Probabilmente non tutti sanno che la tessera del FAI può essere utilizzata anche all’estero: per esempio, il FAI è gemellato con il National Trust inglese e con quello scozzese e questo può farci risparmiare parecchi soldi se visitiamo i loro beni. Quando sono stata ad Edimburgo, ho approfittato della mia tessera per entrare gratuitamente a visitare la Georgian House a New Town (e risparmiare 14 euri) e Gladstone’s Land in Old Town!

La New Town di Edimburgo 

La New Town di Edimburgo si estende per circa un miglio quadrato e contiene ancora moltissimi edifici che mantengono il loro aspetto originario: questo ha fatto si che quest’area, insieme alla Old Town, fosse nominata UNESCO World Heritage Site.

Divenuta capitale effettiva della Scozia solo dopo il 1535, quando il Parlamento si trasferì in città, essendo chiusa dalle mura Edimburgo potè svilupparsi in altezza piuttosto che in ampiezza. I palazzi arrivarono ad avere anche 11 piani, dove i ceti più poveri occupavano cantine e solai piuttosto insalubri, così come lo erano le vie della città. A metà ‘700 il Parlamento iniziò le prime azioni per migliorare questa squallida situazione: fu così che iniziò l’espansione della città a nord del castello che coincise con il cosiddetto “Illuminismo scozzese”, un periodo di forte aumento dei traffici grazie anche al fatto che, con l’unione tra il parlamento inglese e scozzese del 1707, il porto di Leith si aprì al commercio con le Indie occidentali.

In Scozia nel ‘700 troviamo personaggi come il filosofo David Hume, l’economista Adam Smith, lo scrittore Walter Scott e soprattutto l’architetto Robert Adam che progettò i nuovi edifici dell’Università di Edimburgo e di Charlotte Square. Ma fu un altro architetto, James Craig, a vincere la gara per il progetto della New Town nel 1766, che venne costruita grazie anche alle donazioni private: i lotti di terreno furono venduti a condizione che gli acquirenti aderissero al progetto di Craig, (che prevedeva tre arterie principali, quelle di George, Queen e Princes St) che regolava per esempio il numero e l’altezza dei piani dei palazzi.

Dal 1802, terminata la realizzazione di New Town, iniziò una seconda fase di espansione della città a nord della prima, diretta verso la Water of Leith.

Nel 1830 la popolazione di New Town contava già 40.000 persone, abitanti in 5.000 case, ma l’abbandono da parte dei cittadini più facoltosi di Old Town per i nuovi quartieri fece diventare la Città vecchia uno dei posti più malfamati di tutta Europa.

Charlotte Square

Nel 1791 venne raggiunto l’accordo per acquistare il terreno dove realizzare Charlotte Square, (dove si trova la Georgian House), la grande piazza quadrata che doveva essere uno dei punti focali del progetto di Craig; intitolata inizialmente St. George’s Sq, per non confonderla con George Sq, venne dedicata alla regina Charlotte, moglie di Giorgio III. Il compito di disegnare la piazza fu dato a Robert Adam, il più celebre architetto dell’epoca, che volle disegnare i fronti dei palazzi come un unico insieme, eliminando le differenze tra le singole case. Questo fu uno degli ultimi progetti di Adam, che morì l’anno seguente e fu continuato dal fratello. I lati della piazza sono lunghi 152 metri, ma solo il lato nord, dove è la Georgian House, segue fedelmente il progetto di Adam. Il giardino al centro della piazza fu creato molti anni dopo e completato solo nel 1860 con l’erezione del monumento equestre del principe consorte Albert.

Ph. Stephencdickson via Wikimedia Commons

La Georgian House

La Georgian House si trova al numero 7, sul lato nord di Charlotte Square e venne acquistata nel 1796 per 1.800 sterline (1.600.000 sterline di oggi) da John Lamont, 18° capo del Clan Lamont che visse qui con la moglie e i 5 figli. A causa dei debiti protratti da John e da suo figlio Norman, Lamont dovette vendere una delle sue proprietà nelle Highland, ma dopo la sua morte nel 1816, la famiglia, ancora pesantemente indebitata, vendette anche questa casa. N.7 Charlotte Sq. venne acquistata da Catherine Farquharson che vi risiedette per oltre 30 anni.

Nel 1956, alla morte dell’ultimo proprietario, il Marchese di Bute, l’edificio, insieme a quelli confinanti al numero 5 e 6 della piazza, passarono al National Trust for Scotland, a condizione che rimasse “una casa”: attualmente il n. 6 di Charlotte Square è la residenza ufficiale del Primo Ministro scozzese.

Dato il suo status prestigioso, nel corso dei decenni la casa ha subito grandi cambiamenti per adattarsi ai gusti dei vari proprietari e al cambiare delle mode: quando il National Trust for Scotland decise di aprire la proprietà al pubblico, venne creata una commissione che sorvegliasse i lavori di ripristino secondo lo stile dei primi possessori: a tale scopo vennero visitate case in stile georgiano a Bristol e Bath. Il mobilio presente non è quello originale della famiglia Lamont, ma tutto è stato ricreato con autentici pezzi d’epoca e finalmente nel 1975 la casa è stata aperta al pubblico.

Visitare la Georgian House

La visita alla casa inizia dal secondo piano, dove erano alcune delle camere da letto, dove si può seguire un breve video che illustra come doveva essere la vita dei primi abitanti, la famiglia Lamont. Da qui si scende al primo piano dove erano le sale di rappresentanza: in ogni stanza si viene accolti dai gentilissimi volontari, sempre pronti a spiegare per filo e per segno (anche troppo a volte!) ogni dettaglio degli oggetti che vi sono custoditi.

Il salone

Posta al primo pieno, era la stanza più grande della casa e veniva usata solo in occasione di feste e ricevimenti. Qui i padroni di casa salutavano l’arrivo degli ospiti prima di andare a cena e qui è dove le signore tornavano lasciando gli uomini ai loro discorsi, prima di ritrovarsi tutti insieme per ballare, fare musica o giocare a carte. I mobili sono addossati alle pareti per lasciare maggior spazio al centro della sala e venivano coperti quando il salone non era usato.

Il salotto 

Accanto al salone, era il Parlour, il salottino dove la famiglia si riuniva per leggere, ascoltare la musica e dove la padrona di casa prendeva il tè con le amiche. Il tè era ancora una novità abbastanza recente all’epoca ed era costoso, così in questa stanza è conservato un tavolinetto con tre scomparti che contenevano tè nero, tè verde e zucchero, tenuti sotto chiave in modo tale che la servitù non potesse rubarlo (loro potevano solo usare le foglie già utilizzate).

In occasione di ricevimenti molto affollati veniva usato come sala secondaria, ed infatti riprende gli stessi colori di quella principale.

La sala da pranzo

Situata al pian terreno vi è la bella sala da pranzo. Sulla tavola è esposto un’elegante servizio Wedgwood databile al 1812 mentre l’argenteria (in realtà solo placcata in argento) è Old Sheffield di fine ‘700. All’epoca tutte le portate venivano servite contemporaneamente, prima di liberare la tavola per servire il dessert: solo agli inizi dell’800 venne introdotta la maniera moderna (o alla russa) di servire un piatto alla volta.

Altre usanze sono cambiate da allora: per esempio era normale mangiare direttamente dal coltello, ed è per questo che queste posate avevano la punta arrotondata, ed era normale per i signori usare il vaso da notte nascosto in una credenza (ma solo dopo che le signore avevano lasciato la stanza!).

Molte delle sale da pranzo dei palazzi su questo lato di Charlotte Square affacciavano sul retro della casa, in modo da poter beneficiare della vista sul mare.

La camera da letto

A differenza dai giorni nostri, la camera da letto padronale non era uno spazio totalmente privato, ma era anche usata per prendere il tè con le amiche.

In questa stanza è esposta un bellissimo armadietto porta medicine dove spicca la presenza di laudano e cloroformio.

La cucina

Sotto strati e strati di vernice bianca, è stato ritrovato il colore originale delle mura che era blu, cosa tipica per l’epoca perchè si pensava che questo colore tenesse lontane le mosche: è stata rilevata anche la presenza di 4 forni. Su una credenza si nota  un cono di zucchero, che era ritenuto un segno di ricchezza e utilizzato ampiamente per preparare i dolci da servire a fine pasto.

La stanza della servitù

Ovviamente in un’abitazione del genere non poteva mancare il personale di servizio: sappiamo che al N.7 di Charlotte Sq. lavoravano tra le 5 e 7 persone capitanate dal maggiordomo e dalla governante e il seminterrato, dove c’era la cucina, la cella dei vini e l’entrata di servizio, era il loro regno. Nonostante le ore lavorative fossero molte e faticose, per chi proveniva dalle campagne, lavorare in posti dove si era ben nutriti, vestiti e alloggiati, era comunque un’ottima opportunità.

La toilette

In casa non c’era una sala da bagno, in quanto ci si lavava (poco) in camera da letto, così era in uso una toilette portatile posizionata tra la sala da pranzo e quella da letto: solo a fine ‘800 l’edificio venne dotato di un bagno e di una toilette.

Devo dire che trovo molto elegante lo stile georgiano, che si sviluppa tra metà ‘700 e metà ‘800 e prende il nome dai vari re George che si sono susseguiti sul trono inglese, un altro splendido esempio ne è N.1 Royal Crescent a Bath, la città georgiana per eccellenza. Voi che ne pensate?