Devo ringraziare l’articolo di una collega blogger (Antonella di I viaggi dell’Anto) per aver scoperto che i celebri affreschi della Cappella Brancacci nella Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze realizzati da Masolino da Panicale e Masaccio sono in restauro ed è possibile salire sui ponteggi per poterli ammirare da vicino. Avevo visitato la cappella molti anni fa ed ne ero rimasta affascinata, così non ho voluto perdere l’occasione di rivederla e, appena è stato possibile, ho prenotato la visita e mi sono goduta una bella gita a Firenze!

Masaccio

Il nome di Masaccio non è tra i più conosciuti al grande pubblico, eppure la sua pittura rivoluzionò l’arte del ‘400 e egli merita di comparire nel gruppo degli  artisti più grandi.

Sappiamo molto poco della vita di Tommaso di ser Giovanni, detto Masaccio, nato da genitori giovanissimi, nell’odierna San Giovanni Valdarno il 21 dicembre 1401. Vasari spiega che il soprannome gli derivava dal fatto che era molto trascurato in quanto dedito solo all’arte. Rimase orfano del padre a soli 4 anni e presto la madre si risposò con un ricco speziale dando a lui e al fratello una vita agiata. La prima notizia documentata su di lui risale al gennaio 1422 con l’iscrizione all’Arte dei Medici e Speziali: probabilmente all’epoca già frequentava la bottega di Masolino, anche lui di origine valdarnese, non tanto come allievo del celebre maestro come è sempre stato indicato dalla critica, ma più come giovane collaboratore di talento. Nel 1424 abbiamo l’ iscrizione alla compagnia di S. Luca, quella dei pittori. Masaccio morì a Roma nel 1428 a soli 26 anni e come scrive Vasari “non mancò chi dubitasse di veleno assai più che di altro accidente”. Come disse Brunelleschi “Noi abbiamo fatto una gran perdita”.

Ph. https://catalogo.beniculturali.it

Pochissime sono le opere che ci rimangono: nella stessa chiesa del Carmine vari affreschi sono andati distrutti nella costruzione di un chiostro e di una cappella. Sono lavori a lui attribuiti con certezza:

Il Trittico di San Giovenale,

Madonna con Bambino e S. Anna agli Uffizi (con Masolino),

Il Polittico di Pisa,

La Trinità a S. Maria Novella,

Il ciclo della Cappella Brancacci a Santa Maria del Carmine.

L’importanza di Masaccio nella storia dell’arte

Non sono certo io la persona più adatta a fare una lezione su Masaccio, ma cercherò comunque di spiegare quale fu la sua importanza nella storia dell’arte al punto che molti artisti, come Leonardo e Michelangelo, visitarono la cappella Brancacci per studiare la sua opera innovativa. Come scrive Vasari “tutti coloro che hanno cercato imparare quella arte, sono andati a imparar sempre a questa cappella, e apprendere i precetti e le regole del far bene dalle figure di Masaccio.”

In parole povere, Masaccio creò lo spazio e la tridimensionalità grazie all’uso della luce e della prospettiva: con lui gli spazi e la luce non sono più simbolici come nella pittura medievale, ma veri, reali.

Il suo merito fu di aver applicato in pittura le regole della prospettiva, creando spazi in cui le persone e le cose si trovano nei giusti rapporti di grandezza, regole prospettiche che imparò dal suo contemporaneo e amico Filippo Brunelleschi.

L’invenzione della luce che investe lateralmente i personaggi creò il rilievo delle figure, dando loro volume, solidità, plasticità grazie al contrasto tra chiari e scuri: quindi non più la stilizzazione simbolica dell’arte medievale, dove non era importante esprimere una visione realistica delle cose bensì il loro significato simbolico, ma una rappresentazione della realtà viva ed oggettiva.

Per capire la differenza tra lo stile di gusto ancora tardo gotico di Masolino e quello innovativo di Masaccio basta fare un confronto tra due degli affreschi della cappella di uguale soggetto, Adamo ed Eva: quelli di Masolino non sono modellati dalla luce come quelli di Masaccio che hanno l’ombra che segna la loro presenza sul terreno, mentre i loro volti e gesti sono più espressivi di quelli serafici creati dal maestro più anziano.

                                         

La Cappella Brancacci in S. Maria del Carmine

Il ciclo di affreschi fu commissionato a Masolino da Panicale dal mercante fiorentino Felice Brancacci, genero di Palla Strozzi,  intorno al 1424.

Il pittore iniziò i lavori nel 1425: l’anno successivo si recò in Ungheria, e lasciò a Masaccio il compito di proseguire da solo gli affreschi. Rientrato in Italia, Masolino fu chiamato a Roma dal card. Castiglione per dipingere la Cappella di Santa Caterina a San Clemente dove lo raggiunse Masaccio, lasciando gli affreschi incompiuti: il ciclo fu terminato da Filippino Lippi solo 50 anni dopo.

Ph. Sailko da Wikicommons

Mentre sulla volta erano rappresentati gli Evangelisti, alle pareti si svolgono le Storie di San Pietro su tre registri. Purtroppo alcune scene non esistono più: il Martirio di san Pietro fu distrutto per mettere sulla parete di fondo il quadro della Madonna del Popolo, mentre nel 1746 fu rialzata la volta distruggendo gli affreschi e nel 1781 un incendio causò un annerimento generale dei colori, fortunatamente riportati al loro aspetto originale dai restauri.

Sicuramente il lavoro fu pianificato dai due artisti per lavorare insieme, evitando una netta separazione delle parti spettanti ad ognuno: l’unitarietà del ciclo è data dalle paraste corinzie che inquadrano le scene; dai paesaggi che a volte continuano ininterrotti da una scena all’altra, dall’uso di un’unica gamma cromatica e di un solo punto di vista (quello di uno spettatore al centro della cappella), dagli scenari urbani che richiamano la Firenze dell’epoca.

Gli affreschi di Masaccio

Le scene certamente attribuibili a Masaccio sono:

Il Battesimo dei neofiti,

Il Pagamento del tributo,

Ph. da Wikimedia Commons

San Pietro risana gli infermi La distribuzione delle elemosine lasciate compiute,

La Cacciata dal Paradiso,

La Resurrezione del figlio di Teofilo è di Masolino, ma la figura di San Pietro in cattedra è di mano di Masaccio; nel gruppo dei personaggi sulla destra compaiono Brunelleschi, Leon Battista Alberti, e gli stessi pittori (il nostro Tommaso è l’uomo bruno che guarda verso di noi).

Anche nella Disputa con Simon Mago di Filippino Lippi sono presenti alcuni ritratti di artisti: si riconosce lo stesso Filippino, nel bel ragazzo all’estrema destra, dietro Nerone sul trono mentre il giovane sotto l’arco, al centro dell’affresco, che guarda verso lo spettatore è Sandro Botticelli.

Ph. Miguel Hermoso Cuesta da Wikicommons

         

I restauri della Cappella Brancacci

L’importante progetto di diagnostica, restauro e studio delle tecniche pittoriche utilizzate nella Cappella  è iniziato nel 2021 ed è svolto in collaborazione tra il Servizio Belle Arti del Comune di Firenze, la Soprintendenza, il C.N.R. e l’Opificio delle Pietre Dure) e durerà fino alla fine del 2022. Successivamente è prevista la creazione di prodotti di realtà virtuale per esperienze immersive.

La visita della Cappella Brancacci

È possibile visitare la Cappella il lunedì e dal venerdì alla domenica: gli ingressi sono contingentati, sono ammesse infatti solo 10 persone alla volta per circa una ventina di minuti e si possono prenotare online o scrivendo a cappellabrancacci@musefirenze.it oppure telefonando allo 055 2768224. Il biglietto per la sola entrata nella Cappella costa 10 €, volendo si può scegliere la visita guidata a tutto il complesso della chiesa. Visto la grande richiesta, è consigliabile prenotare con molto anticipo: ad oggi, per tutto il mese di marzo già non ci sono disponibilità.

N.B: La presenza dei ponteggi è molto invasiva e, se da un lato offre la grande opportunità di poter vedere da vicino gli affreschi, dall’altro non permette di avere una visione unitaria di tutto il ciclo rovinando ovviamente l’effetto d’insieme.

Personalmente mi sono goduta l’esperienza di poter ammirare gli affreschi notando i piccoli particolari che dal basso o in foto non si riescono a catturare, anche se il tempo a disposizione non è molto e i ponteggi disturbano la visione.

Si può approfittare della sosta a Firenze per approfondire la conoscenza della pittura di Masaccio andando a vedere la Santissima Trinità nella chiesa di Santa Maria Novella e la Madonna con Bambino e S. Anna agli Uffizi.