Durante il mio sitting a Lione, non potevo non visitare quel che rimane dell’antica Lugdunum romana: devo confessare che, da romana, mi da sempre una certa soddisfazione vedere le città fondate dai miei lontani progenitori, specialmente qui, nella terra dei nostri “spocchiosi” vicini francesi : ) !

La storia di Lugdunum

Secondo la leggenda, Lione fu fondata dal re Atepomaro e dal druido Momoro. Gli scavi archeologici hanno dimostrato che il sito era occupato ben prima della fondazione della città romana: nel VI secolo a.C. era già presente un insediamento gallico. La storia di Lugdunum inizia nel 43 A.C., 9 anni dopo la conquista della Gallia da parte di Cesare, quando Lucio Munazio Planco, governatore della Gallia, venne inviato a fondare una colonia chiamata Colonia Copia Felix Munatia Lugudunum. La città prese il nome di Lugdunum, ossia “fortezza del dio Lugus”, la suprema divinità dei Galli e sorse probabilmente sul luogo di un accampamento militare che era servito di base alla spedizione gallica di Cesare.

I primi abitanti furono cittadini romani, soprattutto veterani dell’esercito. La scelta del luogo alla confluenza del Reno e del Saône  la poneva in posizione strategica lungo la valle del Reno, che collegava il Mediterraneo alle future province dell’interno.

Augusto divise la Gallia celtica in tre province, in aggiunta alla già esistente Gallia Narbonense: Lione, Belgio e Aquitania e Lugdunum divenne la capitale della provincia lionese e la sede di una zecca. Agrippa la mise al centro della rete stradale della Gallia. La fama della città crebbe con la creazione del Santuario delle tre Gallie, dedicato al culto imperiale dove si riunivano le 60 tribù che componevano il Concilio dei Galli. Lugdunum fu la città natale degli imperatori Claudio e Caracalla e ospitò vari imperatori, tra i quali Adriano. Con il regno di Diocleziano e la riorganizzazione delle province Lugdunum perse il suo primato.

La Lione romana

Il foro, centro della vita delle città romane, era situato sotto l’attuale Basilica di Notre-Dame de Fourvière e includeva il Tempio di Giove capitolino, dedicato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva, la curia, dove si riuniva il Senato cittadino, una basilica e il palazzo imperiale, nel quale videro la luce Claudio e Caracalla. La città possedeva un teatro, un anfiteatro e un odeon che si sono fortunatamente conservati e sono visitabili.

Nulla resta del Santuario delle Tre Gallie, costruito sulle pendici della collina della Croix-Rousse nelle vicinanze dell’anfiteatro: grazie ai testi e alle monete è possibile capire come fosse l’Altare dedicato al culto di Roma e di Augusto nel 12 a.C.. Il basamento di marmo misurava 50 m di lunghezza ed era affiancato da due Vittorie alate in bronzo dorato che reggevano grandi palme e corone, posate su delle colonne di granito giallo. Sull’altare erano iscritti i nomi dei popoli che partecipavano all’assemblea annuale, rappresentati da una statua. 

Il teatro e l’Odeon

Nel 1886 un tal Professor Lafon aveva comprato un terreno sulla collina per coltivare la vite, ma le piante non crescevano. Venuto a sapere della presenza di antichi muri romani nella zona,  si chiese se potesse essere quello il problema. Scoprì alcuni muri, ma non potendo effettuare scavi, riuscì almeno calcolare la forma e la grandezza dell’edificio, ellittica più che circolare. Aveva per caso scoperto il celebre Anfiteatro delle tre Gallie? Ci vollero più di 50 anni prima che gli archeologi prendessero in considerazione le sue supposizioni scoprendo però che la struttura era circolare, non ellittica e quindi era un teatro. L’anfiteatro fu definitivamente identificato nel 1957 sul fianco di Croix-Rousse.

Il teatro di Lugdunum è il più antico della Gallia romana e uno dei più grandi, con i suoi 108 mt di diametro. Inizialmente aveva solo due livelli di sedute che potevano contenere circa 5000 spettatori, successivamente il palcoscenico fu ricostruito e un terzo livello aggiunto, aumentando la capacità a 10000 spettatori.

Attorno all’anno 160, l’imperatore Antonino Pio completò l’opera dei suoi predecessori e affiancò al teatro un Odeon pavimentato in marmo dedicato alla musica e alla poesia: aveva due livelli di sedute per circa 3000 spettatori, e un prezioso pavimento di marmi colorati come il porfidoo verde della Grecia, il perfido rosso  dell’Egitto e marmo giallo dall’africa. Gli Odeon era dedicato sono edifici rari in Occidente, se ne trovano solo a Lione, Vienne e Valencia.

L’area dei teatri di Lione venne dichiarata monumento storico nel 1905 ed è visitabile liberamente: io ci sono andata portando a spasso Buffy, il cane che accudivo.

Il Museo di Lugdunum

L’idea di creare un museo che conservasse i reperti della Lione romana iniziò a farsi strada negli anni ’30 ma fu solo negli anni ’60 che il progetto prese forma grazie all’architetto Bernard Zehrfuss, che creò un edificio quasi invisibile “per non offendere la professionalità dei miei colleghi romani” come lui stesso disse, proprio a fianco del teatro. Il museo fu inaugurato il 15 novembre 1975.

Caratteristica principale dell’edificio è l’uso del cemento rinforzato, che dall’esterno lo rende poco visibile. Gli ampi spazi interni seguono il largo percorso a spirale di 4000 mq di superficie: le sue linee fluide e sinuose mi sono piaciute molto. Bellissime sono le ampie vetrate che permettono una stupenda visuale del vicino teatro.

Uno dei pezzi più importanti della collezione è la cosiddetta Tavola di Lione che riproduce in bronzo il discorso dell’imperatore Claudio a supporto della partecipazione dei Galli nel Senato romano, in origine conservata nel Santuario delle Tre Gallie.

A Lione è possibile vedere altre vestigia del passato romano della città:

L’anfiteatro delle Tre Gallie, che fu inaugurato nel 19 d.C. sotto Tiberio. L’anfiteatro aveva come dimensioni esterne 81 mt per 60 mt e poteva contenere circa 1800 spettatori. Le sue ridotte dimensioni (poteva ospitare 1800 spettatori) erano sufficienti ad accogliere i delegati delle sessanta nazioni galliche. Venne ingrandito negli anni 130-136, sotto Adriano quando due gallerie furono aggiunte attorno alla struttura precedente, il che portò l’anfiteatro a raggiungere una capacità è di circa 20 000 posti. Qui subirono il supplizio di sei dei martiri di Lione, fra cui santa Blandina, nel 177.

Ph. Pymouss Wikimedia Commons

Al 6 di Rue des Farges ci sono le rovine delle terme romane costruite nel primo secolo d.C. scoperte negli anni ’70.

Al 41 di quai Fulchiron si trova la  basilica di Saint-Laurent de Choulans.

All’11 di rue des Macchabées su una terrazza che sovrasta il fiume  Saône, una dimora Gallo-Romana fu sostituita da una chiesa, ricostruita più volte. Gli scavi hanno trovato le fondamenta di 5 chiese, la più antica legata ad un mausoleo, forse del vescovo Giusto : sono visibili le fondamenta delle prime due chiese e l’abside dell’ultima.