Amo lo sport, più quello da divano che quello sul campo, nel senso che, a parte nuoto e tennis, non ne ho praticati altri, ma in compenso sono bravissima a tifare quando lo sport lo vedo in tv! Non so da dove nasca questo mio spirito agonistico (sulle fatiche degli altri), visto che la mia non è stata una famiglia molto interessata allo sport, ma ho ricordi di me piccina che seguivo le Olimpiadi di Montreal del ’76 (e già, ho una certa età), quelle del celebre 10 di Nadia Comaneci. Da lì in poi non ho mai mancato di seguire tutte le gare possibili ed immaginabili dei Giochi Olimpici, alzandomi anche ad orari improbabili in piena notte o mattina presto per vedere gli evento clou.
Quando finalmente quest’anno le Olimpiadi sono tornate in Italia, non potevo perdere certe l’occasione di parteciparvi e ho scelto di farlo come volontaria. Vi racconto la mia esperienza!

La candidatura
La storia inizia molto tempo prima del 2026, infatti le candidature per fare il volontario erano state aperte già negli ultimi mesi del 2024. Una volta effettuata la procedura di registrazione, mi è stata fissata un’intervista online nel gennaio 2025: insieme con altri due candidati ho fatto una semplice chiacchierata con un addetto e niente di più. Passato qualche mese, mi sembra fosse fine estate, mi è arrivata una gentile email che in pratica spiegava che, visto le numerosissime candidature giunte da tutto il mondo (oltre 180.000) ero stata messa di riserva. Confesso che ci sono rimasta male, ma per ogni evenienza mi ero tenuta libera da ogni impegno per febbraio 2026. Si vede che il mio ottimismo ha funzionato! Infatti a dicembre mi è arrivata la bella notizia che ero di ruolo. Finalmente avevano capito che li sù a Milano non potevano fare a meno di me!
Accettato il ruolo, è stato un susseguirsi di email con tutte le indicazioni sul da farsi e soprattutto sui corsi di formazione on line da seguire. Un pò faticoso è stato ottenere il calendario con i turni da svolgere (che si possono ovviamente rifiutare) dato che, fino ad una decina di giorni dall’inizio dei Giochi, ancora non mi era stato comunicato. Una volta sistemato tutto, il 5 febbraio sono partita per Milano.
Inizia l’avventura!
Appena arrivata a Milano, mi sono recata al centro accrediti per registrarmi e ritirare l’uniforme. La prova dei vari capi di vestiario che ci forniscono è stata abbastanza comica. Io sono una XS, ma di taglie femminili piccole non era rimasto praticamente niente e quindi mi sono state date molte cose fuori misura, anche di taglie per uomo, con la gentile addetta ai capi da provare che mi guardava impietosita e cercava di rincuorarmi dicendo che si poteva far stringere tutto rapidamente. Per fortuna ho rimediato una cintura sennò i pantaloni mi sarebbero scivolati giù. Oltre al vestiario, siamo stati dotati di zaino, borraccia termica, scarponi da trekking e di un orologio Swatch che già in tanti mi hanno chiesto in regalo, ma che, visto il valore, mi terrò stretto anche se poi non lo uso!

Nel centro dell’azione
Ed ecco che finalmente è arrivato il giorno di cominciare! ! È davvero un’emozione arrivare nel ex stazione Porta Romana, sede del Villaggi Olimpico.

Superati i controlli e svolto il briefing giornaliero, inizio il turno pomeridiano che si svolge dalle 14.00 alle 22.00. I compiti principali del mio gruppo di volontari sono soprattutto controllare gli accessi in alcune zone del villaggio, accogliere gli atleti nella loro area dining e poco altro. Ma molto presto scopro quella che è l’occupazione principale di tutti, atleti, volontari e staff: lo scambio delle pins, ossia le spillette che ogni squadra crea per l’evento! Il divertimento è appuntarsene il più possibile sui nastri porta badge: agli inizi bisogna avere un pò di faccia tosta per chiederle in regalo agli atleti, poi si possono scambiare. Le più ricercate sono quelle cinesi e coreane, davvero molto belle. La zona dining è forse la posizione migliore per approcciare gli atleti quando passano il controllo badge e sono più rilassati.

Sono entrata in servizio il pomeriggio della cerimonia d’apertura dei Giochi: fino all’ultimo ho sperato di riuscire a vederla dal vivo perché un’occasione del genere non credo mi ricapiterà, ma purtroppo i biglietti costavano davvero troppo per i miei gusti. Essere nel villaggio però mi ha permesso di vedere le squadre che partivano per andare allo stadio ed è stato un momento bellissimo. Negli occhi e nei sorrisi degli atleti si vedeva tutta la gioia e l’emozione di partecipare all’evento per il quale si erano così duramente preparati: quante speranze di vittoria li animano, quanti sogni di gloria che purtroppo, per alcuni, si trasformeranno in cocenti sconfitte. Ma ora è solo il momento di godersi il sogno.

È scattato subito il commento sulle divise e all’unanimità le più belle sono state giudicate quelle americane in stile vintage firmate Ralph Lauren e ovviamente quelle italiane di Emporio Armani: anche se in tv quelle grigie appaiono molto brutte, in realtà sono belle. Personalmente quelle della Svezia di Uniqlo non mi piacciono granché, anche se sono grande fan del marchio.
Come è fatto il Villaggio Olimpico
Come ho detto, il Villaggio ha sede a Porta Romana, accanto al grande edificio della Fondazione Prada e fa parte dell’importante progetto di rigenerazione urbana dello scalo ferroviario, dato che in futuro diventerà uno studentato. I due palazzi che ospitano gli alloggi per gli atleti hanno 1.154 camere, singole e doppie, che offrono 1.700 posti letto.

All’esterno bandiere e vele segnalano le postazioni delle varie nazionali.

Gli americani hanno mantenuto un profilo basso come al solito!

Il mio gruppo faceva base nell’edificio dove alloggiano i team USA e Japan e è capitato di vedersi passare davanti gente come Ilia Malinin!

L’enorme mensa, aperta 24 ore al giorno, è uno dei maggiori punti d’incontro per chi vive nel villaggio: serve circa 4.000 pasti al giorno, anche con postazioni vegane, gluten free e di cucina internazionale. Di sera era uno dei posti preferiti dove farsi mettere di turno per stare al caldo e per osservare bene gli atleti: devo dire che, soprattutto tra gli uomini, c’è un alto tasso di gran pezzi di manzo, per dirla in modo carino. Confesso, i miei ormoni hanno avuto attimi di sbandamento e ho sentito un forte desiderio di avere una ventina d’anni in meno.
Per volontari e staff c’è un’altra area mensa più piccola dove mangiare e riposarsi bevendo te o caffè.

Altro luogo d’incontro è la sala relax, dotata di schermi tv, giochi vari, un piano e una saletta per i video giochi.


C’è anche un grande tabellone dove gli atleti possono attaccare bigliettini di saluto ed incoraggiamento.

All’interno del Villaggio sono presenti una palestra sempre aperta, una zona dedicata al relax mentale e un luogo per pregare, un piccolo distaccamento dell’ospedale Niguarda e la sala per la riparazione protesi. Ci sono anche un piccolo shop che vende i gadgets di Milano Cortina e un parrucchiere/barbiere, oltre ad una postazione trucco firmata Kiko. Nella grande piazza centrale c’è una sorta di chalet in legno molto carino sponsorizzato dalla birra Corona dove alle 6 di sera scatta il D.J. set!

In una delle sale dove hanno le loro postazioni gli sponsors c’è il famoso wall delle firme, chiamato muro della tregua: uno dei miei compiti è stato quello di sorvegliarlo ed invitare atleti ed ospiti a firmarlo, dato che praticamente nessuno lo notava! Sarà stato anche una cosa di design, ma una lastra di plexiglas poco più grande di un metro e mezzo per due l’ho trovata decisamente inadatta, anche perchè al terzo giorno già non c’era più spazio dove scrivere e ne hanno aggiunta un’altra. Comunque, anche io ho firmato!

I volontari
La vera forza motore del villaggio siamo proprio noi, i volontari! Mi è stato detto che in totale siamo circa 18.000 distribuiti nelle varie località di gara: nel mio gruppo di lavoro eravamo 150 distribuiti su due turni – 7.30/15.00 e 14.00/22.00, anche se poi si entra in azione un’oretta dopo l’arrivo al villaggio. Oltre all’abbigliamento tecnico, abbiamo i trasporti gratuiti e un pasto al giorno, ma nessuno sconto sul merchandising olimpico purtroppo, visto i prezzi folli che ha: io ho comprato giusto due magneti a 10 euro l’uno! Mesi addietro erano stati messi in vendita biglietti scontati per le gare, ma, non sapendo se sarei venuta a Milano, ho perso l’occasione di comprarli, così come ho perso l’occasione di prendere i biglietti per la cerimonia inaugurale a prezzo di favore, spariti in due minuti.

Ma torniamo a noi volontari: L’ambiente è davvero variegato, con gente di tutte le età e nazionalità. Ho scoperto che ci sono anche gli habitué, soprattutto stranieri, che sono già alla terza o quarta Olimpiade. Nelle lunghe e noiose ore in cui siamo di turno (alcuni sono davvero noiosi) si chiacchiera un pò con tutti e spesso si ha l’opportunità di fermarsi qualche minuto a parlare con gli atleti: di solito gli italiani sono molto disponibili, americani e asiatici un pò meno, ma in generale sono tutti molto gentili. Daniel Grossl è stato il mio favorito, davvero un cucciolo.

Una delle regole che dovevamo seguire era di non chiedere foto agli atleti, regola ovviamente disattesa, ma i visitatori celebri del villaggio, come Jeff Goldblum e Snoop Dogg, non si sono fatti pregare per farsi un selfie con loro. Goldblum è stato davvero gentile con tutti e ho avuto l’inaspettata occasione di farci due chiacchiere.

Ovviamente non è stato tutto rose e fiori: la stanchezza si è fatta spesso sentire, il mangiare non è sempre stato il massimo, non c’era molta possibilità di vedere le competizioni, ma se mi chiedete se l’esperienza mi è piaciuta, vi rispondo che mi candiderò per Los Angeles 2028, poi fate voi! Per chi fosse interessato qui ci sono tutte le info =>https://la28.org/





Io sono un’amante degli sport invernali e ho seguito tutte le olimpiadi con grande attenzione, bello il servizio di volontari, ne ho sentito parlare molto e deve essere una grande esperienza, l’ha fatto anche un amico di mia figlia ed è andato a Livigno, io da appassionata avrei voluto essere nelle località sciistiche per vedere i miei idoli volare
Bella la neve, ma io sono freddolosa e non avrei resistito!
Mi hai davvero fatto venire voglia di provare un’esperienza simile. Devo dire che quando a Torino, la mia città, ci furono le olimpiadi invernali, avevo avuto lo stesso pensiero, disatteso poi nei fatti per i troppi impegni familiari. Mi piacerebbe essere parte di una macchina organizzativa così complessa
Beh tra 4 anni le prossime Olimpiadi invernali saranno in Francia, magari potrai farlo
Mi è piaciuto molto leggere questo resoconto, pur non seguendo nessuno sport in particolare. Trovarsi nel cuore pulsante delle Olimpiadi non ha davvero prezzo, e farlo come volontario permette di trovarsi in una posizione centralissima. Mi ha fatto sorridere la zona degli americani: fossi stata in loro una bandiera extra magari l’avrei ancora messa 😉
Ma Jeff Goldblum a due passi da te: io sarei svenuta!!!
Mai mi sarei aspettata nella vita di chiacchierare amichevolmente con un attore come Goldblum che mi piace tantissimo! E il bello era che era lui a ringraziare chi gli chiedeva una foto!
Un idolo e anche un bel pezzo di manzo per citarti
Io lo trovo molto affascinante, anche se me lo aspettavo più alto. Era lì con la famiglia e ha visto molte gare
Da milanese sto guardando queste olimpiadi in modo diverso. Che bellissima esperienza che stai vivendo, sicuramente una che non dimenticherai mai!
Sono contentissima di averla fatta e già mi sto informando per ripeterla a Los Angeles
Che bella esperienza! Io non riconoscerei nessun atleta perché lo sport non lo seguo proprio!
E fai male perchè c’è un bellissimo panorama maschile ahahah
Ma che bella esperienza! Non avevo proprio idea che ci si potesse candidare come volontari per le Olimpiadi e il tuo racconto del dietro le quinte mi è piaciuto tantissimo. Ammetto di non essere per nulla sportiva e di aver scoperto solo recentemente l’esistenza di alcune discipline ma il fatto che i giochi siano proprio nella mia città me li fa amare e seguire con passione
Se sei di Milano, in città si sente moltissimo l’atmosfera olimpica
Colleziono Swatch, per cui puoi immaginare quanto invidio il tuo!! Hai fatto benissimo a fare questa esperienza straordinaria, perchè combacia con il tuo carattere aperto e propositivo. Non sapevo però che tu fossi così appassionata di Olimpiadi! A me per esempio, non mi incuriosiscono affatto. Mai vista una gara.
In generale mi piacciono i grandi eventi negli sport che amo, atletica, nuoto, tennis, pattinaggio: le Olimpiadi li raggruppano tutti