Basilea 10 Marzo 2019
Molti potranno chiedersi “Ma perché andare a Basilea?”. Le ragioni sono varie. Basilea è considerata la capitale culturale della Svizzera: vanta un patrimonio di quasi quaranta musei e ospita le creazioni di architetti importanti come Frank Gehry, Zaha Hadid e Renzo Piano (per saperne di più  Di architettura ed altro a Basilea). C’è poi il suo celebre Carnevale ( ma di questo parleremo in altri post)!

Una delle ragioni principali che mi ha spinto a visitarla è poter finalmente vedere uno dei miei quadri preferiti, custodito nel Kunstmuseum. E’ l’opera più celebre di Oskar Kokoschka, grande interprete del movimento espressionista. Giunta in città mi assale una certa ansia nell’apprendere che a Zurigo è in corso una grande retrospettiva del pittore e mi chiedo se il quadro potrebbe essere stato esposto li: mica avrò fatto tutto questo viaggio a vuoto??!!! La prima cosa che faccio arrivata in città ovviamente è andare a visitare il Kunstmuseum.
Non essendoci una cartina esplicativa del percorso museale (grave pecca miei cari svizzeri perfettini!) inizio a girare per le sale del primo piano del museo dedicate all’arte anteriore al ‘900, poi con ansia sempre maggiore salgo al secondo piano e finalmente nella terza sala eccola lì finalmente la mia “La sposa del vento“!!!

La Sposa del vento

La storia de La sposa del vento


A parte la sua bellezza oggettiva, il quadro, chiamato anche “La tempesta“, ha una storia interessante, essendo strettamente legato alla vita privata del suo autore. Rappresenta infatti lo stesso Kokoschka e il grande amore della sua vita, Alma Mahler, vedova del grande compositore e musicista viennese (donna dai molti amori, sposò Gropius e forse fu amante di Klimt), passione intensa e tormentata che viene espressa perfettamente in questa opera.

Alma Mahler
La bellissima Alma

Il legame tra i due durò solo pochi anni, ma segnò profondamente la vita e l’opera del pittore: Kokoschka, ossessionato dal ricordo di Alma, si fece creare una bambola che riproduceva esattamente le fattezze della donna. Con questa bambola girava in carrozza, partecipava alle feste, per lei comprava vestiti alla moda e la ritrasse in vari quadri, fino al giorno in cui finalmente la fece a pezzi, liberandosi (forse) del ricordo di Alma.

io davanti al quadro
La bambola

Per chi volesse saperne di più consiglio il piccolo libro che Andrea Camilleri ha scritto su questa storia: “La creatura del desiderio” Edizioni Skira 2014.