Grazie ai numerosi film ambientati nella capitale degli Stati Uniti, tutti conosciamo monumenti celebri come il memoriale dedicato a Abramo Lincoln e il grande obelisco di George Washington. Durante il mio sitting in città, ho scoperto che i memoriali celebrativi dei grandi personaggi ed avvenimenti della storia americana sono molto più numerosi di quanto credessi.
Il National Mall di Washington
Il National Mall occupa una posizione centrale a Washington, DC, estendendosi per oltre 2 miglia dal Lincoln Memorial all’estremità occidentale al Campidoglio degli Stati Uniti all’estremità orientale. Ai lati dei suoi prati si affacciano la Casa Bianca e i vari musei dello Smithsonian Institute ed è proprio qui che sono stati costruiti i monumenti più importanti, che intendono onorare anche gli ideali sui quali gli Stati Uniti d’America hanno fondato la loro democrazia.

Il Lincoln Memorial
Probabilmente è il monumento più famoso di Washington. Fu progettato dall’architetto Henry Bacon che si ispirò al Partenone di Atene: secondo Bacon un memoriale dedicato ad un uomo che aveva difeso la democrazia doveva richiamare la culla stessa della democrazia. L’edificio, in marmo del Colorado, è circondato da 36 colonne che rappresentano gli stati dell’Unione ai tempi del presidente: le colonne, così come i muri pendono leggermente verso l’interno per correggere la distorsione prospettica. L’interno è diviso in tre spazi separati da colonne. La statua del presidente è alta 6 metri e fu realizzata dai fratelli italo-americani Piccirilli. Alle pareti sono incisi i discorsi d’insediamento e quello di Gettysburg. Sui suoi grandini, Martin Luther King tenne il celebre discorso “I have a dream”. Di fronte alla costruzione, si estende la grande Reflecting Pool, uno dei luoghi di Washington più utilizzati come set cinematografico.

Vicino al Lincoln Memorial
Vietnam Veterans Memorial – Situato a nord della Reflecting Pool, è chiamato tradizionalmente The Wall. Jan Scruggs, un veterano, decise, dopo aver visto il film Il Cacciatore, che i suoi compagni dovessero avere un riconoscimento tangibile per il loro sacrificio: il concorso fu vinto da un da un giovane studente di architettura di Yale.

Eretto nel 1982, è un semplice muro in granito nero con le estremità rivolte verso i monumenti di Lincoln e Washington, dove sono incisi in oro i nomi dei 58.318 soldati morti o dispersi: i nomi dei deceduti sono marcati con un diamante, i dispersi con una croce. Nel 1984 vicino è stato collocato il gruppo The Three Serviceman e qualche anno dopo il Vietnam Women’s Memorial che commemora le 265.000 donne che prestarono servizio nella guerra del Vietnam, molte delle quali lavorando come infermiere. La struttura in bronzo di 2.000 libbre è alta 15 piedi e raffigura tre donne che assistono un soldato ferito. Sul Wall, tra i nomi dei caduti, ci sono anche quelli delle 8 donne morte in quella guerra.

Korean War Veterans Memorial – Visto dall’alto, il memoriale appare come un triangolo con la punta che tocca la Pool of Remembrance. Posto a sud della grande Reflecting Pool, fa da contraltare al monumento dei veterani del Vietnam sull’altro lato della piscina.

Ph. National Park Service
La parte più impressionante è costituita dalle 19 realistiche statue in acciaio, create da Frank Gaylord, veterano della Seconda Guerra mondiale, che rappresentano un gruppo di soldati di pattuglia. Alla base dell’asta portabandiera è incisa la dedica:”La nostra nazione onora i suoi figli e figlie che risposero alla chiamata per difendere un paese che non conoscevano e un popolo mai incontrato“.

Sul lato del grande gruppo di statue, su un muro in granito sono raffigurato i rappresentanti di tutti i gruppi dell’Esercito, della Marina e dell’Aviazione americana con il loro equipaggiamento. Sull’altro lato, un cordolo di granito, lo United Nations Wall, elenca le 22 nazioni che presero parte alla guerra (tra le quali anche l’Italia).
Intorno alla fontana, inaugurato nel 2022 c’è il Muro del Ricordo che riporta i nomi dei 36.574 operatori americani e i 7114 membri del Korean Augmentation to the United States Army che persero la loro vita in questa guerra.
Second World War Memorial – Sul lato opposto al Lincoln Memorial della Reflecting Pool si trova il grande monumento dedicato ad uno dei conflitti più sanguinosi della storia mondiale. Delle grandi colonne in granito rappresentanti gli stati e i territori americani al tempo della Seconda Guerra mondiale circondano un enorme spazio circolare con al centro una fontana.

Due enormi portali segnano gli ingressi: quello sul lato nord celebra la vittoria sulle forze dell’asse in Europa, quello a sud la vittoria nel Pacifico. Sul lato ovest si nota una grande distesa di stelle dorate, oltre 4000, ognuna rappresentante 100 americani morti in questa guerra: un’iscrizione riporta le parole “ Here We Mark the Price of Freedom”.

Il Washington Monument
Il monumento dedicato al primo presidente americano è un obelisco in marmo bianco alto 169 metri, eretto in diversi stadi dal 1848 al 1884 su progetto di Robert Mills.
È stato un tempo l’edificio più alto del mondo con poco più di 555 piedi d’altezza e detiene ancora il titolo di struttura in pietra e obelisco più alti del mondo. L’architetto Pierre L’Enfant, che progettò la pianta della capitale americana, gli riservò un posto d’onore nella congiunzione delle direttrici che si irradiano dalla Casa Bianca e dal Campidoglio, in posizione centrale sul Mall. Il monumento fu inaugurato il 21 febbraio 1885, il giorno prima del compleanno del presidente. È possibile salire in cima per ammirare uno straordinario panorama della città.

Intorno al Tidal Basin
Thomas Jefferson Memorial – Il monumento dedicato al terzo presidente degli Stati Uniti e uno dei firmatari della Dichiarazione d’indipendenza Thomas Jefferson fu inaugurato il 13 Aprile 1943, il giorno del bicentenario della sua nascita, alla presenza di Franklin Delano Roosevelt. È una struttura circolare circondata da un colonnato con 28 colonne ioniche preceduta da un portico. Fu costruita su progetto di John Russell Pope in forme palladiane, per ricordare l’amata casa di Jefferson a Monticello: la grande statua in bronzo è di Rudolph Evans e ritrae Jefferson che tiene in mano la Dichiarazione d’Indipendenza. Sui muri sono riportate celebri dichiarazioni del presidente. Il memoriale è visibile sia dal Lincoln Memorial che dalla Casa Bianca: a tale scopo, Roosevelt ordinò che fossero tagliati gli alberi che ne impedivano la vista dalla residenza presidenziale.


Martin Luther King – Martin Luther King è stato uno dei più importanti leader del movimento per i diritti civili: ricevette il Premio Nobel per la pace nel 1964, lo stesso anno dell’approvazione del Civl Rights Act. Il suo è il primo memoriale sul National Mall dedicato ad un afro-americano. L’indirizzo scelto per il monumento -1964 Independence Avenue SW – è stato scelto proprio per ricordare questo importante traguardo. La data ufficiale dell’inaugurazione è il 28 Agosto 2011, il 48° anniversario della celebre Marcia su Washington, anche se la cerimonia fu rimandata ad Ottobre a causa di un uragano. Oltre 906 progetti parteciparono al concorso per il monumento: tra questi, nel 2000, fu scelto quello del ROMA Design Group con la figura di King che emerge da una montagna. Il riferimento deriva da una frase del celebre discorso “I Have a Dream” del 1963: “With this faith, we will be able to hew out of the mountain of despair a stone of hope” .Il Martin Luther King, Jr. Memoriali si trova lungo una retta che unisce i monumenti di Thomas Jefferson e Lincoln per ricordare la connessione tra queste importanti figure per il movimento dei diritti civili: dall’affermazione che tutti gli uomini sono creati uguali di Lincoln, alla liberazione degli schiavi voluta da Jefferson fino al raggiungimento dei pieni diritti ottenuto grazie anche all’azione di King.

Franklin Delano Roosevelt Memorial – Il memoriale che onora il 32° presidente degli Stati Uniti ripercorre i 4 mandati di Roosevelt, che governò dal periodo del celebre New Deal degli anni ’30 fino alla Seconda Guerra mondiale. Inaugurato da Clinton, differisce molto da ogni altro monumento del National Mall: disposto su un’area di 3 ettari, è composto da quattro “stanze” aperte (più una di prologo) che rappresentano ciascuno dei quattro mandati del presidente.
La Prologue Room è un’aggiunta posteriore, finanziata con donazioni private dall’Organizzazione Nazionale della Disabilità. La scultura in bronzo del presidente è a grandezza reale e lo mostra seduto in carrozzina: Roosevelt fu colpito dalla polio a 39 anni e benché fosse risaputo che fosse malato, si fece raramente vedere o fotografare su una sedia a rotelle.

Nella prima stanza, un pannello mostra il suo insediamento: la cascata è strutturata in modo semplice e lineare, così come erano i messaggi di Roosevelt. Nella seconda stanza alcuni pannelli mostrano scene del New Deal e i nomi dei progetti elaborati in quel periodo in braille, sia per incoraggiare a toccarli che per mostrare l’attenzione che l’amministrazione dell’epoca ebbe per le persone con disabilità visiva.

Nella Stanza 3 la cascata caotica e i blocchi di pietra sparsi mostrano la distruzione della Seconda Guerra mondiale. Roosevelt morì pochi mesi dopo l’inizio del suo quarto mandato e un pannello raffigura il suo corteo funebre. Qui c’è anche una statua della celebre moglie Eleanor, unica First Lady a comparire in un memoriale presidenziale.

Nelle vicinanze del National Mall
US Navy Memorial – Inaugurato nel 1987, rappresenta la figura di un marinaio nel mezzo di uno spiazzo lastricato di granito, circondato da un muretto dove sono esposti 26 bassorilievi che illustrano episodi della storia della Marina americana.

Dwight D. Eisenhower Memorial – Nei due gruppi scultorei in bronzo il celebre Ike è mostrato come Comandante Supremo delle Forze alleate nella Seconda Guerra mondiale e come 34mo presidente degli Stati Uniti. Il memoriale è incorniciato da una grandissima tela di cavi d’acciaio che disegnano la cosa della Normandia.

National Native American Veterans Memorial – Posto accanto all’interessante National Museum of the American Indian, è uno dei memoriali più recenti del Mall (è stato inaugurato nel 2020): è un semplice e suggestivo monumento creato per riunirsi, ricordare, riflettere e guarire.

Ad Arlington
Marine Corps War Memorial – A poca distanza dal celebre cimitero si trova la statua che onora la memoria dei marines che hanno dato la loro vita per la patria rappresenta la scena, ritratta in una celebre foto vincitrice del Premio Pulitzer, dei marines che conquistarono il Mount Suribachi sull’isola di Iwo Jima, durante la Seconda Guerra mondiale.

Ph. Famartin via Wikipedia
Ovviamente questa non è una guida esaustiva di tutti i monumenti celebrativi di Washington: per tutte le info =>washington.org/monuments-memorials




Ci pensavo proprio l’altro giorno, quando mi è passata sotto gli occhi l’ennesima pellicola con l’obelisco, immediatamente riconoscibile e ormai decisamente iconica. Penso che visitare questi luoghi per me sarebbe emozionante. Mi piace curiosare dietro le location dei film e scoprire vicende, personaggi, luoghi legati alla storia di un luogo.
Quando arrivando dall’aeroporto ho visto da lontano l’obelisco, mi sono emozionata! Peccato che ultimamente gli USA stiano perdendo di vista gli ideali che questi monumenti celebrano.
Ho letto il tuo post come se fossi lì e non hai idea di quanto in realtà vorrei una volta visitare questi Memoriali. Ognuno a suo modo celebra grandi sacrifici e grandi passioni che hanno portato l’America ad essere, fino a poco tempo fa, l’incarnazione della libertà. E dire che dalla Casa Bianca si vedono….
Esatto, in questo momento storico quei grandi ideali sono alquanto in ribasso purtroppo.
Articolo fantastico Marina…
Al primo colpo ( citazione de Il Cacciatore )
La tua memoria mi stupisce sempre!
Con tutti i film che vi hanno girato ho ben presente i siti di cui parli tranne il National Native American Veterans Memorial che mi incuriosire davvero moltissimo!
Non è tra i più famosi, ma io l’ho trovato molto suggestivo
Alcuni luoghi di Washington, come hai detto, sono celebri per tutti i film che sono stati ambientati. Altri, come alcuni di questi memoriali, non li conoscevo proprio. Sono luoghi che fanno riflettere, oggi più che mai
Di certo gli americani sanno celebrare i loro morti, in questo luogo si tocca con mano la sofferenza delle perdite, però I have a dream, e quel sogno non penso si sia compiuto fino in fondo
Mi sembra che ultimamente l’America non segua più molto i suoi grandi ideali.