invece formate da pietre più piccole.

Ho apprezzato moltissimo questo luogo e avrei voluto rimanere fino a sera per ammirare la notte stellata: stando lì, pensavo al filo invisibile che attraverso i secoli unisce quegli uomini che in passato, tra quelle pietre, osservavano le stelle cercando di capirne i misteri ai moderni astronomi che ancora subiscono il fascino dello spazio e lo indagano nel vicino osservatorio.

Ringrazio Visit Mid Ulster che ha reso possibile questa bellissima esperienza e il confortevole Walshs Hotel di Maghera per l’ospitalità offerta.