Uno dei luoghi più suggestivi che s’incontrano lungo la Causeway Coastal Route sono le rovine di Dunluce, un antico castello costruito a picco sul mare, uno dei manieri più celebri di tutta l’Irlanda del nord, terra dove di certo i castelli non mancano!

Dunluce, che significa Fortezza possente, si trova arroccato sulla scogliera tra Bushmills e Portrush, raggiungibile da quest’ultima anche tramite un sentiero costiero. Per la sua spettacolare posizione, questo castello è stato utilizzato come ambientazione per set cinematrografici: infatti, anche se molto rimaneggiato dagli effetti speciali, Dunluce appare in “Game of Thrones” come il Castello di Pyke di Casa Greyjoy e sembra sia anche stato d’ispirazione per il grande Castello Cair Paravel delle  “Cronache di Narnia”.

Un pò di storia

Richard Óg de Burgh, 2° conte di Ulster, costruì un primo castello a Dunluce. Le rovine visibili oggigiorno furono costruite tra il 16° e il 17° secolo. Le parti più antiche sono due ampi torrioni sul lato est, quel che rimane della roccaforte costruita dai McQuillans dopo che divennero proprietari di questo territorio ai primi del ‘500. Successivamente il castello divenne la residenza del capo del clan MacDonnell di Antrim, (famiglia che discendeva dai MacDonald) che erano stati mercenari dei McQuillans e successivamente quella di John Mor MacDonald, 6° capoclan dei MacDonald di Scozia. Le storie delle alleanze e dei tradimenti tra i clan nord irlandesi (i McQuillans, gli O’Neills, i McDonnells, gli O’Donnells e gli O’Cahans) è pari, se non peggiore, della trama di Games of Thrones, ma senza i draghi!

Oltre alle lotte tra i clan, problemi c’erano anche con la corona inglese, preoccupata dal crescente potere dei MacDonnell. Nel 1584 la regina Elisabetta spedì un suo inviato ad occuparsi della questione, assediando e conquistando il castello, che però, dopo un pò, tornò a Sorley Boy del clan MacDonnell. Sorley Boy giurò fedeltà alla corona e suo figlio Randal fu nominato 1° Conte di Antrim da re James I. Nel 1588 un galeone dell’Invincibile Armada naufragò sulle rocce: i cannoni furono collocati sulle mura e il resto del carico fu venduto per trovare fondi per restaurare il castello. Nel 1594 gli irlandesi si ribellarono contro la corona, nella così detta Guerra dei nove anni.

I MacDonnells costruirono anche la città di Dunluce nel 1608 per trasferirci coloni scozzesi e aumentare gli scambi commerciali marittimi tra Ulster e Scozia. La città fu però rasa al suolo durante la rivolta irlandese del 1641 ed è stata riscoperta nel 2011: è possibile visitare anche i resti del villaggio.

Durante il regime di Oliver Cromwell, parte della città e dei terreni venne assegnata ai soldati che avevano combattuto per Cromwell. Con la restaurazione di Carlo II, il maniero tornò ai MacDonnell, ma ben presto la famiglia si trasferì nel castello di Glenarm, loro attuale sede: da allora in poi il castello è caduto man mano in rovina ed è stato utilizzato per costruire edifici vicini.

Anche se presa in carico dal Dipartimento per l’ambiente storico dell’Irlanda del Nord, Dunluce è ancora di proprietà dei MacDonnells.

Ph. Lucia Speziale

La visita del castello di Dunluce

Ho visitato il castello di prima mattina, subito dopo l’orario di apertura quando ancora non c’erano visitatori, per lo meno inizialmente. Il cielo quel giorno era grigio e cadeva una pioggerella che velava il paesaggio creando in lontananza una leggera nebbia e tutto contribuiva a creare un senso di solitudine ed isolamento che rendeva questo luogo ancora più suggestivo. Affascinata dalla magia del luogo, ho cercato d’immaginare come potesse essere stato duro vivere qui durante le lunghe notti invernali, con il mare in tempesta, i venti ululanti e il freddo e l’umidità che entravano nelle ossa e come invece potessero essere splendide le giornate estive che permettevano di godere dei bei panorami della campagna circostante. Per fortuna, ho finito la visita proprio mentre stava arrivando un pullman pieno di chiassosi visitatori che avrebbero tolto un pò di magia al luogo!

L’ingresso del castello è a pagamento. Superata la biglietteria si trova la zona più esterna  del complesso che comprendeva:

il birrificio, utilizzato per produrre birra e ale per il castello e la città;

le stalle. Ai lati dell’ingresso si possono notare dei gradini servivano a montare a cavallo. Gli scavi hanno portato alla luce resti di ossa di cavallo macellate, che dimostrano che questo tipo di carne fosse anche usato come cibo;

gli eleganti alloggi per gli ospiti, che erano costituiti da piccole stanze fornite di camino e finestre: una balconata esterna si affacciava sui giardini e sul campo di bocce.

Attraverso il ponte si supera il burrone che separa la terraferma dal castello: in origine c’era un ponte levatoio che venne sostituito da un arco in pietra e da un ponte di legno.

Superato l’ingresso si troviamo i resti del maniero, la residenza signorile, costruita da Randal MacDonnell nel 1620. Al primo piano c’era l’entrata principale e gli alloggi privati. Gli scavi hanno portato alla luce un edificio precedente, probabilmente residenza dei MacQuillan. Una finestra a bovindo è stata ricostruita per dare un’idea di come potessero essere quelle originali.

Tra le torri di nord-est e sud-est venne costruito il muro rivolto verso terra a protezione dell’edificio principale, dove vennero aperte due brecce per posizionare i cannoni recuperati dalla nave naufragata, la Girona.

Sul cortile interno si aprivano le cucine e altri alloggi: nella cucina sono ancora visibili i forni e il camino usati per preparare i pasti.

I sotterranei erano presenti molto prima che il castello fosse costruito, probabilmente come rifugio dagli abitanti del promontorio. Nelle rocce sottostanti il castello, una grande caverna nascondeva alcune barche per permettere la fuga verso l’isola di  Rathlin o la Scozia: un sentiero che scende verso il  mare raggiunge la grotta della sirena, che però è chiusa alle visite.

A questo luogo sono legate varie leggende. Una è quella di Maeve, la figlia di Lord MacQuillan. Per impedirle di sposare l’uomo che amava, fu rinchiusa nella torre di nord-est, ma una notte scappò per incontrare l’amato nella grotta della sirena e scappare con lui: purtroppo i due morirono in mare e pare che il suo fantasma infesti ancora il castello. Un’altra storia racconta che parte della cucina crollò in mare e si salvò solo un garzone che era seduto in un angolo, peccato solo che non sia mai successo!

Per tutte le info => discovernorthernireland.com

Ph. copertina Courtesy Visit Causeway Coast and Glens