L’Abbazia di St. Gallen, risalente al VII secolo, situata al centro dell’omonima cittadina nella Svizzera tedesca, con la sua chiesa e la celebre biblioteca monastica, che custodisce una delle maggiori collezioni di manoscritti medievali al mondo, è Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1983. La sua bellezza ed importanza hanno ispirato il romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco e l’omonimo film.

San Gallo
Dopo la caduta dell’Impero romano, i monaci irlandesi diedero un’importante contributo alla creazione della cultura europea e cristiana, partendo come missionari in Inghilterra ed in Europa e diffondendo sapere e scienza. Gallo si formò nel monastero di Bangor accogliendo quindi la regola celtico-irlandese: venne in Europa insieme al celebre missionario Colombano, ma si separò da lui a Bregenz.
Arrivato nella zona del lago di Costanza con altri monaci, Gallo si ritirò in eremitaggio sopra il fiume Steinach nel 612: secondo la leggenda, incontrò un orso che lo aiutò a costruire la sua cella. Intorno al suo eremo nacque un piccolo insediamento monastico. Quando morì nel 640, fu sepolto nell’abside della sua chiesa: la sua tomba ora si trova nella cripta sotto l’altare maggiore.
Storia dell’Abbazia di St. Gallen
Nel 719, Otmar, un prete di origine alemanna, fu chiamato a creare una comunità monastica legata alla chiesa di San Gallo e ne divenne il primo abate. Nel 747 i monaci adottarono la regola di San Benedetto
Sotto l’abate Gozberto dal 816 al 837, St. Gallen conobbe una grande fioritura: egli riorganizzò l’amministrazione facendone aumentare le entrate. Gozberto progettava di ristrutturare il suo monastero: la pianta carolingia di St. Gallen (progetto ideale di come avrebbe dovuto essere un monastero richiesto da Gozberto al monastero di Reichenau) comprendeva 45 edifici tra i quali sono raffigurati, per la prima volta nel Medievo, un ospedale, una scuola, una cucina e anche il forno per il pane.
Nel 818 l’imperatore Ludovico il Pio concesse al monastero l’immunità. Grazie al loro potere e alla diretta subordinazione al Sacro Romano Impero, gli abati sangallesi divennero nel XIII principi imperiali ed ognuno di loro cercò di farsi confermare diritti e privilegi della carica. Nel tempo questo legame s’indebolì mentre si rafforzò l’alleanza con la Confederazione svizzera.
Gli archivi dell’abbazia sono i più antichi archivi monastici esistenti: conservano ancora circa 900 documenti risalenti all’età carolingia e merovingia, che registrarono i nomi e i compiti dei monaci.

La cattedrale di St. Gallen
Una prima chiesa in pietra fu eretta a partire dal 719 sulla tomba di San Gallo, e nel tempo subì rifacimenti e ricostruzioni fino a che, nel XVIII secolo, si decise di rifare ex nova l’ormai vetusta chiesa abbaziale. Eretta tra il 1755 e il 1767 da Peter Thumb e Johann Michael Beer come chiesa del monastero, dopo la soppressione dell’abbazia benedettina nel 1805, la chiesa divenne cattedrale del nuovo vescovado nel 1847. L’imponente cattedrale tardo barocca ha una facciata con due campanili e un interno arioso riccamente decorato con stucchi.

La Biblioteca abbaziale
La biblioteca di San Gallo è considerata una delle più ricche di tutto il Medioevo e uno dei più importanti scriptorium del tempo: alcuni documenti qui conservati sono iscritti dall’UNESCO nel Registro Memoria del mondo. L’iniziale collezione di manoscritti era custodita nella cosiddetta Torre di Hartmut, dove uscì indenne dai diversi incendi che coinvolsero la città e il monastero e anche dalle lotte del periodo della Riforma protestante.

Nel 1553 fu eretto nell’ala occidentale del monastero un edificio appositamente dedicato alla biblioteca, che fu sostituito nel 1767 dall’attuale sala barocca, considerata una tra le più belle sale bibliotecarie a livello mondiale. Questa biblioteca, voluta dal principe abate Diethelm Blarer (in carica dal 1530 al 1541), permise una nuova sistemazione della collezione di libri: il nuovo edificio collocato vicino alle celle avrebbe anche aiutato lo studio dei monaci.

Tra i tanti tesori che custodisce c’è la prima storia dell’Inghiterra scritta nel monastero di Whitby intorno al 710. Al suo interno spicca un bellissimo globo terracqueo: il globo fu creato dal geografo e bibliotecario Tilemann Stella, per il duca Giovanni Alberto I di Meclemburgo a Schwerin. Nel 1595 fu venduto all’abate di St. Gallen per ripagare dei debiti. Tra i pochi globi del XVI secolo rimasti, quello si San Gallen è uno dei più grandi ed interessanti: le immagini del cielo e della terra si basano sulle carte celesti di Albrecht Dürer del 1515 e sul planisfero di Mercatore del 1569. Nel Pacifico è mostrata la battaglia di Lepanto del 1571. Il globo fu rubato, insieme a libri e manoscritti, da soldati bernesi e zurighesi durante una guerra di religione. Mentre Berna restituì tutto il bottino, Zurigo si tenne il globo e questo portò secoli dopo ad una controversia tra St. Gallen e la città. Alla fine Zurigo ha realizzato una copia fedele del globo originale, esposta nella biblioteca dal 2009 e restituito parte dei manoscritti rubati.

Curiosamente nella biblioteca è esposta anche la mummia egizia, quella di Shep-en-Isis, giunta fin qui in prestito dal politico Karl Müller_Friedberg e in seguito acquisita. La mia attenzione è stata colpita anche da un quadro raffigurante la celebre statua di santa Cecilia di Stefano Maderno, conservata a Roma.


Nei sotterranei dell’abbazia sono esposti preziosi oggetti artistici, come la tavola anteriore in avorio dell’Evangelium Longum e 12 chiavi di volta del precedente edificio decorate con gli stemmi degli abati e dell’imperatore ritrovate a metà ‘900.
Per tutte le info =>stiftsbezirk.ch





Finché eravamo dei giovani squattrinati per noi la Svizzera è sempre stata da evitare come la peste, anche solo attraversarla era un problema a causa della micidiale vignetta. Mentre ora che possiamo toglierci qualche sfizio la stiamo rivalutando moltissimo. E’ pienissima di luoghi incantevoli e L’Abbazia di St. Gallen entra di diritto nella mia cartina dei luoghi da visitare la prossima volta. Grazie
In effetti è abbastanza cara, io l’ho girata in treno risparmiando sulla vignetta!
Ma questa bibiloteca è una vera meraviglia! Purtroppo della Svizzera finora ho visto poco, anche a causa dei prezzi non proprio abbordabili di questo Paese, ma mi rendo conto sempre di più che è una destinazione che merita di essere esplorata
Che meraviglia! La Svizzera è da tempo nel mirino per uno dei miei prossimi viaggi, e leggere di luoghi come l’abbazia di San Gallo mi conferma che non c’è solo natura splendida, ma anche una ricchezza culturale straordinaria. E che cultura! Un vero tesoro europeo, tra storia, arte e spiritualità. Non vedo l’ora di visitarla di persona.
Tra la Biblioteca e la Cattedrale non saprei proprio cosa scegliere, sono una più bella dell’altra! Devo ammettere di conoscere molto poco la Svizzera e infatti l’Abbazia non l’avevo mai sentito nominare, quindi mi devo decidere e partire verso questo incantevole Paese per scoprirlo!
La Svizzera è molto carina e tra l’altro si gira bene in treno.
La maestosità degli interni sovrasta quella della facciata esterna. Che tripudio di opulenza!! Non ti nego che la parte che preferisco è la biblioteca. Sogno da tempo un mappamondo coì grande da mettere in salotto ma il mio desiderio ancora non è stato esaudito!
La biblioteca è qualcosa di meraviglioso: se ci fossero poltrone comode, potrei farmici chiudere dentro a leggere.
Andrei fin lì anche solo per vedere quella strepitosa biblioteca con il globo terracqueo, mi sembra per fino più bella di quella del Trinity Collage, a Dublino
La biblioteca del Trinity College è molto più imponente, ma anche questa ha un’atmosfera incredibile.