Durante la mia prima visita nel Distretto dell’Aisne non avevo avuto modo di visitare le imponenti rovine del bellissimo castello di Coucy, opportunità che si è presentata fortunatamente durante il secondo blog tour nella regione. Anche se il tempo non mi è stato amico e ha piovuto a dirotto quel giorno, la visita non mi ha deluso, grazie anche all’accoglienza del curatore del sito e alle interessanti spiegazioni della bravissima guida Emma.

Un pò di storia
Secondo gli storici, il primo castello risale al 10° secolo: costruito dal vescovo Hervé era una semplice torre in legno. Il primo signore di Coucy fu Enguerrand de Boves (1042 circa-1116): grazie al matrimonio con Adele di Marle ottenne la signoria di Coucy, Marle e La Fère. Secondo la leggenda, Enguerrand partecipò alla prima Crociata. Una notte venne attaccato dai Mori: non avendo avuto il tempo di tirar fuori i suoi stendardi, strappò dei pezzi della suo giubba rossa trafilata di pelliccia che distribuì ai suoi uomini ed è così che nacque lo stemma di Coucy.
Ma il signore più celebre di Coucy fu Enguerrand III: nato nel 1182, era cugino del re Filippo Augusto. Il suo motto fu “Non sono un re, né un principe, un duca o un conte. Io sono il Signore di Coucy!” Fece costruire il castello dal 1220 al 1240, probabilmente utilizzando una costruzione più antica. Il sito era strutturato in tre parti: il villaggio, la corte inferiore e la corte superiore, per creare così tre successive barriere difensive.

Mappa del castello all’epoca di Enguerrand III
La parte più celebre del castello era il suo mastio: alto 54 metri con mura spesse 7 metri alla base, era il torrione più grande d’Europa, addirittura più alto del mastio del castello del Louvre a Parigi, residenza del re. Circondato da un fossato e da mura, all’interno era provvisto di un pozzo, camini, un forno e latrine e di tutto il necessario per resistere ad un assedio. Perché Enguerrand lo fece costruire? Sicuramente per mostrare la sua ricchezza e la sua forza e sfidare il potere del re.
Luigi d’Orléans, fratello del re Carlo VI, comprò la signoria di Coucy dalla figlia di Enguerrand VII e dal 1400 al 1407 completò i lavori iniziati da Enguerrand VII. Terminò la realizzazione della Sala delle Dame e della cappella. Il figlio Carlo, che rimase prigioniero in Inghilterra per 25 anni, trasmise al figlio, il futuro re Luigi XII, il castello che divenne così di proprietà reale dal 1498.
Durante la Fronda (1648-1653), il castello occupato rifiutò di sottomettersi a Luigi XIV, che nel 1652 ne ordinò lo smantellamento eseguito sotto la supervisione di Mazzarino. Nel 1856 divenne proprietà dello stato e restaurato, divenendo agli inizi del ‘900 uno dei luoghi più visitati di Francia, grazie anche al treno che portava li da Parigi. L’architetto Viollet-Le-Duc, celebre per i restauri di Notre-Dame a Parigi e di Carcassonne, si occupò di rafforzare la stabilità del torrione cingendolo con due robusti cerchi di metallo. Nel febbraio 1917 l’esercito tedesco arretrò nell’Aisne e l’area di Coucy fu evacuata. Per ordine del Generale Ludendorff, il torrione e le 4 torri angolari furono fatti saltare: furono necessarie ben 28 tonnellate di esplosivo per tirar giù il mastio!

© Reproduction Philippe Berthé / Centre des monuments nationaux
Lo storico dell’arte Paul Clemen, incaricato dal governo tedesco di proteggere i beni artistici nelle regioni occupate, si batté contro la sua distruzione, necessaria in quanto era un posto di osservazione troppo favorevole per il nemico, appellandosi anche al Kaiser. Le macerie del torrione non sono state rimosse e sono ancora visibili nel sito.
La visita del castello di Coucy
Il castello con il suo villaggio si trova su un plateau di calcare che domina la sottostante valle dell’Ailette: l’area del castello è lunga circa 665 metri per 450 e dell’anello di fortificazioni esterne rimangono ancora 2 km di mura e 30 torri. L’area comprendeva il villaggio, la corte esterna e quella interna.

Il villaggio è molto più antico del castello, si dice che re Clodoveo diede questo territorio al vescovo che lo aveva battezzato, San Remigio e da quel momento fino all’11 secolo Coucy fu di proprietà dei vescovi di Reims.
Oggi, come nel 13° secolo, si accede nel villaggio tramite 3 porte fortificate, la porta di Soissons, di Laon e quella di Chauny, le città più importanti nelle vicinanze. Quella di Laon è la più fortificata dato che si apre sul plateau ed è quindi la più scoperta. Una volta entrati si passa attraverso un altro accesso, la porta del padrone Odon, che aveva due grandi torri ai lati e due posti di guardia: in quella di sinistra adesso è posizionato il bookshop con la biglietteria.

Una volta superata la biglietteria, si esce nel grande spazio della corte esterna: nel Medio Evo probabilmente chi lavorava nel castello, servi, guardie, cuochi poteva vivere lì, ma verso la fine di quell’epoca sembra che sempre meno gente ci vivesse.
Gli scavi archeologici
La corte esterna è stata oggetto di scavi a partire dal 2018 che hanno portato alla scoperta delle cucine del XV secolo e al muro di cinta a sud, oltre ad un muro di X secolo. Quest’ultima è stata una scoperta molto importante per gli storici perchè, fino ad allora, si pensava che i resti più antichi fossero le rovine della chiesa, di XII secolo.
Le cucine
Molto importante è stata la scoperta delle grandi cucine volute da Luigi d’Orléans. Gli archeologi hanno scavato seguendo le indicazioni di un antico documento: erano ampie 15 metri per 27 con ben 4 camini, ma, a quanto pare, probabilmente non furono mai usate.
La Sala degli Uomini valorosi
La Sala degli Uomini valorosi, detta anche il Salone grande, fu una delle sale più grandi del Medioevo, lunga 60 metri e ampia 15. Fu costruita da Enguerrand III e ricostruita da Enguerrand VII, che la chiamò così per la presenza delle statue di 9 cavalieri presenti nelle nicchie, personaggi pagani, biblici e cristiani, che incarnavano l’ideale della cavalleria nell’Europa dell’epoca: Ettore, Alessandro Magno e Giulio Cesare – Giosuè, re David, Giuda Maccabeo – Re Artù, Carlo Magno e Goffredo di Buglione. Sopra di essa c’era la Cappella. Aveva finestre con vetri colorati così belli e preziosi che il fratello del re offrì di pagare 70 milioni di euro per averli!

La Sala delle Donne valorose
Enguerrand VII trasformò la primitiva fortezza in un palazzo principesco a metà del ‘400 e volle costruire questa sala per mostrare il suo potere e la sua ricchezza. La residenza già presente venne trasformata in uno splendido palazzo gotico su due piani: al secondo piano la camera da letto del signore fungeva anche da sala semi pubblica. Fu Luigi d’Orleans a creare un camino monumentale adornato da 9 statue raffiguranti celebri donne coraggiose, i cui nomi furono tratti da un lungo poema duecentesco scritto da Jacques de Longuyon.

Ricostruzione del camino di Viollet-le-Duc
I sotterranei
La grandezza delle cantine sotterranea è spettacolare: si tratta di due ambienti lunghi 57 metri e ampi quasi 12, separati da pilastri che reggono grandi arcate. Erano dotate di condotti verticali di areazione per mantenere le provviste che vi erano stoccate. Sui muri, qui come in altre parti del castello, sono visibili i marchi dei tagliapietre che segnavano il lavoro svolto, dato che non venivano pagati a giornata, ma a pezzi di muro costruiti.

Il Castellano di Coucy
C’era un famoso trovatore a Coucy, conosciuto grazie a due manoscritti che raccontano la storia del castellano, colui che si occupava del castello quando il signore non era presente: il suo nome forse era Guy de Coucy. Le sue canzoni d’amore si sono tramandate fino a noi. La leggenda vuole che s’innamorò (ricambiato) della Signora di Fayel: il marito di lei, però non la prese benissimo e morto il povero Guy, costrinse la moglie a mangiarne il cuore.
Guardando oltre le mura del castello, potrete notare le capre che placide pascolano nei prati circostanti: sono così famose da avere un account IG a loro dedicato (che sicuramente avrà più followers di me!).
Per tutte le info => www.chateau-coucy.fr
Ph di copertina © Christian Gluckman – Centre des monuments nationaux

Ph © Christian Gluckman _ Centre des monuments nationaux




Peccato per la pioggia, ma direi che è stata comunque una visita molto interessante attraverso le sale e la storia del castello. Dopo il mio breve weekend in Valle d’Aosta sono molto attratta dai castelli, e ammetto di aver subito cercato su Google Maps per vedere se fosse fattibile in due giorni – purtroppo no 😉
Io ho una passione per i castelli!
Una posizione e un’architettura davvero molto particolari e una storia travagliata che percorre molti secoli. Davvero un peccato che le guerre ne abbiano distrutto una gran parte ma ciò che resta è comunque stupefacente
Peccato per il tempo non ottimo ma forse ha aggiunto all’atmosfera. Un castello meraviglioso che sembra davvero uscito da un libro di fiabe
Che storia dietro a questo castello! Li trovo sempre affascinanti, soprattutto quando si visitano scoprendo il loro “vissuto” e cosa è successo all’interno delle loro mura
Una storia molto particolare e travagliata che ha portato il Castello di Coucy a quello che è oggi: sicuramente il restauro non ha potuto ripristinare gli ambienti perduti durante la demolizione disposta dal Re Sole e durante il periodo bellico, ma comunque ciò che è rimasto è molto affascinante! Insomma, se ò’è vista brutta, ma oggi è tornato a risplendere!
Esatto, peccato che sotto la pioggia battente non ho potuto fare una visita ancora più completa
Imponente e solido, queste sono le prime parole che mi vengono in mente. Mi piace immaginare come fosse la vita all’interno delle mura, che a percorrerne il perimetro è una bella passeggiata! I sotterranei colpiscono con i mattoni e le arcate intatte. Anche se la pioggia ha dato fastidio, immagino sia stata una piacevole scoperta!
Sicuramente, anche se senza pioggia sarebbe stato molto meglio, soprattutto per le fotografie!