Anche se sono sempre stata un pò scarsa nello studio della storia, mi piace visitare i musei che trattano argomenti o periodi storici, forse perchè spero d’imparare finalmente qualcosa! Ho già raccontato delle mie visite agli stupendi Imperial War Museums di Londra e di Duxford e finalmente sono riuscita a visitare un’altra delle perle di questo gruppo di musei, un luogo che non racconta la storia, ma è esso stesso storia, le Churchill War Rooms a Londra. Ma iniziamo col vedere chi è stato Winston Churchill.

Winston Churchill

Winston Churchill è stato sicuramente il politico britannico più importante e conosciuto, vincitore anche di un Premio Nobel per la letteratura: sarebbe impossibile, a meno di non scrivere un mega articolo dedicato solo a lui, scrivere compiutamente della sua vita, quindi parlerò solo di alcuni dei momenti salienti della sua lunghissima carriera. Di famiglia aristocratica, nacque a Blenheim Palace, da madre americana, figlia del proprietario del New York Times, e nipote del 7mo Duca di Marlborough. Dopo un corso di studi non troppo brillante, il padre volle fargli intraprendere la carriera militare e Winston entrò nell’Accademia di Sandhurst come cadetto di cavalleria.

Da giovanissimo fu soldato e corrispondente di guerra: combattè in India, Sud Africa e Sudan e, catturato dai boeri, riuscì a scappare dal campo di prigionia. Entrò in politica nel 1900 tra le fila dei conservatori, passando poi ai liberali, per poi tornare successivamente nel campo conservatore.

Il suo primo incarico ministeriale fu quello di Sottosegretario alle Colonie e nel 1910 divenne Ministro dell’Interno: in tale ruolo ebbe una parte importante nel creare i servizi segreti britannici, gli attuali MI5 e MI6.

Lo scoppio della Prima Guerra mondiale lo vide a capo della Marina britannica: data la sua posizione venne considerato il colpevole del disastro di Gallipoli e per questo diede le dimissioni.

Nel 1921 Churchill presiedette la Conferenza del Cairo, che ridisegnò l’assetto politico del Medio Oriente, in quanto nominato Segretario di Stato per le Colonie: con il suo operato, riuscì a creare una rete di stati arabi amici della Gran Bretagna, che garantivano sicurezza e stabilità per gli interessi della sua nazione. Fu tra i primi, già dagli anni ’30, a rendersi conto del pericolo nazista e avendo capito l’importanza dell’aviazione nella guerra, favorì il riarmo soprattutto aereo: è rimasta celebre la frase rivolta ai piloti della R.A.F: “Never was so much owed by so many to so few” (Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi).

Fu proprio lui l’uomo del destino contro Hitler, quando sostituì Neville Chamberlain come Primo ministro, con il solo scopo di sconfiggere la Germania nazista. I suoi discorsi appassionati aiutarono una nazione intera a resistere e a credere nella vittoria finale. Dopo una lunghissima carriera politica, morì nel gennaio 1965, a 90 anni, e il suo fu il più grande funerale di stato nella storia moderna.

Se la sua vita pubblica fu caratterizzata da clamorosi alti e bassi, più fortunata fu quella privata: Churchill fu sposato per 56 anni con Lady Clementine Jozier e come lui stesso disse:”Il mio successo più grande è stato riuscire a convincere mia moglie a sposarmi“! La coppia ebbe 5 figli e il loro matrimonio fu funestato solo dal suicidio della primogenita Diana.

La statua di Churchill e Roosevelt in New Bond Street a Londra

Il Museo Churchill

All’interno delle War Rooms è situato il museo dedicato al grande politico, suddiviso in 5 sezioni, che raccontano ogni sfaccettatura della sua lunga vita e carriera: Leader di guerra – Politico dissidente – Il giovane Churchill – L’uomo di stato della guerra fredda – Gli anni selvaggi. Ognuna di esse è ricchissima dei suoi oggetti personali, come i suoi cappelli, le lettere scambiate con la moglie (che lei siglava col disegno di un gatto e lui di un maialino) e persino l’originale porta del 10 Downing Street!

Un tabellone mostra i celebri attori che hanno impersonato Churchill: nomi del calibro di Richard Burton, Albert Finney e i più recenti e bravissimi Gary Oldman, che ha vinto un Oscar per questo ruolo e John Lithgow in The Crown.

A proposito di cinema, nel film L’ora più buia le War Rooms sono state ricostruite in studio, ma furono visitate spesso dal cast per poter rendere la maggior accuratezza storica possibile.

In mostra è anche una delle grandi tute di sua invenzione, che possedeva di varie foggie: furono chiamate “sirene suits” perchè, quando la sirena di un allarme aereo iniziava a suonare, si indossavano velocemente per scappare.

Le Churchill War Rooms

L’idea di una stanza di guerra sotterranea, da realizzare in un edificio in costruzione, era già stata presa in considerazione negli anni ’30, senza essere realizzata per mancanza di fondi. Nel 1939, il Colonello Hastings Ismay (Vice Segretario del Comitato della Difesa imperiale, successivamente nominato da Churchill Capo del Segretariato militare del Gabinetto di guerra,) convinto che la guerra stesse per scoppiare e non ci fosse tempo per una nuova costruzione, propose  i sotterranei sotto l’attuale Palazzo del Tesoro su Great George Street come la miglior soluzione. Ci vollero mesi per organizzare quello che vediamo ancora oggi, ci fu bisogno d’installare attrezzature per le comunicazioni e la ventilazione, di rinforzare le strutture e provvedere a pompe contro eventuali allagamenti, visto che le stanze si trovavano sotto il livello del Tamigi. Le Cabinet War Rooms  (come si chiamarono in origine) divennero pienamente operative a fine agosto del 1939, pochi giorni prima della dichiarazione di guerra alla Germania e la prima riunione del Gabinetto si tenne il 21 Ottobre 1939.

Il 10 Maggio 1940 Winston Churchill fu nominato Primo Ministro.

Il Gabinetto di Guerra

Il War Cabinet si riuniva tutti i giorni, a volte anche due, se le circostanze lo richiedevano. L’Imperial War Museum ha deciso di conservarlo come dove apparire in una data precisa, prima della riunione del 15 Ottobre 1940: la notte precedente, le bombe avevano danneggiato la residenza del Primo Ministro al 10 di Downing St. e questo aveva finalmente convinto Churchill a riunire il Gabinetto negli ambienti sotterranei. La stanza era blindatissima: quando il Gabinetto si riuniva le due porte erano chiuse a chiave con due guardie ad ulteriore protezione. La sedia in legno al centro della stanza era quella del Primo Ministro.

Ph. courtesy I.W.M.

La Stanza delle mappe

La Map Room è rimasta esattamente come appariva l’ultimo giorno in cui fu in uso, il giorno dopo l’annuncio della resa del Giappone. Le mappe mostrano le posizioni degli Alleati e il calendario mostra ancora la data del 16 Agosto 1945.

Ph. Courtesy I.W.M.

Si possono notare tanti particolari come il telefono nero con la cornetta verde che permetteva di chiamare l’esterno in sicurezza o le zollette di zucchero lasciate da qualcuno sulla sua scrivania.

La camera da letto di Churchill

Winston Churchill (come anche sua moglie ed altri) aveva la sua camera da letto privata, collocata proprio accanto alla Stanza delle mappe: qui il primo ministro lavorava, teneva riunioni e registrò alcuni discorsi per la radio, ma soprattutto si concedeva  i suoi sonnellini pomeridiani.

Lungo il percorso di visita si possono vedere i vari ambienti dove si svolse la vita sotterranea dei tanti che qui lavorarono, come per esempio la piccola cucina dove la chef personale di Churchill riusciva comunque a preparargli ottimi pasti con i pochi ingredienti a disposizione (il suo piatto preferito era il manzo alla Wellington).

Si scoprono tanti particolari, come le speciali macchine per scrivere Remington Noiseless 6, importate dagli Stati Uniti perchè silenziose, usate dalle segretarie dato che Churchill non sopportava rumori che lo distraessero, o la particolare maschera a gas usata dalle centraliniste per poter lavorare indossandola. La Transatlantic Telephone Room permetteva comunicazioni criptate tra Churchill e il presidente americano Roosevelt. Al piano inferiore c’erano gli alloggi per il personale, così che non dovesse tornare a casa durante i bombardamenti: i soffitti erano bassi, l’impianto di ventilazione rumoroso, i bagni erano chimici e si dormiva in compagnia dei topi. Una tabella indicava il tempo che faceva all’esterno per coloro che rimanevano a lavorare per intere giornate.

Finita la guerra, alcuni degli ambienti furono utilizzati per altri scopi e solo la Cabinet Room, la Map Room, la Transatlantic Telephone Room e la stanza di Churchill vennero preservate e visitabili su richiesta. Nel 1974 venne chiesto all’I.W.M. di amministrare il luogo, richiesta ripetuta anni dopo per volontà di Margaret Thatcher, ammiratrice del suo predecessore: fu proprio lei ad presiedere la loro inaugurazione il 4 Aprile 1984.

Visitare le Churchill War Rooms, un luogo così importante per la nostra storia, è stato davvero emozionante: mi ha fatto scoprire la figura dell’uomo dietro a quella del personaggio e soprattutto immaginare quanto difficile fu vivere e lavorare in questi ambienti così angusti e soffocanti.

Il museo organizza anche visite private nelle zone chiuse al pubblico, per tutte le info => www.iwm.org.uk

A poca distanza dalle sue stanze, in Parliament Square, è possibile ammirare la statua di questo grande statista.