Durante un soggiorno a Jyväskylä, irrinunciabile è una visita al museo dedicato ad Alvar Aalto, uno dei più importanti architetti del 20° secolo. La scelta di Jyväskylä  come sede di questo museo non è certo casuale, visto che in questa città Aalto visse e lavorò e qui è presente il maggior numero al mondo di edifici progettati dal suo celebre concittadino.

Il nuovo Museo Alvar Aalto

Il nuovo museo dedicato ad Aalto è stato inaugurato il 27 maggio 2023 per celebrare il 125° anniversario della sua nascita. Riunisce due edifici progettati dell’architetto: il Museo della Finlandia centrale e  l’originario Museo Aalto, che è stato chiuso per rinnovamento per due anni e connesso al vicino Museo della Finlandia Centrale per creare così l’Aalto2 Museum Centre, posizionato accanto al campus dell’Università di Jyväskylä. Responsabile del progetto di estensione e della ristrutturazione del due musei è lo studio A-Konsultit Architects.

Ph. Alvar Aalto Museum

Il Museo della Finlandia centrale

Il Museo della Finlandia centrale, detto anche KeMu, racconta la storia e le caratteristiche di questa regione, spaziando dalla preistoria ai giorni nostri e mostrando la vita dei suoi residenti nei diversi secoli. L’allestimento è molto suggestivo e mostra ambienti e scene di vita tipiche.

Il museo fu fondato nel 1932 e inizialmente era ospitato in un piccolo edificio nel centro città. Negli anni ’50 Aalto donò il progetto per una nuova struttura a dimostrazione del suo attaccamento verso la città: il nuovo museo fu inaugurato nel 1961 ed ampliato nel 1991 da Elissa Aalto.

Accanto a esso, nel 1973 fu costruito il Museo Aalto, che già in origine prevedeva un corridoio che unisse i due edifici.

Il Museo Alvar Aalto

Aalto è riconosciuto come uno dei padri dell’architettura moderna e il suo successo è dimostrato dai circa 300 edifici progettati e dai numerosi pezzi di arredamento creati, molti ancora in produzione: la mostra introduce alle sue realizzazioni più interessanti, realizzate nel mondo in grande trasformazione della prima metà del 20° secolo.

Il Museo Alvar Aalto è parte della Alvar Aalto Foundation e custodisce il materiale e l’eredità intellettuale del celebre architetto e designer e delle sue due mogli, Aino e Elissa Aalto, anch’esse architette e sue partners lavorative. La Fondazione cura anche la Muuratsalo Experimental House a Jyväskylä e la casa e lo studio di Aalto ad Helsinki, che richiamano gli amanti dell’architettura da tutto il mondo.

Alvar Aalto

Hugo Alvar Henrik Aalto nacque nel piccolo villaggio di Kuortane e a cinque anni si trasferì con la famiglia a Jyväskylä per frequentare la scuola. Dopo il liceo, andò a studiare al Politecnico di Helsinki, l’unico posto in Finlandia dove, all’epoca, s’insegnava architettura. Dopo aver esercitato per due anni nella capitale, aprì uno studio a Jyväskylä: qui assunse come assistente la giovane architetta Aino Marsio, che sposò: in luna di miele la coppia venne in Italia, dove la conoscenza dell’architettura rinascimentale esercitò una grande influenza su di loro.

Ph. Alvar-Aalto-saatio_Foundation

Nel 1927, Aalto vinse il concorso per l’edificio della Cooperativa agricola della Finlandia sud-occidentale e si trasferì a Turku. A quel tempo, Turku con il suo porto rivolto verso la Svezia, era una porta d’ingresso attraverso la quale gli ideali di modernità entrarono in Finlandia e questo trasferimento permise alla coppia di assumere una dimensione più cosmopolita e li portò ad adottare il nuovo stile internazionale del funzionalismo.

Nel 1933 la fama di Aalto si consolidò anche all’estero e lui tornò ad Helsinki, ma la capitale non era ancora aperta ai nuovi movimenti e così Aalto si dedicò a costruirsi la casa, dove visse per tutta la sua vita e il suo primo studio. 

Quando questo primo studio divenne troppo piccolo per il suo crescente staff, venne acquistato un terreno per costruirne uno nuovo. Secondo le parole dello stesso Aalto “l’architettura non può essere creata in un ambiente che assomiglia ad un ufficio, ma è essenziale costruire uno speciale edificio”: in uno studio d’architettura si doveva creare un ambiente che permettesse lavoro e creatività. Questa idea portò ad un edificio diviso in due zone: gli architetti lavoravano in una luminosa stanza, che era essenzialmente lo spazio di lavoro di Aalto, mentre il cortile era pensato per i momenti ricreativi. Successivamente fu aggiunta un’area pranzo dove un cuoco cucinava per tutto lo staff. Alla morte di Elissa, l’edificio è diventato sede della Fondazione.

La casa degli Aalto rifletteva lo stile adottato negli anni trenta con un forte uso del legno e la stretta connessione tra l’edificio e la natura che lo circonda. Questo progetto anticipò Villa Mairea a Pori, che divenne il suo manifesto, unendo materiali e forme moderne con la tradizione. 

Ph. Ninara via Wikimedia Commons

Nel 1937 il gruppo industriale Ahlström commissionò ad Aalto i progetti per delle case monofamiliari standardizzate per migliorare le condizioni di vita dei propri operai. La fabbrica Varkaus inizio a produrle e le prime vennero installate a fine anni ’30. Il punto focale era il salotto, comunicante con la piccola cucina dove c’era spazio solo un piccolo tavolo. Essendo ormai ritenuto poco igienico dormire in cucina, le case avevano camere da letto separate e spesso il bagno interno. 

Questo primo progetto di case standardizzate fu aggiornato  per creare il cosiddetto AA-system di case prefabbricate, che nel periodo della ricostruzione nel dopo guerra furono costruite ovunque in Finlandia.

L’unica poltroncina originale rimasta della biblioteca di Vyborg

La fine della Seconda Guerra mondiale lo portò a meditare su come la Finlandia potesse essere ricostruita, e a lavorare sullo sviluppo di case prefabbricate e nella pianificazione delle città: in questo l’aiutò soggiornare in America nella sua veste di visiting professor al MIT di Cambridge. Nel 1949, la morte della moglie Aino, responsabile del design di tutti gli interni degli edifici di Aalto, provocò in lui un’enorme crisi. Nel 1952 si sposò in seconde nozze con la giovane architetta Elsa-Kaisa (Elissa) Mäkiniemi e con lei progettò come loro casa estiva la Muuratsalo Experimental House sul lago Päijänne a Jyväskylä.

Negli anni ’40 Aalto lavorò a molti piani urbanistici regionali e ai master plans per le città di Oulu e Rovaniemi, arrivando alla conclusione che il layout dei centri città aveva una maggiore importanza per il futuro sviluppo cittadino rispetto ai master plan: una volta creato il cuore dell’organismo urbano infatti, la città può svilupparsi liberamente intorno ad esso: nella sua visione la città è connessa alla natura come le radici di una pianta sono integrate e sviluppate nel suolo.

Visitare il nuovo Museo Aalto

Il nuovo polo museale ospita una hall comune ad entrambi i musei, aree espositive per mostre temporanee (io ho potuto visitare una mostra sulla cultura della sauna finlandese e una sui beni patrimonio dell’umanità UNESCO), una caffetteria e l’Aalto2 Museum Shop con una selezione di oggetti del marchio Artek disegnati da Aino e Alvar Aalto. Aalto fu uno dei co-fondatori del marchio Artek: progettare gli arredi era per la coppia il naturale prolungamento del loro lavoro di architetti. Il loro primo lavoro furono i mobili per il sanatorio di Paimio e grazie allo stile innovativo dei complementi d’arredo, in Europa Aalto fu famoso prima come designer che come architetto.

Per maggiori info =>aalto2.museum

Ph. Maija Holma Alvar Aalto Foundation

Per gli appassionati, esiste la Alvar Aalto Route – 20th Century Architecture and Design, inserita nell’elenco degli Itinerari culturali del Consiglio d’europa, che raccoglie oltre 60 opere dell’architetto distribuite in 5 stati.