Quando si parla di Carcassonne si pensa subito alla sua celebre cittadella fortificata, entrata nel 1997 a far parte della lista dei beni patrimonio universale UNESCO e secondo sito turistico più visitato in Francia dopo Mont-Saint-Michel.
In realtà Carcassonne è formata dalla città bassa, che occupa le rive del fiume Aude a ovest, e dalla città alta, la celebre Cité situata sulla collina che domina il fiume. La città vecchia è circondata da una doppia cerchia di mura con 52 torri e ospita il castello comitale e la basilica di Saint-Nazaire.

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La storia di Carcassonne
La città gallo-romana
Le tracce di un oppidum fortificato sono stati riportate alla luce dagli scavi archeologici e i resti di ceramiche e anfore campane ritrovati testimoniano che questo luogo era un importante crocevia commerciale già nell’Età antica.
Nel 122 a.C. la regione venne annessa dai Romani alla Gallia Narbonense: sotto di loro, la piccola città gallo-romana di Carcaso, che divenne la capitale della colonia Julia Carcaso, prosperò grazie al commercio del vino. Dal III secolo la città venne protetta da una prima serie di bastioni. Questa prima cinta muraria fu costruita in epoca gallo-romana durante le invasioni barbariche: era ampia 3 metri e alta tra i 6 e gli 8 metri, lunga 1.200 metri, si è ben conservata nella parte nord della cittadella, come si riconosce dai muri formati da pietre intervallate da file di mattoni, e servì come base per l’attuale cinta muraria. Questo bastione proteggeva la città dagli attacchi esterni consentendo il controllo dei transiti sulla strada sottostante.

Il bastione conserva ancora alcune torri romane del 4° secolo, che si riconoscono dalla forma a U con la parte curva verso l’esterno. In origine queste torri erano coperte con tegole piatte: Viollet-le-Duc le volle far ricoprire con tetti conici come quelle più moderne, ma negli anni ‘60, le tegole furono reintrodotte, facendo perdere così l’unitarietà del restauro.
Le torri di La Marquière, Samson e del Moulin d’Avar sono in parte intatte e testimoni di questo primitivo recinto.
Tra il 413 e il 435 la cittadella fu occupata alternativamente dai Romani e dai Visigoti e godette di una relativa pace politica fino al regno di Alarico II. Nel 725, la città fu conquistata dai Musulmani fino a quando venne ripresa dai Franchi di Pipino il Breve nel 759.
Al periodo dell’occupazione saracena risale la leggenda della Dama Carcas. Carlo Magno aveva cinto d’assedio la città e il re Ballak era stato ucciso. Dopo cinque anni, la popolazione era giunta ormai allo stremo, e da mangiare era rimasto solo un maialino e del grano: la moglie di Ballak, Carcas fece ingozzare di grano l’animale e lo fece buttar giù dai bastioni. Carlo Magno vedendo che gli assediati avevano ancora tanto cibo da potersi permettere di buttarlo, tolse l’assedio, ma venne subito richiamato indietro per stabilire la pace. Oggi, il viso della dama scolpito sulla porta Narbonense saluta i visitatori.
Il periodo feudale
Sotto la famiglia Trencavel, dal 1082 al 1209, la città conobbe un grande sviluppo. Loro ordinarono la costruzione di molti edifici, compreso il castello nel 1130.

Nel 1208, papa Innocenzo III promosse la crociata albigese per combattere i catari. Il conte di Tolosa, accusato di eresia, e il suo principale vassallo, il Visconte di Trencavel, furono l’obiettivo dell’attacco. La città venne assediata dai Crociati. Raimondo Ruggero Trencavel si arrese molto rapidamente in cambio della vita dei suoi abitanti. Da quel momento in poi, la città divenne il quartier generale dei crociati.
A metà del XIII secolo Luigi IX ordinò la creazione della seconda cinta muraria in modo che la città potesse sostenere lunghi assedi e a questo periodo risale anche la costruzione del castello.
L’abbandono
A fine ‘600 Carcassonne perse la sua posizione strategica in seguito alla firma del Trattato dei Pirenei che stabiliva il confine tra Francia e Spagna nella sua posizione attuale. La città venne gradualmente abbandonata dai suoi abitanti più agiati e divenne un quartiere povero occupato dai tessitori, che costruirono le loro baracche addossate alle mura.
Il restauro
Nel 1843 l’architetto Eugène Viollet-le-Duc, impegnato nel cantiere di Notre-Dame de Paris, venne chiamato per il restauro della Basilica di St. Nazare e ne diresse i lavori dal 1846 al 1864, mentre nel frattempo veniva effettuato il graduale abbattimento delle casupole che occupavano i bastioni esterni. In quell’epoca il castello era in rovina e le mura venivano utilizzate come cave di pietra dai muratori. Nel 1853 Viollet-le-Duc presentò un primo progetto di restauro, che venne portato avanti fino al 1862, quando propose una completa ristrutturazione di tutta la cittadella. Alla sua morte, il suo assistente, Paul Boeswillwald completò il programma di restauro nel 1910. La ricostruzione operata da Viollet-le-Duc è stata oggetto di molte critiche, in quanto l’architetto si prese molte libertà rispetto a quella che era stata la realtà storica, ma secondo le sue parole “Restaurare un edificio non significa mantenerlo, ripararlo o rifarlo, è restaurarlo in uno stato tale che potrebbe non essere mai esistito“.

La visita della Cité di Carcassonne
Premetto subito che visitare la Cité una domenica estiva, come ho fatto io, non è la migliore delle idee, visto che il luogo è letteralmente invaso dai turisti. Io l’ho raggiunta facilmente in treno da Tolosa: dalla stazione ci vuole una camminata di circa 30 minuti per arrivare ed onestamente, con una temperatura che superava i 37 gradi, non è stata molto piacevole.
Prima di entrare nel borgo attraverso la porta Narbonnaise, si può fare il giro delle Lices, il grande spazio tra le due cinte murarie, che permette di distinguerne le varie epoche di costruzione: al periodo visigotico appartengono le torri basse e semicilindriche della cinta interna con pietre rozzamente squadrate, del XII secolo è il castello, di metà XIII è la cinta esterna con torri cilindriche e strette feritoie, al il regno di Filippo l’Ardito (fine XIII secolo) risalgono la porta Narbonense e la chiesa.

A partire dal XV secolo, con la creazione di cannoni in bronzo e palle in metallo, queste armi divennero più micidiali, ma a Carcassonne si continuò a contare sulla protezione data dalla doppia cinta di mura e ben poche piattaforme per i cannoni furono create. Il recinto era dotato di quattro porte principali che davano accesso all’interno della città, distribuite nei quattro punti cardinali: la Narbonnaise, la Porte Saint-Nazaire dotata di quattro torri di guardia a protezione della basilica di Saint-Nazaire situata appena dietro, la Porte dell’Aude affacciata sull’omonimo fiume e la Porte di Bourg o di Rodez.
Accanto alla porta Narbonense si apre la tour du Trésau. Nella torre del tesoro erano conservati gli archivi, i sigilli e oggetti preziosi: era alta 30 metri su 5 piani e fornita di pozzo e scorte di cibo in modo tale da essere autosufficiente. La sala per le guardie era dotata di caminetto e latrine. Delle 52 torri, la tour Pinte, una torre di guardia, è la più alta e una delle poche di forma quadrata e la tour de la Vade la più possente della cinta esterna.

Una volta entrati nella cittadella si cammina nelle stradine fiancheggiate da negozi e ristoranti. In aggiunta alle due principali attrazioni, il castello e la chiesa, ci si può divertire con i bambini nel Campo medievale e si possono visitare il Museo dell’Inquisizione e la Casa stregata. Nell’Ufficio del Turismo si può prenotare la visione di un film in realtà aumentata che racconta la storia del luogo.
Il Castello
Mentre il resto della Cité è sempre aperto e accessibile gratuitamente, la visita al castello è a pagamento.
L’entrata del castello che dava sulla città avevo un efficace sistema di difesa con due saracinesche, una massiccia porta e una caditoia. Le saracinesche erano azionate da due punti diversi, non in comunicazione tra loro, per evitare possibili tradimenti dei soldati mentre l’entrata era anche difesa da due torri con feritoie per tirare con le balestre.

Sui bastioni c’era una galleria in legno come difesa aggiuntiva durante gli assedi: delle aperture nel pavimento permettevano di far cadere pietre e frecce incendiarie. Anche il muro esterno aveva aperture per tirare le frecce: le parti in legno erano coperte da pelli di animali per proteggerle dal fuoco. Al suo interno il castello ospita una bella raccolta di sculture e una volta finita la visita degli ambienti, si può percorrere la cinta delle mura esterne.


La Cattedrale di St-Nazaire
La tradizione fa risalire la fondazione di questa chiesa al VI secolo, durante il regno di Teodorico. Della cattedrale carolingia voluta dai Trencavel non rimane più nulla: le parti più antiche di questa splendida chiesa in stile romanico risalgono al XII secolo e si distinguono nella facciata, nella navata e nella cripta.

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La cattedrale fu ampliata tra il Due e il Trecento in stile gotico fiammeggiante con un transetto e un coro molto slanciati e bellissime vetrate. La ristrutturazione di Viollet-le-Duc riguardò soltanto gli esterni lasciando fortunatamente intatti gli interni romanici e gotici.

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Per tutte le info => www.tourisme-carcassonne





Che forte!!!!!Ci sono stata il weekend scorso, che casualità! Devo dire che d’inverno è molto più vivibile, mi dicono infatti che in estate sembra di essere sulle Ramblas di Barcellona. Io ho fatto anche il giro nella città bassa e sono arrivata al Canal du Midi però in cambio non sono entrata nel castello. Ne scriverò presto anch’io sul mio blog, eheheheh 🙂 un abbraccio!
Esatto, è affollato come le Ramblas!
Che incanto, pensa ci sono stata da bambina insieme alla mia mamma e alla sua amica che era originaria di questa zona, dalle tue immagini e racconto qualcosa è risalito alla mente ma adorerei vederla ora per gustare veramente la sua bellezza
Ricordo di averne sentito parlare di Carcassone a scuola ma non l’avevo mai considerata come destinazione di viaggio. Sia il castello che la Cattedrale devono essere bellissime da visitare.
Ci sono stata più di 20 anni fa di passaggio, ma che meraviglia Carcassonne! Ultimamente sto rivalutando la Francia, potrei anche tornarci per una visita più approfondita. Grazie degli spunti.
Carcassonne è una piccola perla: situata in posizione strategica conserva tutto il fascino delle città medioevali con le sue torri, le sue fortificazioni e le sue mura. É da tanto tempo che la voglio visitare ma non ne ho ancora avuto occasione, spero dunque di rimandare prestissimo!
Me ne parlava sempre il mio prof di arte di questa città, perché diceva che era magica e sicuramente da visitare. Non ne ho mai avuto la possibilità però!
Per me è un pò finta, rispetto ai tanti bellissimi borghi e castelli che abbiamo in Italia
Eh nulla mi sono commossa con il tuo articolo!
Sono tornata piccina a quando tornavo in Francia dalla mia famiglia e durante l’estate si andava al sud.
Siamo stati a Carcassonne più volte e ne ho dei bellissimi ricordi!
Grazie!
sicuramente visitarla da bambina sarà stato eccitante
Ho scoperto dell’esistenza di questa cittadina in un modo davvero particolare…da un gioco da tavola che si ispira proprio a questa città-fortezza! Sarei proprio curiosa di visitarla
Ma pensa te, non lo sapevo!
Chissà quale sarà la stagione giusta per visitarla? Con i miei genitori eravamo stati a Carcassone secoli fa, durante il periodo di Pasqua, e ha praticamente diluviato per tutto il tempo. In ogni caso, nonostante il tempo infelice, ne ho dei bei ricordi. Ma forse sarebbe ora di rispolverarli e decidermi a organizzare un altro viaggio da quelle parti!
Di sicuro non in estate, davvero troppo caldo e troppa folla!
Ci fermiamo a Carcassone ogni volta che andiamo on the road in Francia o verso la Spagna. per noi ormai è un’appuntamento fisso. La cosa che più mi piace è la sua staticità. Sempre ferma nel tempo ma un passo avanti … mangiare nelle locande del centro ha un fascino particolare.
Noi abbiamo fatto sosta in una boulangerie con un bellissimo giardino tranquillo