Bruxelles è considerata la capitale dell’Art Nouveau: qui visse e lavorò il celebre architetto belga Victor Horta, considerato uno dei massimi esponenti di questa corrente artistica che si sviluppò tra la fine dell’800 e il primo ‘900, trovando  espressione nei campi più vari, dall’architettura alla decorazione d’interni, dai gioielli agli arredi. Per chi fosse interessato a conoscere meglio questo stile, è possibile usufruire dell’Art Nouveau Pass che permette di visitare 3 dei siti più rappresentativi a scelta sui 7 proposti ad un prezzo scontato di 19 €: pagando 10 € in più si può aggiungere anche la visita al meraviglioso Hôtel Solvay. Personalmente ho scelto di vedere il Museo degli Strumenti Musicali, Casa Horta e la Maison Couchie: per l’Hôtel Solvay, essendo aperto solo due giorni a settimana, bisogna prenotarsi con molto anticipo.

Hôtel Tassel (ph. tratta dal sito Visit.brussels)

Victor Horta

Figlio di un calzolaio, Victor Horta nacque a Gand nel 1861 e già da adolescente mostrò interesse per il disegno e l’architettura. Dopo aver frequentato l’Accademia di Bruxelles, completò la sua formazione presso l’architetto Alphonse Balat, l’autore delle serre reali a Laeken realizzate in vetro, ferro e ghisa. Horta era affascinato dalle potenzialità di questi materiali che, come affermava il celebre architetto francese Viollet-le-Duc’s, offrivano l’opportunità di creare un nuovo stile architettonico. La nuova borghesia industriale voleva vivere in case comode, dotate di tutti i confort, e Horta volle rispondere a questi bisogni creando nuovi interni e cercando di far entrare più luce naturale possibile: fu il primo ad integrare elementi strutturali in metallo (utilizzati fino ad allora per le stazioni, i mercati coperti o le serre) nelle case di abitazione, aprendo gli spazi interni sostituendo molti muri divisori con sottili colonne. Rivoluzionò il modo di concepire gli spazi abitativi, ampliando il compito dell’architetto anche alla progettazione delle luci, degli arredi, della decorazione delle pareti, concependo la casa come opera costruita attorno al suo proprietario. Fu un pioniere del passaggio, grazie all’Art Nouveau, dalla tradizione classica al design architettonico moderno.

Art Nouveau a Bruxelles

Nell’intento di vedere un buon numero di edifici in stile Art Nouveau, mi ero preparata una sorta di mappa (assolutamente non esaustiva) di quelli più interessanti che voglio riproporre qui, suddivisa per quartieri.

Bruxelles centro

Partendo dal centro città incontriamo subito due esempi importanti del nuovo stile:

Il Museo degli Strumenti Musicali è tra gli edifici che ho scelto di visitare. Si trova in pieno centro, in Rue Montagne de la Cour 2, poco distante dalla stazione centrale ed è ospitato nella splendida ex sede della società inglese Old England (la cui insegna è ancora visibile sulla facciata) che lo fece costruire nel 1899.

facciata del museo degli strumenti musicali

Museo degli Strumenti musicali

Il Museo dei fumetti, o per dirlo alla francese il Centre Belge de la Bande Dessinée  in Rue des Sables 20, è ospitato nell’unico grande magazzino rimasto di quelli progettati da Horta, il Grand Magasin Waucquez inaugurato nel 1906.

Ixelles e Saint Gilles

Alcuni degli edifici più belli si trovano nell’area dei quartieri di Ixelles e Saint Gilles, primo fra tutti

il Museo Horta in rue Américaine 23/25, che occupa quelli che furono la casa e lo studio che Horta progettò e costruì per se stesso tra il 1898 e il 1901 e dove visse fino al 1919. In quell’anno i due edifici furono messi in vendita separatamente. Nel 1961 la casa venne acquistata dal Comune di Bruxelles su richiesta di Jean Delhaye, che aveva lavorato con Horta  e che ne iniziò il restauro. È l’unico degli edifici dell’architetto completamente aperto al pubblico dal 1969, dai bellissimi interni. La casa ha conservato gran parte del suo arredamento: mosaici, vetrate, mobili, rivestimenti delle pareti. Stupenda è la sala da pranzo dai muri rivestiti di mattonelle bianche e con i mobili originali, altrettanto splendida è la scala sinuosa che riceve luce dal lucernario colorato: dal primo piano, i muri sono decorati da motivi di palme, disegnati da Horta stesso. Nella camera da letto le pareti sono rivestite da carta da parati William Morris stampata a mano.

la camera degli ospiti di Casa Horta

Camera degli ospiti di Casa Horta

la cucina

Cucina di Casa Horta

Benché la casa-museo meriti una visita, sono rimasta un pò contrariata dal fatto che non ci fosse un brochure esplicativa anche in italiano e che in alcune parti non si capisca bene il percorso da fare e quale camera si sta vedendo. Non è possibile fotografare, così come in altre dimore, ma non so come, ho ritrovato qualche immagine sul mio cellulare….. Vai a capire cosa è successo!!!

Salottino della moglie di Horta

Sala da bagno di Casa Horta

Sala da bagno di Casa Horta

Lungo l’Avenue Brugmann è possibile ammirare:

lHôtel Hannon (1902) all’angolo con Avenue de la Jonction 1, dell’architetto Jules Brunfaut dalla bella facciata di mattoni con strisce in pietra e finestre con vetrate Tiffany. In corso di ristrutturazione, riaprirà al pubblico nel 2022.

Hôtel Hannon (ph. tratta dal sito Visit.brussels)

La scala dell'hotel Hannon

Interno Hôtel Hannon (ph. tratta dal sito Visit.brussels)

Proprio accanto sorge l’Hôtel Les Hiboux, riconoscibile dal pannello con stucchi policromi in bassorilievo con due gufetti. Notevoli sono le particolari finestre e le inferriate (Non Visitabile).

                       particolare decorazione con i gufi

La Maison e Atelier Dubois al n°80, fu progettata da Horta nel 1906 come casa e studio dello scultore Fernand Dubois. La facciata si distingue per le finestre curvilinee che risaltano grazie all’uso del ferro battuto. Sede dell’Ambasciata di Cuba, non è visitabile. 

Sull’ Avenue Louise troviamo:

al n° 224 l’Hôtel Solvay che, come il Museo Horta, conserva molti dei mobili e delle decorazioni originali. Nel 1894 Armand Solvay (si, proprio quello del bicarbonato di sodio) diede carta bianca e nessun limite di budget a Horta, che spese una fortuna utilizzando materiali preziosi e il risultato fu una splendida dimora, una delle poche visitabili. Magnifica la ringhiera dello scalone che riprende le sinuose forme curve del mondo vegetale. La casa è rimasta praticamente intatta grazie alla famiglia Wittamer, (quella della celebre pasticceria nel Sablon ) che l’acquistò nel 1950.

Hôtel Solvay

Horta realizzò anche il Padiglione Solvay per l’Esposizione Universale del  1905 a Liegi. Nel 2000 l’edificio, insieme ad altri tre edifici di Horta, l’Hôtel Tassel, l’Hôtel van Eetvelde e la Maison  Horta  è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio mondiale. 

L‘Hôtel Hallet al n° 346, sempre di Horta, mi è sembrato  in ristrutturazione.

Hôtel Hallet (ph. tratta dal sito Visit.Brussel)

A poca distanza dall’Hôtel Solvay si trova, in Rue Janson 6, l’HôtelTassel sempre di Victor Horta. Del 1893, è uno dei primissimi edifici in stile Art Nouveau. La pianta, i materiali e le decorazioni della casa, compresi i mobili su misura, furono altamente innovativi: le due parti principali erano collegate da una struttura in acciaio con tetto in vetro per fare entrare molta luce naturale nelle stanze. Anche qui Horta progettò ogni singolo dettaglio: maniglie, intarsi, vetrate, mosaici sui pavimenti, ecc. e parte della bellezza della casa è dovuta proprio ai dettagli sontuosi da lui creati.

Hôtel Tassel

Ciamberlani House, in Rue Defacqz 48, fu costruita da P. Hankar in 1897 per il pittore A. Ciamberlani. La facciata è composta di vari materiali, ferro, mattoni e pietre e mostra il rifiuto del concezione tradizionale di edificio. Sede di un’ambasciata, non è visitabile.

Facciata Hotel Ciamberlani

Hotel Ciamberlani

L’Hôtel Winssinger, in Rue de l’Hôtel des Monnaies 66,  progettato tra il 1894 e il 1897, il periodo più creativo di Horta.

Parco del Cinquantenario

La Maison Cauchie, in Rue des Francs 5, appartenne a Paul Cauchie, architetto e decoratore belga e a sua moglie Lina e fu da lui progettata e decorata. La meravigliosa facciata, che raffigura le nove muse, rappresentava anche un manifesto pubblicitario dell’attività dei coniugi, che avviarono un’impresa di decorazioni, specializzata nella tecnica dello sgraffito e  organizzavano corsi privati di pittura e disegno.

Maison Cauchie

La casa, in pessime condizioni, venne venduta dalla figlia dei coniugi Cauchie nel 1979 e i nuovi proprietari intrapresero un restauro durato 15 anni: pochi anni dopo, sono stati ritrovati e restaurati gli sgraffiti che decoravano il salotto principale. Si può visitare solo con una visita guidata, in cui vengono mostrato solo il pianterreno e il basamento, ora adibito a spazio espositivo. Mi chiedo chi è viva ancora in quella casa, perché ho visto chiaramente un inquilino uscirne!

                                                            facciata del museo degli strumenti musicali

Nel Museo Arte&Storia, situato all’interno del parco, sono stati ricostruiti i sontuosi interni con i mobili originali del negozio Wolfers Freres realizzato nel 1909 da Victor Horta.

Schaerbeek

La Maison Autrique, in Chaussée de Haecht 266, è un altro dei primissimi edifici progettati da Horta nel 1893. Sottoposto a restauro, è possibile visitarlo.

Maison Autrique (ph. tratta da visit.brussels)

Maison Autrique (ph. tratta da visit.brussels)

Ovviamente la lista degli edifici Art Nouveau di Bruxelles non finisce qui: basta girare facendo un pò di attenzione e si potranno notare tante altre eleganti facciate di palazzi: anche l’albergo dove ho alloggiato io aveva una bellissima scala ed altri particolari in questo bellissimo stile.

Il 2023 sarà dedicato all’Art Nouveau. Per l’occasione, sarà possibile accedere a nuovi gioielli architettonici come l’Hôtel van Eetvelde (vicina al Parco del Cinquantenario), Bloemenwerf (residenza del pittore ed architetto belga Henry van de Velde, a Uccle),e la casa dell’architetto Albert Roosenboom, allievo di Horta, ad Ixelles. Che ne pensate, è un buon motivo per programmare un viaggio a Bruxelles??