Ho approfittato dell’occasione di volare in Malesia per un catsitting a Kuala Lumpur per visitare altri luoghi di questo paese e George Town è stata la città che ho più amato per il suo mix di antico e nuovo, dove il passato britannico, la forte influenza cinese e la presenza indiana convivono in una atmosfera affascinante di culture diverse, tra eleganti edifici in stile coloniale, vecchie case in rovina, templi, botteghe tradizionali, profumi di cibi speziati e aria di mare.

Insieme a Malacca, George Town è stata inscritta nella UNESCO World Heritage List nel 2008 come “Città storiche dello Stretto di Malacca”. Se Malacca rappresenta l’epoca della dominazione portoghese e olandese della Malesia, George Town è il simbolo del suo passato coloniale britannico: insieme costituiscono un insieme architettonico e culturale unico in Asia.

Un pò di storia
George Town è la capitale dello Stato di Penang, chiamata così in onore del re Giorgio III. Negli anni Penang ha cambiato nome. I primi malesi la chiamarono Pulau Ka Satu, poi sulle mappe apparve come Pulau Pinang, l’isola dell’albero della noce di betel, gli inglesi la chiamarono Isola del Principe di Galles, infine con l’indipendenza è diventata Penang.
Fino al 18° secolo l’isola di Penang era parte del Sultanato di Kedah e visse pacificamente con qualche visita occasionale delle spedizioni portoghesi e britanniche.
Intorno al 1770 la British East India Company (BEIC) ingaggiò l’esploratore Francis Light per stabilire i primi passi per il commercio con la Malesia e nello stesso periodo il Sultano di Kedah ebbe bisogno di aiuto militare per le tensioni con i Regni di Siam e Burma. Light colse al volo occasione offrendo assistenza al Sultano, ottenendo in cambio l’isola di Penang come ricompensa. All’epoca era abitata da meno di un migliaio di pescatori: Light arrivò con 3 navi che trasportavano 100 sepoys, 15 artiglieri e 5 ufficiali. Per convincere i sepoys a disboscare il terreno fitto di giungla, sparò con un cannone dei dollari d’argento sul terreno che fu presto disboscato. L’11 agosto 1786 la bandiera fu innalzata nell’insediamento di Prince of Wales Island, la futura George Town.

Light capì subito che grazie alla sua posizione, Penang sarebbe stata una base perfetta per la compagnia, dove riparare le navi britanniche danneggiate dai violenti venti del Golfo del Bengala. Nell’800, grazie alla sua crescente importanza, Penang ottenne una forza di polizia, un governatore e una corte giudiziaria e divenne un importante centro di commercio delle spezie, attirando l’immigrazione cinese: l’affascinante mix culturale che caratterizza oggi Penang iniziò così a formarsi. La base stabilita dalla BEIC contribuì alla crescita di Malacca e Singapore. Penang continuò a fiorire per tutto il 19° secolo grazie anche alle miniere di stagno e all’apertura del Canale di Suez. La Seconda Guerra mondiale causò degli effetti duraturi su questo territorio: i Giapponesi conquistarono l’isola e la ritirata inglese lasciò la popolazione locale alla mercé del brutale esercito nipponico. Dopo i quattro anni peggiori nella sua storia, Penang trovò posto nella nuova Federazione della Malesia.

Come arrivare a George Town
Arrivare a George Town da Kuala Lumpur è molto semplice: in treno ci vogliono circa 4 ore per raggiungere dalla capitale la stazione di Butterworth. Da lì si può prendere il traghetto che in circa 15 minuti porta in città o prendere un economicissimo Grab. Io ho scelto questa seconda opzione, avendo un pò di difficoltà a trovare il punto d’incontro con il driver: dopo aver vagato per la stazione, un gentile signore mi ha spiegato che si trovava al 7° piano del parcheggio.

Le cose da non perdere a George Town e Penang
Kek Lok Si
Costruito nel 1891, è uno dei più grandi templi buddisti della Malesia e un importante luogo di pellegrinaggio. Si trova sulla collina Crane: salendo il viale d’accesso s’incontra lo Stagno di liberazione delle Tartarughe, altro punto d’interesse è il lungo poema inciso su un masso rotondo.
All’interno del complesso si trova la Pagoda dei Diecimila Buddha (Pagoda of Ten Thousand Buddhas), o Ban Po Thar, una delle principali attrazioni commissionata dal re Thai Rama VI che contiene 10000 statue di Buddha in alabastro e bronzo. Un mini treno funicolare può portare i visitatori alla cima del complesso dove c’è una gigantesca statua in bronzo di Kuan Yin, la Dea della Misericordia inaugurata nel 2002. C’è uno stagno di carpe Koi e giardini ben curati.

The Blue Mansion
Probabilmente è l’albergo più famoso e affascinante di Georgetown, che prende il suo nome dal color blu cobalto della facciata. Costruito nel 1890, fu la residenza di Cheong Fatt Tze, un magnate noto come il Rockefeller d’Oriente. Determinato a usare la migliore manodopera per costruire la sua magione, fece arrivare artigiani dalla Cina ed importò materiali addirittura dalla Scozia. Il palazzo fu costruito secondo i principi del Feng Shui e conta 38 camere e 5 cortili pavimentati in granito.
Alla sua morte nel 1916, l’edificio cadde in disuso, nonostante Cheong avesse stanziato dei fondi per il suo mantenimento. Alla morte dell’ultimo erede, fu venduto e restaurato per riportarlo alla gloria passata, usando materiali e artigiani locali e utilizzando tecniche tradizionali. Per chi non potesse permettersi di soggiornare nelle sue eleganti camere, ogni giorno sono in programma visite guidate.

Pinang Peranakan Mansion
La casa del magnate Chung Keng Quee è stata trasformata in un museo dedicato alla cultura dei cinesi Peranakan. Questo gruppo etnico discende dai primi immigrati cinesi arrivati qui tra il 14° e il 17° secolo, i cui discendenti in questa regione sono i Baba-Nyonya. Caduta in rovina alla morte di Chung nel 1901, negli anni ’90 è stata ristrutturata e allestita con oltre 1000 oggetti che mostrano l’elegante stile di vita e l’alto livello sociale della comunità Peranakan, la cui influenza è ancora visibile nella cucina e nella lingua del Penang.

Le sue stanze fanno da perfetto sfondo per le foto di tante ragazze vestite con i costumi tradizionali.


Fort Cornwallis
Il forte fu costruito da Francis Light e prende il suo nome dal Governatore del Bengala. In origine era in legno: venne ricostruito nelle forme attuali tra il 1808 e il 1810 ed ebbe principalmente funzioni amministrative più che difensive. Al suo interno ospita vari cannoni, tra i quali il più famoso è Seri Rambai, il più grande cannone in bronzo della Malesia. La tradizione vuole che sia il partner maschile di un vecchio cannone arrugginito che si trova vicino al terminal dei traghetti a Butterworth che lo abbandonò e navigò fino alla terraferma attraverso lo stretto. Il forte ospita anche un faro a forma di albero maestro di nave, che però non è mai stato utilizzato per guidare la navigazione.

I moli cinesi
Quando arrivarono i primi immigranti dal sud della Cina nel 19° secolo, il miglior impiego per loro era sul mare e venne così naturale costruire banchine e creare dei villaggi galleggianti dove i membri della comunità potessero stabilirsi: inoltre, costruendo sull’acqua invece che sulla terra, all’epoca non si pagavano tasse di proprietà.
Queste banchine contribuirono a dare alloggio, supporto e un senso di comunità ai loro abitanti: alcuni moli purtroppo sono stati distrutti per far posto agli edifici costruiti sul lungomare o dal fuoco. Fortunatamente, la nomina Unesco di George Town ha messo in evidenza l’importanza dei moli, non solo in quanto attrazione turistica, ma anche come elemento di connessione con il passato e l’importanza del ruolo degli immigranti cinesi nel successo dell’isola è stata così giustamente riconosciuta.
Yeoh Jetty sembra essere il più autentico, New Jetty è stato uno degli ultimi costruiti nel 1960 e fu la casa di coloro che non appartenevano a dei clan che avevano il proprio molo. Lim Jetty forse è il migliore da visitare, in quanto meno turistico di Chew Jetty, quello che ho visitato io, abbastanza affollato.

Penang Hill – Bukit Bendera
Nel 1793, la presenza di navi francesi nella regione rendeva la minaccia di un attacco molto reale e questa collina, sovrastante George Town, era un perfetto punto di osservazione della città e del Mar di Andaman. Francis Light mandò due soldati a costruire una stazione di sorveglianza e innalzare un’asta portabandiera sull’attuale sito di Bel Retiro, oggi residenza privata del Governatore di Penang, bandiera visibile da Fort Cornwallis così da poter comunicare in caso di pericolo.

Penang Hill è un gruppo di 10 colline che include Strawberry Hill, Gun Hill e il picco più sviluppato di Flagstaff Hill, chiamato Bukit Bendera in malese.
È la più antica stazione collinare con una funicolare in Malesia, completata nel 1923. Fu la prima di questo tipo nel Sud Est asiatico con il tunnel più ripido del mondo. Prima che fosse costruita la funicolare, le persone abbienti salivano a cavallo dei pony o in portantine sorrette dai coolies. La funicolare è una grande attrazione turistica, sempre molto affollata.

Per chi volesse salire a piedi, ci sono vari sentieri tra cui Moniot Road, dichiarato Heritage Trail nel 1989. Penang Hill ospita 2456 specie di piante tra cui orchidee e 161 specie di pesci, oltre a rettili e uccelli: qui varie specie furono descritte per la prima volta.
The Habitat
Probabilmente The Habitat, a Penang Hill, è stata una delle cose che mi è piaciuta di più di tutto il mio viaggio in Malesia. È un centro creato per la scoperta e la conoscenza della foresta pluviale, attraverso la quale si cammina seguendo un sentiero di un 1.6 km, costruito dalla British East India Company agli inizi del 1800, un’oasi di natura incontaminata e serenità.
Le attrazioni più importanti sono Langur Way Canopy Walk e la Curtis Crest Treetop Walk. Il Canopy Walk è una passerella sospesa che permette di camminare sopra la foresta mentre la Curtis Crest Treetop Walk è una piattaforma d’osservazione circolare che, a 815 metri sopra il mare, è il punto più alto di Penang e permette di godere di panorami spettacolari.

Qualche consiglio
George Town offre tantissime opportunità di mangiare ottimo cibo, l’offerta spazia dagli eleganti ristoranti allo street food, infatti molto affollate sono le bancarelle di Little China e di Chulia Street.

Su consiglio della proprietaria del b&b dove alloggiavo, ho cenato al Nyonya Lah by Javu al 49 Love Lane. La cucina Nyonya è la cucina derivata dagli immigrati cinesi in Malesia: ho mangiato molto bene ad un prezzo ridicolo. Sulla stessa strada, al n. 68, si trova la Unique Penang Art Gallery, dove si possono ammirare i bellissimi disegni della proprietaria. Volendo, è possibile fare spedire le cartoline in vendita nei mesi e negli anni futuri, curioso no?

Un altro luogo dove mangiare è il Red Garden, al 20 di Lebuh Leith, proprio accanto alla Blue Mansion: qui si può scegliere tra circa 20 stands che offrono cucine di tutti i tipi. Camminando tra le stradine del centro, sono entrata per curiosità dentro il Mucca Paper• The Notebook Lab, 42 Penang St.: se da fuori sembra una piccola caffetteria, dentro scoprirete una deliziosa rilegatoria dove farsi fare il proprio quaderno personalizzato. Io ne ho approfittato per comprare due regali originali che sono stati molto apprezzati!

Ma il consiglio migliore è quello di passeggiare senza una meta precisa nelle vie del centro storico, curiosando nelle botteghe e nei templi e godendosi l’atmosfera affascinante di questa città.





George Town sembra davvero interessante. Purtroppo a suo tempo non ero riuscita a visitarla, ma spero di riuscire un giorno a tornare in Malesia per visitarla più a fondo!
Che peccato! Anche a me piacerebbe tornare in Malesia per continuare a conoscerla meglio
Ma che foto stra-belle! La seconda in particolare ho adorato! Mi sono immaginata seduta lì a prendere un té… che spettacolo. Mi piace l’idea di una città – GeorgeTown, che sia un mix british-chinese-indian e che sia tutto così ben assortito!
Tra le esperienze che descrivi, il Kanopi Walk a Penang mi ha ricordato, con un certo tuffo al cuore, certi treetop walking che ho fatto in Australia… La meraviglia quella vera!
George Town è il posto che più mi è piaciuto, ci tornerei domani!
Dovrò tornare per provare la funicolare che mi sono persa!
Penang è proprio bella
Sono stata a George Town tanti anni fa che è veramente un un vero crocevia di cultura, dove passato e presente si intrecciano in un mix affascinante. La tua descrizione rende perfettamente l’atmosfera vibrante della città che ho trovato anche io, tra edifici coloniali, templi e il profumo di cibi speziati nell’aria. È incredibile come un luogo possa racchiudere tante influenze diverse e trasformarle in un’identità unica. Bellissimo articolo, davvero coinvolgente.
Bellissima Georgetown! Ci sono stata diversi anni fa durante un viaggio in Malesia e fu, assieme a Malacca, la città più bella e affascinante che ho visitato. Ed era anche pieno di gatti! 😉 Ottimo anche il cibo che sia cinese o indiano, si cascava sempre bene! Davvero una meta da non perdere in Malesia.
Concordo in pieno!
George Town deve essere davvero una città dinamica e vibrante. Ci sono davvero tanti angoli caratteristici e chissà quante esperienze autentiche da fare!
La Malesia è davvero eccezionale: la sua cucina, i suoi colori, le sue tradizioni. George Town e Penang sono luoghi imperdibili: il Kek Lok Si è incredibile e sicuramente sarebbe tra le prime mete che visiterei!
George Town penso sia davvero uno dei punti più interessanti della Malesia, io non sono stata ma me ne hanno parlato sempre bene, dal tuo racconto percepisco varie cose interessanti, lo inserisco sempre negli itinerari da me programmati in Malesia
È una tappa irrinunciabile durante un viaggio in Malesia
Adoro queste città miscuglio dove trovare le influenze di tutte le culture che qui si sono incrociate nei secoli. Spettacolare soprattutto il Kek Lok Si
Anche a me è piaciuta molto questa mescolanza di stili e culture.
Quando da ragazzina leggevo i romanzi di Salgari non sognavo che di visitare la Malesia. Poi questa passione si è affievolita ma scoprendo George Town con il tuo post mi sta venendo voglia di scoprirla. Il Blue Mansion è davvero un palazzo di incredibile bellezza. E anche la cucina mi sembra parecchio intrigante
La cucina malese è davvero buona!