Il dipartimento dell’Aisne, situato a circa un’ora di distanza da Parigi, è stato spesso teatro di combattimenti feroci, specialmente durante le due guerre mondiali, in quanto ultimo baluardo a difesa della capitale francese. Visitando la regione, ci si imbatte facilmente nelle memorie di questi tragici momenti: cimiteri di guerra,  monumenti commemorativi o l’alboreto sorto dove un tempo c’era il villaggio di Craonne distrutto durante i combattimenti del conflitto 15/18 ci mostrano sul campo la dura realtà di questi eventi. La Caverne du Dragon, posta lungo il Cammino delle Dame, è uno dei siti della Grande Guerra più visitati in Francia e sono tornata appositamente nell’Aisne per saperne di più su questo luogo così rappresentativo.

Le Chemin des Dames

Le Chemin des Dames è una strada lunga 26 km che si estende lungo un plateau calcareo, situato tra le città di Laon, Soissons e Reims. Nel XVIII° secolo prese il nome da Adelaide e Vittoria, figlie di Luigi XV dette Dames de France: affinché raggiungessero senza troppi scossoni il castello della Bôve, la proprietaria, Françoise de Narbonne-Lara, dama d’onore di Adélaïde, ne fece pavimentare la superficie.

L’altopiano è un banco di pietra calcarea chiamata Lutétien che si è formata 45 milioni d’anni fa con il ritirarsi degli oceani: nella pietra è ancora possibile vedere tracce di conchiglie e molluschi. Nel corso dei secoli il calcare è stato utilizzato per costruire i principale edifici religiosi della regione, come le cattedrali di Laon e Reims.

Data la posizione strategica tra le valli dell’Aisne a sud e dell’Ailette a nord, questo altopiano è stato terreno di battaglia fin dai tempi di Giulio Cesare, le cui legioni si scontrarono con una coalizione dei Galli belgi nella  prima battaglia dell’Aisne nel 57 a.C. Un altro celebre condottiero, Napoleone, combatté nel marzo 1814 la battaglia di Craonne durante la Campagna di Francia.

Ma fu nella Prima Guerra mondiale che l’altopiano rivelò tutta la sua importanza strategica. Dopo la prima battaglia della Marna, 13 settembre 1914, i tedeschi si ritirano su queste alture per respingere gli attacchi francesi e britannici, ma nonostante i molteplici assalti, le truppe anglo-francesi vennero fermate sul plateau e poterono solo scavare le prime trincee.

Nel 1917 lo Chemin des Dames si trovò al centro degli eventi militari. Decidendo di attaccare il 16 aprile tra Soissons e Reims, il generale francese Nivelle contava sulla sorpresa per ottenere una vittoria decisiva, forte di un milione di uomini e iniziò l’offensiva anglo-francese con un violento bombardamento. Il cattivo tempo e il dominio aereo tedesco impedirono un’analisi accurata del terreno e tutti gli attacchi francesi vennero  respinti dalle ben posizionate truppe tedesche. Il primo giorno l’esercito francese, appoggiato da battaglioni senegalesi, perse oltre 40.000 uomini; il cattivo tempo e l’incapacità di evacuare e curare i feriti condussero ad un fallimento che provocò una crisi di fiducia senza precedenti nell’esercito francese, con migliaia di insubordinazioni e diserzioni e 5.000 soldati condannati alla prigione.

I combattimenti continuarono sullo Chemin des Dames per tutta l’estate fino a ottobre quando la vittoria francese di La Malmaison (23 ottobre 1917) portò i tedeschi ad abbandonare l’altopiano e a ritirarsi a nord dell’Ailette. Il 27 maggio 1918, è sullo Chemin des Dames che Ludendorff lanciò un attacco vittorioso che permise ai tedeschi di raggiungere rapidamente Soissons e Château-Thierry.

L’Aisne fu di nuovo un campo di battaglia durante la Seconda Guerra mondiale. Nel 1941, il nord del dipartimento dell’Aisne passò nella zona proibita, collegato direttamente al comando militare tedesco. I tedeschi erano presenti intorno al Chemin des Dames con diversi grandi campi di aviazione da cui bombardano l’Inghilterra. Inoltre venne proposto a Hitler di creare un grande complesso militare all’estremo ovest del Chemin des Dames tra i villaggi di Laffaux e Margival per ospitare il quartier generale tedesco destinato a coordinare l’invasione della Gran Bretagna: il complesso fu battezzato dai tedeschi “Wolfsschlucht II”, “il burrone del lupo 2”.

La Caverne du Dragon

Durante la Grande Guerra, in Francia le antiche cave di estrazione della pietra vennero utilizzate per scopi militari e questo accadde anche nell’Aisne. Le truppe tedesche e francesi si contesero questa antica cava probabilmente sfruttata a partire dal XVI° secolo, sullo Chemin des Dames. Situata 14 metri sotto la superficie, la cava era conosciuta semplicemente con la Creute ed  è stata esplorata fin dal XVIII° secolo: sui muri si possono ancora leggere incisi i nomi di qualche coraggioso visitatore, come un certo Jean Bernier nel 1784. Nel ‘900 la caverna fu utilizzata come deposito di attrezzi e materiali agricoli.

Quando i soldati tedeschi strapparono la Caverna del Drago ai francesi nel gennaio 1915, furono in grado di dominare l’altopiano vicino alla fattoria di Hurtebise. Il rifugio era una posizione strategica perché permetteva attacchi e ritiri a sorpresa sullo Chemin des Dames. Protetti dal freddo nonostante una forte umidità, i soldati tedeschi trasformano la famosa “creuta” in una vera e propria caserma con postazioni di tiro, muri antigas e una rete elettrica.

Mentre i morti si accumulano nelle trincee, si mise in atto la sistemazione tedesca nelle gallerie sotterranee creando dormitori, una cappella, un pozzo, un posto di soccorso e persino un cimitero.

Il 25 giugno 1917, dopo il fallimento dell’offensiva del generale Nivelle, i soldati francesi ottennero una vittoria simbolica: riconquistarono la Caverna del Drago respingendo  gradualmente i tedeschi in fondo alla crueta. Da quel momento  fino all’ottobre 1917, quando l’esercito tedesco si ritirò sulle alture della valle dell’Ailette, i nemici coabitarono nella caverna separati da muri interni:  i francesi nella parte sud del complesso, che si affacciava sulle loro linee, i tedeschi sul lato nord. Vi erano 7 uscite oltre all’ingresso principale e probabilmente i fumi che fuoriuscivano da questi ingressi ispirarono ai tedeschi il nome di “Drachenhöhle” come la tana del Drago dei miti Wagneriani.

Per confondere le informazioni dei francesi, i tedeschi rinominarono tutte le cave occupate lungo il Cammino delle Dame e questa caverna prese il nome di BosporusHöhle – la Cava del Bosforo. Tutta l’area dello Chemin des Dames tornò ai francesi solo il 10 ottobre 1918, un mese prima dell’armistizio dell’11 novembre.

Nel 1969, dopo la commemorazione del cinquantenario della fine della Grande guerra, la Caverna divenne un museo per la volontà di mantenere il ricordo di questo luogo, allora ancora poco conosciuto. Venne lanciato un appello per ritrovare oggetti, documenti, armi ed uniformi da esporre.

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Nel 1995 il museo passò dal Dipartimento dell’Aisne e il nuovo edificio che ospita il centro visitatori progettato dall’architetta  Nasrine Seraji-Bozorgzad venne inaugurato il 5 luglio 1999. Sulla terrazza all’ingresso del complesso è stata collocata un’opera di Haim Kern “Non hanno scelto la loro sepoltura”, eretta inizialmente a Craonne, ma successivamente vandalizzata e rubata e ricreata per essere posizionata qui. A pochissima distanza, dal terreno si ergono delle alte e sottili silhouttes nere: si tratta delle nove sculture in legno create da Christian Lapie nel 2007, in occasione del 90° anniversario dell’offensiva, per ricordare i soldati senegalesi che furono duramente impegnati nei combattimenti.

La visita della Caverna del Drago

Avvicinandosi al complesso, si rimane colpiti dal suono degli scoppi che risuonano nell’aria tutt’intorno: viene infatti riprodotto quello che doveva essere il rumore dei sanguinosi combattimenti avvenuti nelle campagne circostanti. Ogni anno, in tutta l’Aisne, vengono ancora raccolti centinaia di chili di proiettili e residuati bellici ed alcuni luoghi sono interdetti al passaggio perché pericolosi.

Ho avuto la fortuna di visitare la caverna con una guida riservata solo a me che, in un misto di italiano, francese ed inglese mi ha aiutato a capire come tanti uomini vissero in questo luogo. Fa impressione visitare questi ambienti così spogli, cupi, a volte opprimenti e pensare che questo fosse un luogo dove i soldati potevano riposarsi prima di tornare a combattere. Se questo era una sorta di rifugio sotterraneo, quale inferno doveva essere la vita sù, in superficie? Foto ed oggetti ci mostrano piccoli segni di normalità, un libro, carte da gioco, qui si svolsero anche la messa e la cena di Natale. Alcune scritte sui muri testimoniano l’occupazione tedesca, inoltre lungo il percorso sono in mostra reperti bellici e pannelli fotografici. Molto suggestiva è l’installazione “Le torce della memoria”, costituita da una serie di luci inserite in una griglia luminosa, che evoca un campo di battaglia attraversato dalle trincee e i soldati caduti.

Per tutte le info =>chemindesdames.fr

Ph copertina Caverne du Dragon©CD02