Grasse è una delle capitali della profumeria: da secoli la città è legata alla coltivazione delle piante da cui si distillano delicate essenze odorose e qui hanno sede marchi celebri del settore come Fragonard, Galimard e Molinard. A Grasse le tecniche di estrazione e di realizzazione dei profumi vengono trasmesse di generazione in generazione e nel 2018 il savoir-faire della profumeria locale è entrato a far parte del Patrimonio Culturale immateriale UNESCO. A ragion veduta quindi questa città ospita il Museo Internazionale della Profumeria.

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Il Museo Internazionale della Profumeria

Il Museo è nato nel 1989 nella città che è stata culla della profumeria di lusso di cui la Francia è il simbolo. Mostra tutti gli aspetti dell’arte e della storia dei profumi, dalle materie prime alla creazione, al design attraverso reperti archeologici ed oggetti artistici. Si sviluppa tra vari edifici con molti passaggi tra i vari livelli: l’entrata è nel cortile d’onore dell’Hôtel de Pontevès e l’edificio principale è tra il cortile e il bel  giardino interno.

Il Museo è suddiviso in ordine cronologico in 5 sezioni: in tutto sono esposti circa 50.000 oggetti che ripercorrono millenni di storia delle essenze, dei saponi e dei cosmetici, guardando non solo al passato, ma anche al presente e al futuro di quest’arte così evanescente e preziosa.

1) Dalla pianta al profumo – In questa sezione viene spiegato come si crea un profumo e nella serra sono in mostra le materie prime vegetali utilizzate per ottenerlo.

2) Dall’antichità al Medioevo – Fin dall’antichità erano conosciuti ed usati profumi, balsami odorosi ed essenze: sono esposti esempi ed oggetti dell’antico Egitto, dove gli unguenti erano utilizzati nelle pratiche dell’imbalsamazione, della Grecia e di Roma fino ad arrivare al Medioevo.

3) Dal Rinascimento al XVIII secolo – In questi secoli, si riteneva che l’acqua facesse male alla pelle, quindi si usavano le sostanze aromatiche come protezione dai germi (e anche per coprire la puzza!). È nel ‘700 che Grasse inizia ad emergere come luogo d’eccellenza nella coltivazione della materia prima: famosa per la lavorazione della pelle, si realizzarono guanti profumati per togliere il forte odore dei pellami. Qui troviamo in mostra flaconi preziosi ed eleganti nécessaire da viaggio, come quello di Maria Antonietta.

Un vasca da bagno portatile

E un bacile per fare la doccia

4) XIX secolo – Ad inizio ‘700 venne creata a Colonia la celebre acqua profumata che prese il nome dalla città, invenzione attribuita a Giovanni Paolo Feminis e ripresa da Giovanni Marina Farina. La formula dell’Acqua di Colonia fu copiatissima, anche dal nipote di Farina, la cui creazione venne commercializzata da Roger&Gallet a partire dal 1862. Jean-Marie Farina fu il fornitore di Napoleone, che, a quanto pare, usava una bottiglia di colonia al giorno (anche se, al tempo stesso, scriveva a Josephine di non lavarsi quando lui stava per tornare a casa perchè voleva sentire il suo odore).

5) XX-XXI secolo – In questa sezione si tratta l’evoluzione della profumeria nel secolo passato, quando sono nate le marche legate ai grandi couturiers e i loro profumi, celebri ancora oggi.

I Giardini del Museo della Profumeria

L’esperienza al Museo della Profumeria non sarebbe completa senza la visita ai suoi giardini, situati alle pendici della città: questi giardini botanici di 2,5 ettari permettono di passeggiare fra i campi di rose di maggio, di gelsomini, di tuberose, di violette e tanti altri. Sono due le specie di piante coltivate: le odorifere che rientrano nella fabbricazione dei profumi e le piante aromatiche.

Uno dei compiti dei Giardini è quello di preservare gli antichi paesaggi locali, caratterizzati dalle coltivazioni delle piante da profumo della regione e alcune aree sono state allestite riproducendo l’ecosistema degli inizi del XX secolo..

Con la costruzione del canale della Siagne nel 1868, la coltivazione delle piante da profumo in pieno campo si estese a tutto il bacino di Grasse. Vasti terreni vi erano interamente dedicati e questo causò il declino delle tipiche coltivazioni mediterranee come il grano e la vite mentre l’olivo continuò ad essere coltivato grazie al suo utilizzo nella produzione dei  saponi. Da allora la rosa di maggio, il gelsomino e la tuberosa hanno contribuito alla fama alla città di Grasse.

La rosa di maggio si diffuse a partire dal 1895 grazie al coltivatore di rose Nabonnand. Insieme alla rosa damascena, la rosa centifolia è una delle rare rose utilizzate in profumeria: ha un profumo ricco, dolce e molto persistente e viene utilizzata da grandi maisons come Chanel e Dior. Viene raccolta solo a maggio e a Grasse ogni anno se ne ottengono circa 30-40 tonnellate.

Dagli anni 2000 si sono diffusi metodi di coltivazione sostenibile e si è lavorato per conservare il patrimonio in via di estinzione: questa opera di valorizzazione ha avuto come risultato una produzione di altissima qualità.

Dagli anni Sessanta, alcuni gruppi internazionali iniziarono a comprare gli stabilimenti di Grasse e a utilizzare sostanze di sintesi a scapito dei prodotti naturali e della qualità. A causa degli alti costi della raccolta, man mano le coltivazioni si sono spostate all’estero: quella del gelsomino in Egitto e poi nell’India del sud, l’arancio inTunisia; la tuberosa in India; la violetta è ancora coltivata nella regione di Grasse nonostante la concorrenza egiziana, marocchina ed indiana.
La coltura della rosa centifolia rimane in parte nella regione di Grasse grazie a una partnership con Chanel: delle migliaia di tonnellate di fiori trattati all’inizio del XX secolo, attualmente rimangono ancora alcune decine di tonnellate, pari a 40 ettari di colture.

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