Il motivo principale che mi ha spinto a cercare un sitting a Manchester è stato visitare l’Imperial War Museum North. Chi mi segue avrà visto che ho già visitato le sedi di Londra e di Duxford di questo museo e le Churchill War Rooms, appartenenti alla stessa istituzione e quindi mi sembrava giusto continuare la conoscenza di questi bellissimi musei: mi manca solo di andare a vedere l’HMS Belfast e avrò finito!

L’Imperial War Museum di Manchester

L’Imperial War Museum North è stato inaugurato nel 2002 diventando subito uno degli edifici simbolo della città, grazie al suo profilo inconfondibile. È situato nella zona di Trafford, a poca distanza dal celebre stadio Old Trafford. La scelta della location non è stata casuale: a causa della sua vicinanza dai moli della città, Trafford Park fu uno degli obiettivi principali dei blitz tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale, che causarono ingenti danni alle fabbriche e ai magazzini della zona. Il museo è sorto dove una volta c’era un silos del grano e durante gli scavi per le fondamenta sono stati ritrovati frammenti di proiettili e bossoli. La presenza del nuovo museo ha fatto da catalizzatore per la riqualificazione di tutta la zona dei Quays.

Le condizioni fissate dal museo per il progetto erano:

l’I.W.M. non doveva essere un museo di storia militare, ma mostrare l’impatto della guerra sulle persone;

doveva essere un luogo dove i visitatori potessero capire cosa si prova a vivere durante un conflitto;

l’edificio doveva essere qualcosa da visitare per se stesso e non solo per il suo contenuto.

L’architettura dell’Imperial War Museum di Manchester

L’I.W.M. North è stato il primo edificio costruito nel Regno Unito dal celebre architetto Daniel Libeskind. Nato in Polonia da genitori ebrei sopravvissuti all’Olocausto, Libeskind è l’autore di edifici famosi come il Museo Ebraico di Berlino e del progetto di Ground Zero con la Freedom Tower.

L’edificio è composto da tre elementi architettonici principali, chiamati “shard” ossia schegge, connessi l’uno con l’altro. L’idea è quella di un globo diviso in frammenti e riassemblato: l’intersecarsi di questi frammenti, che rappresentano terra, aria e acqua creano la forma del museo.

Lo shard Terra ospita le gallerie del museo, nello shard Aria c’è l’entrata principale e spazi educativi mentre nell’Acqua si trova una piattaforma panoramica con il ristorante.

Le forme e gli spazi sono volutamente disorientanti, come succede nel Museo Ebraico di Berlino, per la volontà di Libeskind di far sperimentare ai visitatori la natura destabilizzante della guerra. Non ci sono angoli retti nel vasto spazio espositivo, nessuna luce naturale filtra all’interno e la temperatura cambia in alcuni punti, il pavimento è inclinato di circa 8 piedi, sia per imitare la curvatura della Terra che per aumentare la sensazione di disorientamento delle persone. L’illuminazione ricorda i fasci di luce dei proiettili traccianti o dei proiettori utilizzati per rischiarare le città oscurate.

La visita dell’Imperial War Museum di Manchester

Come il suo fratello londinese, l’ingresso dell’I.W.M. North è gratuito (non è così per le altre sedi del museo). Il grande spazio espositivo è composto da cinque sezioni:

  • Prima Guerra mondiale 1914 – 1918
  • Tra le due guerre 1919 – 1939
  • Seconda Guerra mondiale 1939 – 1945
  • La Guerra fredda 
  • 1946 – 1989
  • Nel nuovo secolo 1990 – ad oggi

All’interno di queste sezioni, ci sono sei esposizioni minori chiamate Silos:

  • Esperienza di guerra
  • Le donne e la guerra
  • Le tracce della guerra
  • l’Impero, il Commonwealth e la guerra
  • Scienza, tecnologia e guerra
  • Eredità di guerra

Attraverso gli oggetti si vogliono raccontare le storie personali di tante persone mostrando come le guerre abbiano impattato sulle loro vite. Se la sede di Londra è più ampia ed articolata e molto più ricca di materiali, qui l’attenzione è rivolta più che alla Storia con la S maiuscola alle storie private di chi i conflitti li ha subiti.

Molto efficaci e d’impatto sono i 6 filmati multimediali che vengono proiettati a rotazione ogni ora sulle altissime pareti della sala; i due che ho visto mi hanno davvero fatto venire le lacrime agli occhi  e credo che da soli valgano la visita del museo.

Oltre agli oggetti legati materialmente alle vicende belliche, il North ospita anche opere d’arte contemporanea: davvero scenografica è la grandiosa cascata di papaveri in ceramica fatti a mano situata nello shard Aria, opera che era stata esposta in vari luoghi prima di trovare la sua sede definitiva qui. È formata da circa 10.000 fiori, ognuno dei quali rappresenta una vittima della Prima Guerra mondiale. Nel Regno Unito i papaveri sono il simbolo del Remembrance Day, il giorno del ricordo di coloro che sono caduti in guerra. I papaveri crescevano numerosi sui campi di battaglia del primo conflitto mondiale (a quanto pare le polveri da sparo erano ottimi fertilizzanti) rendendo meno squallidi i tristi paesaggi e molti soldati ne mandavano i fiori essiccati nelle lettere spedite a casa.

Per tutte le info =>www.iwm.org.uk/

Pallone di sbarramento contro gli attacchi aerei

Ph. copertina John M. via Wikicommons