La città di Derry – Londonderry, nell’Irlanda del Nord, è il punto di congiunzione tra le celebri e panoramiche Wild Atlantic Way e Coastal Causeway Route ed è proprio durante il mio viaggio on the road lungo quest’ultima che ho avuto l’opportunità di soggiornarci e di imparare molto sulla travagliata storia della città e dell’Ulster.
Un pò di storia
Il nome Derry discende dal gaelico Daire o Doire, che significa “quercia o boschetto” e deriva dai primi riferimenti all’abitato originale Daire Calgaich (“quercia di Calgach”). Il nome fu cambiato in Londonderry nel 1613 durante la cosiddetta”piantagione” dell’Ulster per mostrare il potere acquisito sulla città dalle corporazioni di Londra. Attualmente sono in uso entrambe le denominazioni: Derry è preferita dai nazionalisti cattolici mentre gli unionisti protestanti usano maggiormente Londonderry.
Derry è uno dei luoghi abitati più antichi in Irlanda: già nel VI secolo era presente un monastero fondato da San Columba o Colmcille. Nel 1609 iniziò la colonizzazione dell’Ulster voluta dal re inglese Giacomo I, la piantagione. Gran parte dei terreni, circa 2.000 km quadrati di terra coltivabile nelle contee di Armagh, Cavan, Donegal e Londonderry fu confiscata ai capi gaelici, molti dei quali erano fuggiti dall’Irlanda nel 1607, dopo la guerra contro il dominio inglese.
Nel ‘900 i grossi problemi tra la popolazione protestante legata alla monarchia britannica e i cittadini cattolici che volevano diritti civili e un’Irlanda indipendente e repubblicana iniziarono a farsi sempre più gravi fino a sfociare nella guerra anglo- irlandese, che si risolse con la separazione tra le contee del sud e quelle dell’Ulster che rimasero soggette alla sovranità del Regno Unito e nel triste periodo dei cosiddetti “Troubles”. Derry fu uno dei principali centri delle proteste e degli scontri, culminati nel famoso Bloody Sunday durante il quale, il 30 gennaio 1972, 14 dimostranti disarmati furono uccisi dall’esercito britannico.
Il 10 aprile 1998 a Belfast fu firmato il famoso Accordo del Venerdì Santo (Good Friday Agreement) che sanciva la fine delle ostilità, anche se scontri ed attentati non terminarono completamente. Proprio a Derry, il 19 gennaio 2019: un’autobomba fu fatta esplodere di fronte al tribunale: fortunatamente non ci furono vittime perché, grazie ad una telefonata di avvertimento, la zona fu evacuata. Il principale sospettato fu la New IRA, un gruppo dissidente nato nel 2012 che non accetta l’accordo di pace ottenuto tramite il Belfast Agreement.
Il centro di Derry è stato rinnovato in modo sorprendente nel 2013 quando è stata nominata Città della Cultura del Regno Unito nel 2013, con la costruzione del Peace Bridge.
Le cose migliori da vedere a Derry (+1)
Le mura di Derry
Derry è probabilmente la città murata più bella d’Irlanda e tra le più belle d’Europa. Completate nel 1619, per una lunghezza di 1.5 km e un’altezza di 8 metri, le sue mura si sono conservate quasi completamente ed è possibile percorrerle per intero godendo delle splendide vedute sulla città. Le quattro porte originali della città murata sono Bishop’s Gate, Ferryquay Gate, Butcher’s Gate (che prende il nome dalle macellerie collocate nelle vicinanze) e Shipquay Gate alle quali sono state aggiunte New e Castle Gates. Due cannoni di epoca elisabettiana si trovano vicino Shipquay Gate, marcati da una rosa Tudor e con la data 1590; altri del 1642 se ne trovano sugli 8 bastioni originali.
La città è stata assediata in tre diverse occasioni nel XVII secolo, la più notevole delle quali fu nel 1688-1689 quando per 105 giorni, circa 30.000 residenti protestanti difesero la loro città contro il re cattolico Giacomo II. L’assedio si concluse quando una flotta di soccorso riuscì a oltrepassare il fiume Foyle, portando alla ritirata delle forze reali. Da qui il soprannome the Maiden City, ovvero la città vergine.
La Cattedrale di San Columba
È dedicata a San Columba, patrono della città, il monaco irlandese che creò un insediamento cristiano in questa zona prima di essere esiliato dall’isola e aver introdotto il cristianesimo in Scozia e nell’Inghilterra del Nord. Fu la prima cattedrale anglicana ad essere costruita dopo la riforma religiosa voluta da Enrico VIII e la prima chiesa non cattolica costruita in Europa.
Nel suo cimitero il Siege Heroes Mound contiene i resti delle persone morte durante l’assedio del 1688-89.
La Guidhall
La Guildhall, sede del consiglio cittadino e del sindaco, è un bel palazzo in stile neogotico in mattoni rossi che si affaccia su una pittoresca piazza bagnata dagli zampilli d’acqua provenienti da terra. di. Fu progettata da John Guy Ferguson e finanziata dalla Irish Society. Una capsula del tempo contenente monete e giornali fu sotterrata al suo interno e fu riaperta nel 2010. Aperta ufficialmente al pubblico nel 1890, fu distrutta da un incendio nel 1908, dal quale si salvò solo la torre dell’orologio. Ricostruita, durante the Troubles fu danneggiata da due bombe e venne restaurata con una spesa di 1.7 milione di sterline.
Il difficile passato di Derry, dominato dagli anni ’60 agli anni ’90 dalla lotta contro lo strapotere britannico, è ben raccontato in questo museo inaugurato nel 2006 che illustra con oggetti, foto, documenti e filmati la storia della Battaglia di Bogside, del Bloody Sunday e delll’Operazione Motorman ed è dedicato a tutti coloro che hanno combattuto e sofferto per ottenere diritti civili in ogni parte del mondo e a chi continuerà a farlo.
Il museo è situato nel quartiere di Bogside, proprio dove avvennero gli scontri tra cattolici e polizia ed esercito britannico e nelle sue vicinanze si trovano molti murales dedicati ai tragici eventi di quegli anni. Consiglio davvero di cuore la visita di questo museo per conoscere tutte le ingiustizie e le violenza perpetrate ai danni dei cattolici irlandesi da parte dei britannici.
Il Peacemakers Museum
Per chi volesse ulteriormente le vicende storiche dell’Ulster, questo museo esplora il periodo tra l’agosto 1972 e il maggio 2007 spiegando come si arrivò all’accordo di pace del Venerdì Santo, grazie anche al ruolo chiave avuto da tre abitanti di Bogside John Hume, Martin McGuinness and Mitchel McLaughlin
I murales di Derry
Il murale più celebre di Derry è quello con la con la scritta “You are now entering in Free Derry“ su sfondo bianco, che si trova a poca distanza dal museo Free Derry : anche se la casa su cui venne dipinto è stata demolita, il muro è stato salvato e ridipinto ed è considerato un monumento nazionale. Negli anni ’90, un gruppo di artisti ha creato una serie di murales nota come People’s Gallery che illustra e ricorda con immagini di grande impatto gli eventi salienti degli anni dei Troubles.
Molti sono i tour guidati che spiegano le vicende illustrate sui muri. Queste due foto mostrano un’immagine celebre della Domenica di Sangue e i nomi di chi rimase ferito (e fu risarcito solo molti anni dopo, quando l’inchiesta Saville nel 2010 stabilì l’innocenza di tutte le vittime) negli scontri.
Il Peace Bridge
Questo ponte, dal forte significato simbolico, attraversa il fiume Foyle tra Ebrington Square, dove avevano sede caserme dell’esercito e si tenevano parate militari, e il centro città. Completato nel 2011, rappresenta la pacificazione tra la comunità unionista e quella nazionalista.
Il Tower Museum
Il museo racconta la storia della città con esposizioni permanenti e mostre temporanee. In una sezione ora chiusa in attesa di essere trasferita in un nuovo museo, erano esposti i reperti della Trinidad Valencera, la quarta nave più grande dell’Invincibile Armata spagnola, che naufragò nelle vicinanze nel 1588 ed è stata ritrovata dai sub del locale Sub Aqua Club.
Il Craft Village
È una ricostruzione di una strada del XVIII secolo, fiancheggiata da bancarelle di artigianato, caffetterie e ristoranti.
Il monumento Hands Across the Divide
Questa scultura in bronzo di due uomini che si avvicinano l’un l’altro, fu eretta nel 1992 sul lato occidentale del ponte Craigavon in occasione del 20° anniversario del Bloody Sunday per simboleggiare la riconciliazione tra le opposte fazioni politiche.
A chi fosse munito di macchina, suggerisco la visita di un suggestivo luogo situato a pochi km di distanza dalla città:
il Grianan di Aileach o An Grianán an Aileach / An Grianán Ailigh in gaelico) è un forte circolare in pietra dell’Età del Ferro tra i meglio conservati, che fu la sede del Regno di Aileach.Bellissimi i panorami che si godono da questo punto.
Per tutte le info su Derry => visitderry.com







Se mai ne avessi avuto bisogno mi hai dato una ragione in più per andare finalmente in Irlanda e per dedicare a Derry alcuni giorni. Mi sto appassionando agli anni travagliati delle lotte contro i britannici leggendo i libri di Sorj Chalandon. Attraverso le sue storie ho imparato a conoscere fatti come il Bloody Sunday e personaggi a me prima totalmente sconosciuti. Ho letto con estrema attenzione dei musei dedicati a questo periodo complicato e sarebbe proprio interessante partecipare ad un tour che racconta la storia dei murales. Come sempre, complimenti per l’argomento del tuo post
Mi hai incuriosito parlando di Sorj Chaladon, autore che non conosco. Voglio cercare i suoi libri
Chiederò persino ai sogni e il mio traditore sono sull’Irlanda …poi mi dirai ?
Certo, ho già visto che li hanno in biblioteca!
Mi sento un’ignorante per il fatto che ho sempre sentito entrambe le diciture, Derry e Londonderry (una mia amica che ci ha fatto l’Erasmus la chiamava così), e non mi ero mai chiesta il motivo della doppia denominazione… senza farmi venire in mente che potesse esserci un qualcosa di politico dietro, visto che sapevo del passato sanguinoso di questa città all’epoca dei “Troubles”. Ugualmente da ignorante confesso che, al di là del poco che la mia amica mi aveva detto, non sapevo di quanto ci fosse da ammirare in questo posto, non solo strettamente legato a questo passato recente appunto. Il tour dei murales me lo immagino un po’ come quello di Belfast, ma ho letto poi in uno dei commenti che hai definito Derry ancora più carina di Belfast e adesso mi dispiace davvero non essere riuscita a infilarci un’escursione quando sono stata lì… a mia discolpa la mia “fuga” a Belfast è stata organizzata in quattro e quattr’otto e solo per tre giorni di soggiorno, seguendo un po’ quanto hai scritto anche in altri articoli delle tue avventure in Ulster mi sono fatta l’idea che questa terra meriterebbe un nuovo viaggio a sé e non di essere semplicemente infilata frettolosamente in un programma striminzito.
Io sto scoprendo l’Irlanda in generale e l’Ulster in particolare poco a poco e devo dire che ha tutto ciò che mi piace: bellissimi paesaggi, antichi castelli ed abbazie, un ritmo di vita tranquillo, quindi non posso che consigliare un nuovo viaggio!
Nel mio tour dell’Irlanda non ho inserito Derry perché non credevo ci fossero tutte queste cose interessanti da vedere. Sapevo del Bloody Sunday e di ciò che è successo proprio qui, ma non credevo che la città fosse diventata un luogo di memoria così simbolico. Dovrò rivedere il mio itinerario!
Derry è la seconda città dell’Ulster, direi che merita di essere visitata!
Questo è un capitolo di storia che mi interessa molto e che purtroppo ai tempi della scuola (almeno quando ci andavo io secoli fa) veniva completamente ignorato. Avevo approfondito un po’ l’anno scorso in occasione del viaggio a Belfast, ed ero rimasta colpita da come a volte certi avvenimenti sembrano lontani anni luce, ma in realtà sono più vicini di quanto immaginiamo. Peccato non mi sia venuto in mente di aggiungere una tappa a Derry in occasione di quel viaggio.
Peccato, Derry è molto più carina di Belfast
Marina ogni volta che arrivo nel tuo blog scopro luoghi che forse non avrei mai visto o conosciuto, spesso sono molto diversi dal mio stile di viaggio, ma proprio per questo stuzzicano la mia curiosità e mi regalano una conoscenza maggiore del mondo, degli interessi e dello stile personale di viaggio che ognuno ha.
La bellezza dei blog è proprio questa
Sono rimasta davvero incantata da La Guidhall, questo edificio gotico così maestoso, che va però nettamente in contrasto con il ponte futuristico che attraversa il fiume Foyle. Una città che riesce ad abbracciare stili architettonici diversi, e che forse attira turisti proprio per questo. Io poi amo le città “intra muros” per cui la aggiungo subito alla lista …
Che luogo travagliato, è sempre un dispiacere leggere queste cose allo stesso tempo è bello vedere come sia una città che porta avanti questi pensieri anche in memoria di chi si è battuto. Deve trasmettere emozioni forti visitare questo luogo che al di la di tutto deve essere bellissimo.
Per me è stato abbastanza scioccante conoscere la storia così tormentata di questi luoghi, a partire dalla Grande fame in poi