Grazie al mio recente press tour nel Dipartimento dell’Aisne, ho scoperto che questa è una delle 4 regioni in Francia dove si produce lo Champagne, per l’esattezza circa il 10% di tutta la produzione nazionale. Ho avuto anche la possibilità di visitare due delle aziende più famose del luogo e ovviamente di degustare alcuni dei loro prodotti: anche se non m’intendo di vini, ho scoperto molte cose su questa bevanda così amata e ve le voglio raccontare!
Un pò di storia
Esistono diverse versioni su come nacque lo Champagne, la più famosa è quella che ne attribuisce l’invenzione all’abate Dom Pérignon. Già nel Medioevo nella regione veniva prodotto vino, specialmente all’interno delle abbazie per usarlo nella messa, ma nel 1600 la Guerra dei 100 anni causò l’abbandono delle abbazie e di conseguenza dei vigneti. Il giovane Pierre Pérignon, inviato come tesoriere a Hautvillers, trovò le vigne abbandonate e si mise al lavoro per produrre nuovamente il vino, diventando il primo a mantenere separate le uve provenienti dai vari vigneti. Probabilmente per un errore o perché al vino fu aggiunto dello zucchero che produsse la caratteristica spuma, l’abate capì che questa era dovuta a una seconda fermentazione del vino e si dedicò a perfezionare la produzione del vino spumeggiante, seguito dagli altri produttori della regione. A quanto pare però (e meglio non dirlo ai francesi) nel 1662 uno studioso inglese, Christopher Merrett, descrisse come i vinai inglesi, aggiungendo zucchero al vino, ottenessero una bevanda spumeggiante 30 anni prima del nostro buon abate francese!
Molti secoli dopo, il 4 luglio 2015, i vigneti, le maisons e le caves della Champagne sono diventate Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
La regione della Champagne
La regione della Champagne è suddivisa in 4 zone principali e in 20 sottozone: Montagne de Reims, Côte des Blancs, Vallée de la Marne (dove si trova l’Aisne) e Côte de Sézanne, le uniche zone il cui prodotto può essere legalmente denominato Champagne. Ma perchè proprio qui si sono create le condizioni perfette per la crescita dei vitigni? Facciamo un passo indietro nel tempo, un grosso passo di 90 milioni di anni. In quell’epoca, il mare ricopriva queste terre e i sedimenti trasportati dalle acque si depositarono sul fondo creando l’attuale terreno della Champagne, composto per lo più da gesso, marne e calcare, materiali che favoriscono il drenaggio del terreno. Questa è una condizione ottimale per coltivare la vite in quanto non si formano ristagni d’acqua nel sottosuolo, che fornisce solo la giusta riserva idrica per la maturazione delle uve. lI clima locale è caratterizzato da pioggia e gelate invernali e le viti vengono quindi lasciate basse (max 60 cm.) per sfruttare il calore proveniente dalla terra.
Il metodo champenoise
Questo metodo consiste nell’effettuare una doppia fermentazione: la prima, quella del mosto, in tino e la seconda, quella del vino, nella bottiglia.
Le uve utilizzate per lo Champagne sono solo 3: Pinot nero, Chardonnay e Meunier. Il periodo di raccolta, effettuata rigorosamente solo a mano per raccogliere i grappoli più maturi ed integri, viene deciso dallo stato: 160 kg di uva rendono circa 102 litri, dal mosto prodotto dalla prima spremitura di uve, circa 82 litri, si ottiene il cuvée.
Se il vino base è realizzato con uve raccolte in anni diversi, lo Champagne è sans année; quando invece il vino base è prodotto con uve raccolte nello stesso anno, allora si parla di Champagne millesimato. Il blending, ovvero la miscelazione tra i vari vini, viene effettuato dallo chef de cave.
Una volta conclusa la normale fermentazione alcolica, come per tutti i vini, il vino ottenuto viene imbottigliato con l’aggiunta di lieviti e zucchero, il cosiddetto liqueur de tirage, per permettere una seconda fermentazione, durante la quale si produce l’anidride carbonica alla quale si devono le caratteristiche bollicine. Questo processo però determina anche la produzione della cosiddetta feccia, ossia i residui dei lieviti che intorbidiscono il prezioso liquido. Fu un dipendente del celebre marchio Veuve Clicquot a trovare il modo di eliminare i sedimenti, ovvero il rémuage. Le bottiglie vengono sistemate in obliquo sulle pupitres, tavole di legno dotate di fori e ogni giorno vengono ruotate: inizialmente di un ottavo di giro, poi di un sesto ed infine di un quarto, e inclinate sempre più in verticale in modo tale che i residui scendono man mano verso il collo della bottiglia dove si raccolgono in un piccolo cilindro di plastica, il bidule. In passato il rémuage veniva eseguito a mano, oggi invece esistono dei macchinari apposi chiamati giro pallets per effettuarlo.
Successivamente i colli delle bottiglie vengono immersi per pochi istanti in una soluzione salina a – 27 gradi, che congela la feccia raccolta nel bidule e ne permette l’eliminazione. Al momento del dégorgement, una piccola quantità di vino fuoriesce dalla bottiglia. La fase successiva, il dosage o rabbocco, permette di compensare questa mancanza introducendo una miscela di zucchero e vini, la cui composizione varia da produttore a produttore e viene tenuta segretissima, che ne determina caratteristiche e sapore finale.
Le bottiglie di Champagne
Lo sapevate che esistono bottiglie di 14 dimensioni, ognuna con il suo nome?
La Chopine contiene 25 cl, un terzo di una bottiglia ed è più da collezione che da consumo.
La Fillette o Demi contiene metà di una bottiglia tradizionale, ovvero 37,5 cl.
Il Medium da 60 cl è un formato recente, utilizzato solo da poche case.
La Champenoise o Sciampagnotta è la classica bottiglia, equivalente a 6 flûte, probabilmente creata alla fine del XVIII secolo.
La Magnum è l’equivalente di 2 bottiglie, quindi un litro e mezzo. Come disse Winston Churchill: “La magnum è perfetta per due gentlemen, soprattutto se uno dei due non beve“.
Una Jeroboam o doppia Magnum porta il nome del fondatore del regno d’Israele e contiene 3 litri. È la classica bottiglia utilizzato sui podi della Formula 1 e del Motomondiale.
La Mathusalem contiene l’equivalente di 8 bottiglie di Champagne.
La Salmanazar contiene 9 litri o 72 flûte.
Balthazar contiene l’equivalente di 16 bottiglie di Champagne, ovvero 12 litri o 96 flûte.
La Nabucodonosor è l’equivalente di 20 bottiglie.
La Salomone, che contiene 18 litri di Champagne e può riempire circa 144 flûte.
La Souverain ha una capacità di 26,25 litri ossia l’equivalente di 35 bottiglie.
Il Primat viene riempita con il contenuto di 36 champenoises.
La Melchisedec è il gigante delle bottiglie di Champagne: viene riempita con il prodotto di 40 bottiglie e pesa ben 10 kg!
La mia visita alle Maisons dell’Aisne
Come ho scritto all’inizio, ho avuto la bella possibilità di visitare due delle aziende più conosciute dell’Aisne: in tutto sono circa 300 gli ettari coltivati a vigneti e oltre 500 i piccoli produttori della zona.
La Pannier nacque nel 1899 a Dizy, vicino Epernay, da Louis-Eugéne Pannier e si trasferì a Château-Thierry nel 1937. Le loro incredibili cantine risalgono al Medioevo: sono state ricavate dai cunicoli scavati per estrarre materiale per costruire la città. È la maggiore maison della zona che attualmente produce 14 tipi di Champagne: nella loro sede è possibile effettuare tour delle cantine e degustazioni.
Fondata nel 1860, la compagnia Météyer è arrivata con Franck Météyer alla 5a generazione. Con la sua spumeggiante moglie Anna è possibile visitare i loro vigneti a bordo di una Diane d’epoca o visitare il piccolo museo creato nella loro sede di Trélou sur Marne, oltre ovviamente a degustare i loro Champagne!
Per chi volesse conoscere meglio i territori della Champagne e dello Champagne, diversi sono gli itinerari, anche in bicicletta, che attraversano la Valle della Marna e numerose sono le esperienze che è possibile vivere, dagli incontri con i coltivatori al partecipare alla vendemmia!
Per maggiori informazioni => www.champagne/valle-della-marna e lesportesdelachampagne.com








I tour nelle cantine per scoprire come vengono prodotti i vini locali sono sempre molto interessanti. Io avevo fatto un tour dello Champagne anni fa e ancora lo ricordo come un’esperienza unica!
Si, sono molto interessanti, soprattutto quando si visitano cantine storiche
Il mio fidanzato è un vero amante dei vini, gli farei un gran regalo a portarlo nella patria degli champagne!
Una melchisedec di champagne per me, grazie!
Anch’io voglio fare i press tour alcoolici! ? Scherzo, hai raccontato davvero tutto con dovizia di particolari, ed è questo il bello, perché dietro il flute di bollicine c’è tutto un mondo, una cultura, una tradizione che spesso chi beve non conosce.
Anche io sono rimasta stupita da tutto il lavoro che c’è dietro una bottiglia di champagne, e questo ne spiega anche il costo
Io adoro lo champagne! le sue bollicine mi mettono sempre allegria e per me è il simbolo della festa. Il metodo è lo stesso utilizzato anche per le bollicine nostrane del Franciacorta e onestamente non è di facile comprensione però il risultato è eccellente. Non sapevo proprio che esistessero tutte quelle dimensioni di bottiglie con nomi precisi e mi chiedo chi riesca a sollevare una Melchisedec da dieci chili!
Ci vogliono due persone per sollevarla!
Non amo molto lo champagne né i vini spumanti in generale, ma questa regione mi affascina molto e mi piacerebbe visitarla. Tra l’altro vivo in una rinomata regione vitivinicola, quindi mi interesserebbe andare a vedere cosa combina la concorrenza! 😉
Allora sarai più esperta di me nella degustazione!
Sono stata in questa regione l’anno scorso e me ne sono perdutamente innamorata. È stato magnifico conoscere da vicino le fasi della produzione dello Champagne e concedersi qualche assaggio. Inoltre, Reims mi ha folgorato.
Conoscendo tutto il lavoro che c’è dietro, si capisce anche perché lo Champagne è così costoso
Mi piace lo Champagne ma ne ignoravo sia la sua storia che tutta la procedura per produrlo, adesso che ne so di più non ni resta che brindare con più cosapevolezza !
Una regione che ho amato al primo sguardo. Abbiamo avuto modo di visitare le cantine di Veuve Cliquot e ne sono rimasta estasiata. Certo mi manca ancora molto da vedere della zona e anzi, mi piacerebbe visitare la valle della Marna, per prendere parte a questi eventi bucolici che suggerisci.
La regione della Champagne è spettacolare ed io, anche se di solito non bevo, ho apprezzato moltissimo le degustazioni